ANATOCISMO SUI CONTI CORRENTI

Cos'è l'anatocismo?

Prima di passare al argomento del anatocismo sui conti correnti vorrei chiarire il termine “anatocismo”; questo termine indica quel fenomeno per cui a degli interessi già esistenti, quindi maturati sulla somma capitale, ne vengono applicati degli altri.
Tecnicamente, il codice civile si pone dalla parte del consumatore in quanto prevede una norma che sancisce in generale il divieto dei c.d interessi anatocistici: Cod.Civ. Art. 1283 «In mancanza di usi contrari, gli interessi scaduti possono produrre interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi.»
L’anatocismo comporta l’onere per il cliente di pagare non solo il capitale e gli interessi all’epoca concordati, ma anche gli interessi calcolati sugli interessi già scaduti e computati.

Il punctum dolens in tutti questi anni è stato che, nonostante l’esistenza della normativa appena descritta, le banche praticavano ugualmente questo calcolo di interessi che sarebbe vietato. Questo a causa di norme secondarie che nella prassi ammettevano tale atteggiamento.

Si sono susseguiti vari atti di riforma, tra cui si ricordi la Legge di stabilità del 2014, il cui punto nodale è l’aver prescritto che gli interessi periodicamente capitalizzati non potevano produrre altri interessi.
anatocismo-ccSi è giunti poi al decreto legge salva banche, che in realtà non vieta in toto questa pratica, essendo infatti stata lasciata la possibilità allo stesso cliente di legittimare preventivamente la banca a praticarla.
Si arriva cosi al Decreto legge (poi convertito nella legge 49/2016) che è andato a disciplinare la riforma bancaria, modificando il Testo Unico Bancario (TUB) in particolar modo nella parte relativa all'anatocismo.
Nel dettaglio, è andato a regolare l'apertura di credito in conti corrente o conto di pagamento, affermando una cosa non da poco: l'anatocismo è in generale vietato e, nel dettaglio, il conteggio degli interessi debitori deve essere separato dal capitale.
modifiche-TUB-anatocismo

Come logicamente rilevabile alla base delle modifiche indicate nella tabella precedente, è evidente il principio di equità tra banca e consumatore. Nella pratica però, considerando che gli interessi attivi sono praticamente irrisori mentre gli interessi passivi, specialmente in mancanza di affidamento, sono da sempre veramente cospicui, il rapporto tra banca e consumatore si è via via sbilanciato per ammontare di importi.

Il legislatore, in questo caso ha cercato di riequilibrare tale rapporto aggiungendo ulteriori chiarimenti volti ad impedire l'aggravamento di situazioni già debitorie.

Quindi, nonostante gli articoli relativi al ritorno dell'anatocismo o alla legalizzazione degli interessi anatocistici tramite l'ultima riforma del TUB, la corretta lettura della norma è invece un grande passo in avanti per il consumatore, benché non ancora sufficiente alla luce del citato articolo del Codice Civile.

Ora vogliamo fare chiarezza in merito al recente scandalo che ha coinvolto alcune importanti banche a seguito delle sanzioni comminate dall'Anti-Trust.

Anatocismo sui conti correnti: 11 milioni di multa alle banche

È fresca fresca la notizia-scandalo secondo cui l'Antitrust avrebbe deciso di multare 3 colossi tra i gruppi bancari , vale a dire Intesa Sanpaolo, Unicredit e BNL, per una somma totale pari a 11 milioni di euro. Notizia che è stata utilizzata per deformare quanto accaduto, dato che si parla di richiedere rimborsi o fare cause contro alcuni istituti bancari.
Ma cosa mai avranno fatto per prendersi una multa cosi salata?
Ecco alcuni dei titoli che abbiamo trovato in alcuni siti web di informazione:

  • Il ritorno dell'anatocismo bancario
  • Il nuovo anatocismo: un contributo all’entropia della regolamentazione bancaria?
  • Approvata la modifica del T.U.B. per interessi anatocistici, riammessi di "fatto" dal legislatore, ma non per tutti gli "interessi passivi".
  • Interessi sugli interessi, dal primo ottobre torna l’anatocismo. Adusbef: “Le banche ringraziano Pd e maggioranza”
  • Banche e interessi sugli interessi, la cancellazione dell’anatocismo è vera più a parole che nei fatti

Come introdotto inizialmente, l'ultima revisione del T.U.B. non ricalca alla lettera la norma generale del Codice Civile, ma è comunque migliorativa per il correntista perché vieta alla banca la possibilità di esigere (addebitare) gli interessi passivi non prima del 1° marzo dell'anno successivo a quello di maturazione.

Infatti il T.U.B. in base ai poteri del C.I.C.R. (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) su delega del MEF (Ministero Economia e Finanze), stabilisce i comportamenti bancari nel corso dei rapporti intrattenuti con la clientela. Per tali rapporti sono stabiliti "oneri" ed "onori" in funzione dei servizi erogati, esempio: mutui, conti correnti, fidi, ecc...

