Non mi consegni i documenti? e io ti pignoro la Banca!

Per la prima volta un istituto bancario viene sottoposto ad esecuzione forzata per rilascio documenti: un passo avanti nel rapporto tra correntista e banca.

 

Un evento accaduto nelle scorse settimane si staglia come esempio di rilievo in materia di rapporti tra consumatori/correntisti e istituti bancari: l'ufficiale giudiziario si è infatti presentato alla porta della banca Unicredit filiale di Porto Empedocle (Sicilia, provincia di Agrigento) per procedere all'esecuzione forzata di un obbligo di consegna di documenti contrattuali ordinato dal Tribunale di Agrigento. Il fatto potrebbe apparire del tutto normale se non fosse che l'esecuzione forzata è stata ordinata proprio in danno dello stesso istituto bancario. Un accadimento davvero rilevante.

La mancata consegna dei documenti

richiesta documentiMa da dove origina la peculiare vicenda? Tutto parte con la mancata consegna ad un cliente dei contratti di conto corrente formalmente richiesti ai sensi dell'art. n. 119 Testo Unico Bancario (decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, innovato da diverse novelle legislative) una norma idonea a riconoscere a qualunque cliente il diritto alla consegna dei documenti relativi ai rapporti bancari. Questa tiplogia di diritto possiede la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto. L'art.119, comma 4 del Testo Unico afferma infatti che “Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione”.

Il correntista fa pignorare la Banca.

pignoramento documentiIl Tribunale di Agrigento ha accolto in tale direzione il ricorso del correntista, ordinando all'istituto la consegna della documentazione legittimamente richiesta dal cliente. Ma l'inadempimento dell'istituto bancario continuava a persistere: si è così transitati all'esecuzione dell'ordine dell'autorità giudiziaria, giungendo così alla sopracitata esecuzione forzata.

La fattispecie qui analizzata getta luce su una criticità di non poco rilievo nell'ambito dei rapporti tra correntista/cliente e istituto bancario: a fronte della legittima richiesta di consegna di copia della documentazione afferente ad un contratto bancario, spesso si contrappone o un rifiuto espresso da parte della Banca o l’inutile decorso del termine di 90 giorni.

Cosa cambia nel rapporto tra correntista e istituto bancario?

Si tratta di un accadimento a suo modo “storico”: è infatti la prima volta che un istituto di credito viene in prima battuta ingiunto e poi sottoposto ad esecuzione forzata per il rilascio di documenti la cui consegna rientra nel diritto di chiunque abbia rapporti con gli istituti di credito. In questo senso chiarificatrice è la frase espressa dagli avvocati del correntista: “È paradossale che il correntista debba agire in giudizio per ottenere a sue spese la documentazione contrattuale inerente i rapporti bancari intrattenuti con il proprio istituto di credito".

La pronuncia del tribunale segna a suo modo un episodio storico nel composito tema dei rapporti tra privato cittadino e banca: una sorta di piccolo passo che consente di ristabilire almeno in parte quell'equilibrio di rapporti che troppo spesso è mancato, con riferimento alla sopracitata relazione.

Fonte:  indebitati.it

 

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