Ecco come difendersi dagli istituti bancari: 3 consigli fondamentali per i correntisti

Rischio reputazionale, profili e anatocismo: i punti critici del rapporto tra istituti bancari e correntisti

In un momento importante e pregnante come quello attuale in cui i cittadini cominciano progressivamente a prendere coscienza delle pratiche illecite operate dalle banche, risulta interessante indagare i segreti che consentono di proteggersi da quelli che possono essere tranquillamente definiti “inganni” o “raggiri” praticati dalle banche stesse ai danni dei cittadini (correntisti) stessi.

Il rischio reputazionale

rischio reputazionaleIl segreto principale? Comprendere ciò che le banche temono più di ogni altra cosa: il cosiddetto "rischio reputazionale". Si tratta del rischio che il “brand” della banca possa essere screditato pubblicamente. Tale rischio si concretizza in una vera e propria sanzione di tipo sociale, molto più temibile per i grandi colossi del credito di qualsiasi condanna del tribunale: l'impatto sulla reputazione si traduce infatti immediatamente in un impatto duro e diretto sul conto economico dell'istituto bancario stesso. Che potrebbe significare, soprattutto per le piccole filiali, una generalizzata fuga della clientela.

Per combattere ciò le banche mettono in pratica uno stratagemma rapido: il codice "72H": si tratta di una riserva di denaro, disponibile presso tutte le filiali (dai 500 ai 10mila euro circa), da offrire in via immediata al cliente (ma sarebbe meglio chiamarla “restituzione”) alla prima contestazione, in maniera tale da placarne l'ira arrestando la potenziale e metaforica emorragia. Calmierare il reclamo è il concetto chiave, al fine di silenziare eventuali contestazioni pubbliche che si tradurrebbero rapidamente in cattiva pubblicità.

I titoli “spazzatura” e il profilo di rischio

valutazione rischiAltro punto critico del rapporto banca-correntista è quello rappresentato dai titoli “spazzatura”: non appena gli istituti bancari si accorgono di aver fatto un errore finanziario, acquistando i cosiddetti titoli spazzatura, cercano di disfarsene, rifilandoli ai propri clienti (è accaduto nei celebri casi di Lehman Brothers negli Usa e Cirio e Parmalat in Italia).

Al fine di far cadere la responsabilità sul cliente le banche ritoccano il profilo di rischio dell'investitore che sarebbe garantito dalla legge Mifid tramite il famoso questionario che ne valuta le conoscenze in materia. Sulla base delle risposte fornite dal cliente viene elaborato il suo profilo di rischio, il quale viene sistematicamente manipolato dal dipendente di banca delegato a compilare il questionario, in maniera tale che risulti un profilo più esperto di quello effettivo. Occorre pertanto stare attenti quando si compila in banca il profilo di rischio.

 

 

L'anatocismo

anatocismoUn ultimo aspetto delicato nel rapporto banca-correntista è quello che attiene all'anatocismo bancario: si tratta del costo del denaro quando si chiede un prestito alla banca. L’anatocismo intercorre ogni volta in cui sugli interessi vengono calcolati nuovi interessi a danno del cliente.

Dinnanzi allo sfruttamento eccessivo di tale possibilità sono, tuttavia, sempre più numerose le pronunce della giurisprudenza, anche di legittimità, che danno ragione al correntista e che riconoscono il diritto ad ottenere il rimborso di quanto versato indebitamente alle banche dai correntisti. Il divieto di anatocismo, afferma la giurisprudenza, è già operativo e obbliga gli istituti di credito a calcolare gli interessi del mutuo solo sulla sorte capitale e non sull’intera rata che è già maggiorata degli interessi convenzionali maturati.

Occorre inoltre stare attenti allo sforamento da parte della banca del c.d. “ tasso soglia”: questo si concretizza quando l'istituto applica interessi moratori non solo sulla sorte capitale ma anche sugli interessi convenzionali già maturati e calcolati. Il tasso si trasforma in questo caso in “tasso usuraio” e l'usura, occorre ricordarlo, è un reato. L'istituto bancario diviene in tale caso passibile di sanzione penale: è bene tenerlo a mente.

Fonte: quifinanza.it ilsole24 ore
0

Nessun commento ancora

Lascia un commento