Anatocismo bancario: fine della storia

Anatocismo bancario, fine della storia: esultano i correntisti

La parola stop all'anatocismo delle banche è stata finalmente impressa nella pietra una volta per tutte: ecco cosa cambia per i cittadini

Anatocismo delle banche: la parola stop è stata impressa nella pietra una volta per tutte. Ma nella realtà questo principio viene applicato davvero? Facciamo un piccolo passo indietro per capire che cosa è successo.

Che cos'è l'anatocismo

L’anatocismo bancario è fuorilegge nel nostro Paese ormai da un anno, anche se la norma, adottata con la legge di Stabilità del 2014, è rimasta sulla carta perché priva della prescritta delibera di attuazione del Cicr (il Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio). Tuttavia oggi il correntista che rilevi, sul proprio estratto conto, importi maggiorati sul calcolo degli interessi, può traanquillamente fare ricorso al giudice.
interessi su interessiMa che cos'è in sintesi l'anatocismo? Nel linguaggio bancario esso si configura come la produzione di interessi (la cosiddetta capitalizzazione) da altri interessi resi produttivi sebbene scaduti o non pagati, su un determinato capitale. Una sorta di interesse sull'interesse, ovverosia il costo del denaro che viene prestato dagli istituti bancari: nella prassi tali interessi vengono definiti composti. Nel nostro ordinamento l'anatocismo è disciplinato in maniera espressa dall'art.1283 del codice civile, che recita: “In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.” L'anatocismo è pertanto ammesso solo a determinate condizioni dal codice civile.

Il Tribunale tutela i correntisti (finalmente)

Nel luglio dello scorso anno, con il voto del Senato alla Legge di Stabilità, l’anatocismo (inteso come la possibilità per le banche di calcolare gli interessi non solo sul capitale, ma sul capitale maggiorato degli interessi già maturati nelle mensilità precedenti) veniva abrogato. Tuttavia la cancellazione di questa pratica bancaria necessitava di un completamento per essere eliminata del tutto: era il Cicr l'organo deputato a riscrivere da capo le regole, stabilendo che gli interessi “periodicamente capitalizzati” non potessero più produrre interessi ulteriori. Ciò non è di fatto avvenuto. E allora sono stati i tribunali a venire in soccorso dei cittadini: il Tribunale di Milano ha sancito essere sufficiente la semplice previsione di legge per dedurre le somme intimate dagli istituti di credito ai propri debitori. Il tribunale dichiara la correttaa interpetazione della legge: “Gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori”. Tale disposizione è già in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e non rileva in alcun modo – spiegano i giudici milanesi – il fatto che la legge demandi al Cicr l’adozione di una delibera con cui stabilire le modalità e i criteri di produzione degli interessi nei rapporti bancari. Insomma, anche in assenza di tale specificazione, è sufficiente il testo di legge per ridefinire una volta per tutte i rapporti tra banche e correntisti.

anatocismo bancarioUna sentenza storica

Nel caso specifico il Tribunale di Milano ha posto il rigido divieto per 3 banche dell’utilizzo di qualsiasi forma di anatocismo sui conti in essere e su quelli nuovi, ordinando agli istituti di pubblicizzare la condanna sui loro siti e sulla stampa nazionale oltre che a ogni correntista. Una pronuncia davvero pesante e rilevante, che rivoluziona un ambito che ha visto da sempre il consumatore/cittadino/correntista soccombere.

Fonte :quifinanza.it

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