Interessi bancari da usura: è possibile difendersi?

Esistono casi di istituti bancari costretti dai tribunali a rifondere interessi usurari ai clienti a causa del superamento delle soglie.

Interessi bancari da usura, uno spauracchio che aleggia greve nei pensieri dei correntisti (e non soltanto): negli ultimi tempi stanno infatti aumentando sempre più i contenziosi fra imprenditori e istituti di credito sugli interessi applicati da questi ultimi.

Interessi da usura: le condanne nei confronti della banche

tasso usuraioIl corpus normativo in materia si configura ambiguo, ampiamente interpretabile dai giudici e soggetto ad indebite pressioni ambientali delle banche stesse. E, come si può leggere in un'inchiesta effettuata dal quotidiano La Repubblica, le banche vengono o meno condannate a risarcire i clienti a seconda dell'area geografica della Penisola. Ma andiamo ad analizzare cosa accade in concreto.
In primo luogo è necessario premettere che a livello generale l'usura costituisce a tutti gli effetti un reato punito dal codice penale che si differenzia dalla pratica dell'anatocismo in maniera radicale da un punto di vista giuridico: quest'ultimo (la produzione di interessi da altri interessi resi produttivi sebbene scaduti o non pagati, su un determinato capitale) è un illecito civile, privo di risvolti penali, mentre l'usura penetra all'interno della sfera di applicazione della sanzione penale.

Come difendersi?

Ma come si verificano tali criticità tra banche e cittadini in materia di interessi usurari? Per comprenderlo correttamente occorre analizzare due orientamenti giurisprudenziali che si fronteggiano l’un l’altro: un primo richiama le fonti normative, che dalla legge 108/96 conteggiano, nell'usura, tutti gli interessi applicati a un prestito. Un secondo versante che invece ritiene corretto sfrondare alcuni costi e defalcarne dal calcolo altri, in base alle circolari emesse dalla Banca d'Italia, rivelandosi in questo senso più clemente con gli istituti di credito. Non è pertanto immediato orientarsi in maniera cristallina all’interno di tale situazione.
I tassi-limite superati i quali si passa il confine dell’usura sono diversi: in questo momento transitano dall'8,3% annuo dei mutui ipotecari variabili fino al 24,9% del credito rotativo (revolving). Tendenzialmente, secondo un recente studio 150 mila prodotti bancari analizzati, oltre il 70% presenta usura oggettiva ai sensi del codice penale, e le 19mila pratiche intentate per i clienti hanno portato, quasi sempre tramite il meccanismo della transazione, a recuperare decine di milioni di euro. Il suggerimento che emerge in questo senso per i correntisti è quello di fare attenzione a oscillazioni pericolose dei tassi.

La situazione a Milano

Esistono molteplici esempi di casi di istituti bancari costretti dai tribunali a rifondere interessi usurari ai clienti, dopo che era stato ravvisato il superamento delle soglie (sui mutui si applicava, in tali casi, il tasso di mora su tutto l'importo e non solo sulla rata scaduta). Fermo, Pavia, Palermo, Pescara, Mantova: sono tanti i casi, disseminati in ogni parte del paese, che hanno visto il consumatore/correntista uscire a testa alta dalla controversia.
Unica eccezione il territorio intorno alla città di Milano, che risulta il luogo in cui si affollano il maggior numero di sentenza pro-banche: Repubblica segnalava negli scorsi mesi la richiesta di archiviazione di una querela sporta nei confronti di Intesa Sanpaolo su mutui e prestiti per qualche milione. La motivazione? Un “superamento del tasso soglia di usura assolutamente sporadico (quattro trimestri in un decennio) e uno scostamento di modesta entità, pari a 3.655 euro” così recitava il dispositivo della sentenza.

 

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