Avviso ai correntisti: Ecco 3 strumenti per difendersi dalle irregolarità bancarie

Irregolarità bancarie, insidie, clausole vessatorie, modifiche dei contratti all’insaputa del contraente: la lotta tra banche e correntisti/consumatori sta assumendo le fattezze di una battaglia intergalattica. Dove gli istituti bancari possiedono potenti armi tecnologiche, mentre i poveri consumatori sono costretti a difendersi dietro le barricate. Ma i tempi dell’indiscriminato dominio delle banche è finito: esistono infatti numerosi rimedi per difendersi. Sia a livello preventivo (per una difesa ex ante) che a livello protettivo (leggi sistema giudiziario). Ecco una veloce rassegna delle irregolarità bancarie perpetrati dagli stessi istituti: perché conoscere è la prima arma per difendersi dalle ingiustizie perpetrate ai danni del consumatore.

Irregolarità bancarie/1: contratti modificati di nascosto

irregolarità bancarieGli istituti bancari inseriscono costantemente all'interno del contratto una frase di questo tipo: “La banca si riserva di modificare unilateralmente le condizioni qualora particolari situazioni lo richiedano”. Una sorta di clausola-capestro che spalanca le porte a ogni tipo di modifica vessatoria per il consumatore correntista. In tale maniera gli istituti bancari sono in grado di modificare in maniera “legittima” (le virgolette sono d'obbligo) le condizioni stabilite inizialmente, ovviamente a loro favore. Tali cambiamenti investono vari ambiti, dal tasso d’interesse alle spese necessarie per il prelievo. Questa è una delle irregolarità bancarie più comuni.

Irregolarità bancarie/2: i diritti dei correntisti

Va detto che i correntisti sono protetti da un catalogo di diritti ben definiti: il fatto è che spesso questo catalogo è scarsamente conosciuto. La regola più importante per proteggersi dalle banche è infatti la conoscenza: solo attraverso la consapevolezza dell'esistenza di un novero di tutele è possibile gestire in maniera corretta il proprio rapporto con gli istituti di credito stessi.

La banca, per esempio, indica un termine per l’approvazione dell’estratto conto, generalmente di 30 giorni. La contestazione, però, è sempre valida nel caso di errore materiale dell’istituto, anche quando il termine indicato è scaduto. Qualora la banca dovesse addebitare una cifra maggiore del dovuto per un pagamento, il correntista avrebbe diritto al risarcimento anche una volta trascorsi i 30 giorni previsti per la contestazione stessa. Anche nel caso del prestito esiste una possibilità simile: tra i diritti più utili esiste infatti quello del ripensamento e non solo per i conti correnti ma anche per un prestito. In tale fattispecie il contraente ha facoltà di sciogliere unilateralmente il contratto di credito entro 14 giorni, estinguendo tutte le obbligazioni che ne derivano, senza motivazioni e senza il consenso della controparte. Il tutto senza incorrere in penali.

 

Irregolarità bancarie/3: ecco come difendersi davvero

Le norme a tutela del correntista e quindi dalle irregolarità bancarie di questo tipo esistono eccome: tuttavia le azioni legali risultano ancora troppo poco frequenti. Questioni culturali, economiche o un mix delle due condito con l'incertezza che aleggia in Italia nei confronti della macchina della giustizia? “Chi ritiene di essere stato ingannato spesso non fa causa perché è pressato, crede che rivolgersi a un avvocato o a un commercialista sia troppo costoso e si rassegna”, afferma Flavio Cusani, magistrato presso il Tribunale Benevento.

I costi di un’azione legale, effettivamente non sono lievi. Per risparmiare un'idea intelligente è quella di rivolgersi all’Arbitro bancario finanziario (Abf), un sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari. Si tratta di un sistema alternativo, più semplice, rapido ed economico rispetto al ricorso al giudice. Ecco la procedura: il correntista che contesta prima si rivolge alla banca, facendo richiesta formale. Qualora questa sia respinta egli presenta un’istanza all’Abf, che entro 3 mesi esamina il caso e decide. E il verdetto è quasi sempre definitivo (difficilmente viene impugnato dalle banche).

 

Alessandro Lega

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