Ebbene, dove il TUB risulta insufficiente rispetto alla norma generale?

Nei termini della tempistica, ovvero autorizzando la banca ad esigere il pagamento del corrispettivo interesse (a seguito di uno scoperto di conto corrente) dopo 2 mesi (1° marzo dell'anno successivo) invece che dopo i sei mesi indicati nella norma generale.

Vero è che un conto corrente è un rapporto commerciale di tipo particolare, per cui diventa logicamente comprensibile che gli interessi debitori seguano quello che vale anche per gli interessi creditori, fatto salvo quanto in introduzione, ma allo stesso tempo la legge dapprima stabilisce una norma generale, che poi nei vari passaggi di deleghe applicative può riscontrare delle eccezioni, come indica anche lo stesso art.1283 nel primo paragrafo: «In mancanza di usi contrari, ...» dove per "usi" si intendono norme primarie o secondarie, che nella fattispecie sono rappresentate dal TUB.

Pertanto non è vero quanto i diversi siti di informazione lasciano velatamente intendere che la pratica dell’anatocismo sui conti correnti  è ammessa a condizione che sia dal cliente autorizzata.

L'anatocismo non è mai legale.

Ma allora che cosa hanno sbagliato questi tre gruppi bancari?

E' stato l’aver cercato di “accaparrarsi” l'autorizzazione dei clienti in modo non del tutto corretto, anzi …. Si parla di vere e proprie “pratiche aggressive” che, come tali, risultano essere scorrette.

La norma chiaramente non esime il consumatore dal riconoscere gli interessi alla banca, interessi che devono essere obbligatoriamente pagati. Ma pone in capo al consumatore la modalità di pagamento, ovvero se pagare con assegno, bonifico, contanti (nei limiti previsti dalla legge) o altro. La banca è autorizzata all'addebito in conto solo nel caso il consumatore non provveda autonomamente. In altre parole, dovendo riscuotere gli interessi, la banca deve attendere il 1° marzo e non il 1° gennaio come succedeva in precedenza.

Ma le banche sono andate un "pochino" oltre una semplice informativa: hanno cioè cercato di farsi autorizzare una scelta predefinita senza proporre le altre modalità previste dalla normativa.

Tale atteggiamento potrebbe essere definito molto scorretto, se nel richiedere l'autorizzazione hanno tentato di modificare le tempistiche anticipandole evitando di mettere in atto una corretta informazione e ciò al preciso scopo di indurre i clienti ad autorizzare tale automatico addebito in conto.

Come? Tramite delle sollecitazioni, sia su canali fisici (come posta), che sull'internet banking e, infine, tramite comunicazioni personalizzate (email o pop-up, nella homepage dell'area cliente). Hanno agito tramite artefizi esercitando una vera coercizione a causa di queste “pratiche aggressive”, tra l'altro (come detto poc'anzi) in forma di informazione e scelta incompleta.

Ci rendiamo conto che la strada dell'equità è ancora lunga, ed insieme ci proponiamo di continuare ad informare il nostro pubblico sulle anomalie che colpiscono i consumatori finanziari, ed è chiaro che esiste un disallineamento tra norma generale e TUB e quindi potrebbe essere lecito chiedere che gli interessi debbano essere capitalizzati dopo sei mesi come il Codice Civile indica, ma tale prassi troverà sicuramente opposizione da parte di tutti coloro che invece attendono la capitalizzazione dei propri interessi creditori, vale a dire di tutti coloro che non hanno bisogno di finanziamenti, bensì investono denaro per ottenere interessi. Per queste persone infatti, attendere sei mesi per poter riscuotere i propri interessi sarebbe a dir poco catastrofico!

Pertanto in una società civile multi-variegata, al di là delle esagerazioni dei gruppi bancari citati (esagerazioni per le quali sono stati sanzionati), l'ultimo aggiornamento normativo è senz'altro chiarificatore e migliorativo per la generalità del popolo degli indebitati.

Come puoi tutelarti

Fortuna che a volte la buona vecchia macchina della giustizia risulta essere ancora utile.
È infatti riconosciuto il diritto a tutti questi clienti succubi di tali pratiche scorrette di ottenere il rimborso di tutte quelle somme che sono state pagate ma a titolo di interessi sugli interessi, chiaramente in base al periodo normativo di riferimento.
In particolar modo, se anche tu sei stato vittima di questa scorrettezza, potrai inviare una diffida di messa in mora direttamente alla banca.
Non preoccuparti che, in caso di rifiuto da parte di questa, comunque potrai rivolgerti all’Arbitro Finanziario o, altrimenti, al giudice mediante apposito ricorso.

 

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