COSA SONO I DERIVATI IN PAROLE SEMPLICI

Piccola premessa: questi famigerati “derivati” non sono esattamente visti di buon occhio, tantomeno sono considerati dai più come un qualcosa di semplice e chiaro.
Diciamo che questo pensiero si è insinuato soprattutto alla luce di quanto accaduto negli USA nel 2008, quando scoppiava una profonda crisi dettata dal collasso proprio di un tipo di derivati. Questi erano stati utilizzati dagli investitori i quali, SCOMMETTENDO che l’andamento dei prezzi del mercato immobiliare avrebbe avuto un rialzo, volevano tutelarsi dal fallimento dei piccoli debitori a cui le banche avevano concesso dei prestiti di mutuo per acquistare case.

Nota come poco sopra ci sia una parola in maiuscolo… no, nessun errore di battitura o parola usata casualmente per enfatizzare. Piuttosto, è stato intenzionale volendo anticipare l'aspetto clou di questi strumenti che andrò ad analizzare qui sotto.
Ma procediamo per passi.
Anzitutto, a molti non è per l’appunto noto o chiaro cosa si intenda per “derivati”.
Rispondendo a questa “domanda da 1milione di euro”, si tratta semplicemente di un particolare tipo di strumento finanziario… sì ok, ma derivato in che senso? Nel senso che derivano da altri tipi di prodotti finanziari.
Essendoci questo collegamento, si crea cosi anche un rapporto di connessione tale per cui il valore dell’uno dipende direttamente dal prodotto cui è collegato.

 

La natura dei derivati

Chiarito brevemente il significato, altro tasto “dolente” riguarda la loro natura.
Son stati da molti definiti come un vero e proprio gioco d'azzardo: consiste di fatto in una scommessa che si instaura tra, chiaramente, almeno due parti.
Il “rischio” accettato di ogni scommessa è ovviamente quello che “chi perde, paga”.
Per evidenziare il fatto che si tratta di scommessa (legalizzata) a tutti gli effetti prendiamo ad esempio un tipo particolare di specie di derivato, definito “opzione call”. Questo tipo di opzione conferisce la semplice facoltà di acquistare un bene- che sia un’attività finanziaria o merce è indifferente- a una data certa e a un prezzo determinato.
assetsMi spiego meglio con un esempio: supponiamo di voler acquistare tot azioni di Samsung, scommettendo che il loro valore entro 3 mesi raggiungerà il prezzo determinato. Per poter fare ciò, però, è necessario corrispondere il “costo di opzione”, corrispondente a “X”€ per ciascuna delle azioni che mi riservo di comprare. Consegno quindi materialmente questa somma di denaro alla controparte: così facendo, mentre io ho la possibilità di comprare (laddove effettivamente voglia) le azioni, l’altro avrà l'obbligo di vendermi le azioni, se decido che mi conviene comprarle.

 

Alla scadenza del termine si possono quindi verificare due situazioni:

- Il prezzo di mercato delle azioni aumenta, superando il prezzo così come concordato nella “scommessa”. Mi conviene sicuramente comprare le azioni, dovendo corrispondere un prezzo inferiore
- Il prezzo di mercato delle azioni diminuisce, e diventa inferiore rispetto a quello che io avevo scommesso sarebbe stato. Deciderò quindi di avvalermi della possibilità di non comprare le azioni (mannaggia, ho perso il “costo di opzione”, mentre l’altro che ha accettato la scommessa non solo si è tenuto le azioni ma ha guadagnato quel denaro che gli avevo dato).

 

Derivati esempio pratico

Essendomi addentrato abbastanza sull’aspetto “scommessa”, ho in realtà già parlato di uno dei più diffusi tipi di derivati.
Accanto ai derivati opzione, l’altra categoria diffusa sono i “derivati futures”.
Attraverso di esso il compratore/venditore si impegna ad acquistare ovvero vendere una certa quantità di beni o attività finanziaria pattuita, a quel prezzo determinato e alla scadenza futura fissata.
Facciamo anche qui un esempio: supponiamo che un produttore di frutta debba vendere una quantità X dei suoi prodotti a una certo prezzo Y e che un rivenditore di quella frutta ha bisogno di mettere sul mercato quella quantità X, ma senza rischiare di pagarla più del prezzo Y.
In tal caso, il primo decide allora di stipulare un contratto con il secondo, in base al quale si impegna a vendere la quantità X al prezzo Y alla scadenza della data futura prefissata.
Diciamo che questo tipo di contratto potrebbe giovare ad entrambi, assicurando un (potenziale) profitto.

 

Derivati bancari tossici

Se da un lato può sembrare simpatico il fatto di “scommettere” (per l’appunto, come fosse un gioco, sì d’azzardo però…), dall’altro i derivati stanno diventando una “bomba ad orologeria” (e chissà quando esploderà del tutto…. Si sarà pronti?).
Diciamo che il vero problema è il cambiamento di logica di utilizzo di questo strumento: prima utilizzato quale forma di copertura dei rischi finanziari, mentre oggi ha natura per lo più speculativa. L'unico interesse è il guadagno.
Ma questo atteggiamento ne ha comportato una degenerazione, degradando così a “derivati tossici”.
La tossicità dipende dal fatto che sussiste un tasso di rischio tanto elevato che è praticamente certa la perdita che subirà il cliente.
Sto parlando soprattutto dei contratti SWAP, che vengono venduti dalle banche ai clienti, ma che esulano dai normali mercati regolamentati: il “tranello” sta tutto nel fatto che essi mancano di quegli standard tipici che le autorità di mercato hanno stabilito.
L’obiettivo non poi così nascosto? Ricevere (da parte delle banche sia chiaro) a tutti i costi dei vantaggi, ma questo a discapito dei clienti che invece subiscono ingenti perdite.
Gli investitori rischiano così di sottoscrivere dei prodotti bancari che sono però (e in modo celato ai primi) legati a dei derivati tossici, il cui unico scopo è la speculazione.

Si è visto quindi che il concetto di derivato non è poi così misterioso e complesso come alcuni pensano.
Ciò non si può altrettanto dire per il meccanismo che si cela dietro questi strumenti.

 

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