Interessi moratori usurari: Ecco come capire se gli interessi moratori eccessivi sono in usura

Secondo un eminente orientamento della giurisprudenza anche gli interessi moratori non devono oltrepassare una determinata soglia-limite

L'usura può scattare attraverso differenti modalità. Risulta molto importante conoscere tali meccanismi al fine di difendersi in maniera congrua e corretta da eventuali accadimenti negativi in tale direzione.

Interessi moratori: anche in questo caso l'usura può scattare

Ma andiamo ad analizzare una fattispecie specifica in cui può essere facile imbattersi nella quotidianità: tale fattispecie concerne gli interessi moratori. A tal riguardo è necessario fare una piccola premessa: se in un mutuo, infatti, gli interessi sono particolarmente elevati è molto probabile che si possa parlare di superamento del tasso di usura. Di norma, tuttavia, quando ci si riferisce a ciò, si fa riferimento agli interessi corrispettivi, quelli cioè dovuti mensilmente dal consumatore come normale corrispettivo per il prestito del denaro.

Ma occorre fare attenzione: l’usura può scattare anche solo a causa degli interessi moratori. Con tale definizione si vogliono definire degli interessi previsti dal contratto di finanziamento come sanzione per il mancato pagamento di una o più rate.

Interessi moratori usurari: il parere della giurisprudenza in materia di interessi moratori

interessi moratori usurariInteressi moratori usurari; Una sentenza del Tribunale di prima istanza di Reggio Emilia si è pronunciato su questo rilevante tema: partendo dal fatto che certamente l’applicazione degli interessi moratori è solo eventuale perché collegata al comportamento del consumatore che non versa le rate. Ma il fatto che si tratti di una semplice eventualità non elimina il fatto che possa essere ritenuto illegittimo il mutuo laddove siano previsti interessi moratori usurari. In tale situazione tuttavia, restano dovuti gli interessi corrispettivi: ma almeno il mutuatario avrà ridotto notevolmente la pretesa della banca. Questo il senso ultimo della pronuncia dei giudici emiliani.

Uno dei punti di rilievo della pronuncia risiede nel seguente concetto: il fatto che il consumatore abbia ritardato, per propria colpa, il pagamento delle rate (con consequenziale scatto degli interessi moratori) non giustifica, a suo danno, una penalità così onerosa da superare la soglia-limite dell’usura. Va a tal riguardo ricordato che l'usura si sostanzia in una pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse altissimi, considerati praticamente illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o pressoché impossibile.

In tale direzione la legge italiana vieta esplicitamente gli interessi usurari, facendo chiaro riferimento ai frutti “convenuti a qualunque titolo”, non specificando pertanto a quale tipo di interessi ci si debba riferire. Gli interessi moratori non devono quindi oltrepassare una determinata soglia definita dalla legge (come avviene ordinariamente per gli interessi corrispettivi).

Interessi moratori e interessi corrispettivi

Effettuando un piccolo focus sulla tipologia di interessi occorre sottolineare che gli interessi corrispettivi e quelli moratori rispondono a diversi fini: i primi soggiacciono ad un fine fisiologico e finalizzato alla regolamentazione della restituzione rateale delle somme mutate; i secondi scattano solo in ipotesi di patologia del rapporto, come avviene nel caso di inadempimento del mutuatario, evenienza al verificarsi della quale è normale che affiori una differente regolamentazione del contratto, penalizzante per il contrante moroso. Pertanto in presenza di interessi moratori usurari, quelli corrispettivi (entro soglia ovviamente) devono comunque essere pagati.

Il ritardo colpevole non giustifica di per sé il permanere della "validità di un’obbligazione così onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge". Ad affermarlo è la giurisprudenza prevalente (Cassazione n. 5286/2000). E del medesimo avviso è anche la Corte Costituzionale (tramite una pronuncia di legittimità costituzionale del 2002).

Avv Catherine Scala

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