Quanto costa ottenere copia del contratto?

In questi ultimi mesi sono stati molti gli associati che hanno avuto difficoltà con la documentazione contrattuale, sia relativamente ai costi sia relativamente ai tempi.

Così abbiamo ritenuto utile pubblicare questo articolo sicuri di fare un altro piccolo passo in avanti nella conoscenza di questo aspetto della nostra vita sempre più capillare e potente, quali sono gli istituti di credito.

I vari atti o contratti tra persone sono accordi scritti tramite i quali i cittadini liberamente stabiliscono patti o concessioni. La fondamentale libertà individuale sancita dalla costituzione lascia molto spazio alla gestione di questi atti. Il Codice Civile sancisce solo per alcune tipologie di atti delle linee da seguire obbligatoriamente, specialmente in ambito commerciale, ma resta ferma la fondamentale modalità operativa: quella del "buon padre di famiglia". Tutelare l'interesse della propria famiglia e quindi di sé stessi è pertanto un obbligo fondamentale per l'individuo. Ne consegue che la conservazione della documentazione comprovante i propri diritti e pattuizioni fa parte dei doveri del "buon padre di famiglia".

Ma cosa accade se il contratto non è stato consegnato dopo la firma? ed inoltre è possibile che un contratto non venga consegnato?

Purtroppo succede più spesso di quanto si immagini.

In questi casi ci troviamo davanti ad una situazione non paritetica, ovvero può succedere che che un contratto (in particolare in abito bancario/finanziario) sia stipulato tra due parti di cui una (il consumatore) sia comunemente considerata "parte debole". [Tale considerazione non è opinione del sottoscritto, che comunque condivide appieno, bensì enunciata nelle norme primarie e secondarie a tutela del consumatore, norme che negli ultimi 10 anni hanno notevolmente migliorato il disequilibrio creatosi negli anni 80.] Infatti è facoltà del consumatore richiedere copia del contratto e non un dovere della controparte consegnarlo. Pertanto se non è richiesta la copia, o se si rinuncia a chiederla, tale contratto resta nelle mani della banca o della finanziaria.

In pratica non richiedendo copia del contratto in fase di firma, si rinuncia al diritto-dovere del "buon padre di famiglia" nella tutela dei propri interessi. In questo caso però grazie al legislatore, il Testo Unico Bancario sovviene a questa circostanza obbligando l'istituto di credito alla corretta conservazione della documentazione ed alla produzione di copie su richiesta del contraente.

Quindi in caso di rinuncia all'ottenimento del contratto bancario/finanziario od in caso di smarrimento si ha sempre la possibilità di richiederne una copia entro il termine dei 10 anni (limite di prescrizione in questo ambito), ma sostenendone i costi!

calculator-money-documents-28801223In pratica ottenere la copia del proprio contratto di credito ha un costo in termini di tempo e di denaro.

Il comma 4 dell'art.119 del T.U.B. fa riferimento a “costi di produzione” e nella applicazione giurisprudenziale dell’Arbitro Bancario Finanziario con tale espressione si riferisce ai costi vivi affrontati dall'intermediario per lo svolgimento essenzialmente delle seguenti tre operazioni: 1) recupero del materiale, 2) riproduzione del materiale e 3) invio dei documenti.

Benché non determini una certezza assoluta, sappiamo che l'Arbitro Bancario Finanziario ha sanzionato gli istituti di credito che impongono costi fissi: [...]La banca può applicare solo i costi per il reperimento, la riproduzione e la spedizione dei documenti, costi che devono essere valutati nel caso concreto.[...] (vedi decisioni del Collegio di Roma n.15/2015 e 7464/2015).

Infatti anche il rendicontare il costo di produzione della documentazione comporta dei costi, per cui è ammessa la possibilità di valutare un costo forfetario per la produzione di tali copie documentali, purché tali costi siano equamente commisurati a quanto sopra (vedi decisione ABF n.2609/2017 del Collegio di Milano: [...] D’altro canto, per ragioni organizzative, le banche possono preferire un meccanismo forfettario di calcolo dei costi di produzione. Nel caso di specie, in effetti, la banca chiede €10,00 per ogni foglio. Questo Collegio ritiene che detto meccanismo di calcolo dei costi possa essere ragionevole, ma vada riferito a “documenti” e non a “pagine” [...]).

Da notare che qui l'ABF non stabilisce una norma o un limite, ma semplicemente utilizza quanto indicato nel foglio informativo del caso in esame per stabilire quello che è ragionevole indicare come "contributo di produzione".

Troviamo questo concetto nella già citata decisione n.7464/2015 dell'ABF Roma: «[...] Il legislatore, pertanto, coerentemente con il rispetto del canone della trasparenza che permea l’intera materia, ha inteso garantire all'utenza un accesso agli atti tempestivo ed economico e, nel contemperare gli interessi in gioco, ha inteso ancorare i costi addebitabili alla parte debole ad un criterio indennitario anziché remunerativo. [...]»

Di fatto, benché tutelando il consumatore, l'art.119 comma 4 del T.U.B. non stabilisce il costo massimo, ma solo il limite massimo di tempo con cui ottenere i documenti richiesti: «Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. Al cliente possono essere addebitati solo i costi di produzione di tale documentazione.»

In definitiva l'istituto di credito potrebbe chiederci qualsiasi cifra a rimborso della produzione documentale se correttamente documentata.

Garante-PrivacyPer noi consumatori, però esiste un ulteriore fonte di tutela: la normativa sulla Privacy (che tuttavia non può essere applicabile alle aziende). La deliberazione n. 14 del 23 dicembre 2004 del GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI intitolata «Contributo spese relativo all'esercizio dei diritti di accesso dell'interessato» e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.55 in data 08/03/2005. [A pag. 51 e seguenti troviamo la delibera attualmente in vigore.]

Anche in questo caso dobbiamo fare attenzione al fatto che questa delibera si riferisce a documenti riguardanti i dati personali, ma per analogia anche un contratto o un conteggio estintivo è inerente ai propri dati personali.

Per riassumere possiamo dire, su base del T.U.B. in combinazione con la Delibera 14/2013 del Garante sulla Privacy, che è possibile ottenere copia del proprio contratto o del proprio conteggio estintivo o documentazione finanziaria:

  • se è richiesta entro 10 anni dalla validità
  • se si è disposti ad attendere la documentazione per 90 giorni
  • se si è disposti a sostenere il costo di tipo indennitario (solo i costi di reperimento, produzione e spedizione)
  • se si è disposti a sostenere un costo massimo di 20 euro per ciascun documento (e non per pagina)

E cosa si deve fare se la controparte non rispetta quanto stabilito dalle fonti normative?

ricorsoSe le differenze sono minime, conviene lasciar perdere e pagare o attendere qualcosa in più, oppure fare ricorso agli organi di competenza: Arbitro Bancario Finanziario oppure IVASS (se trattasi di assicurazione).

In linea di principio e per correttezza, è sempre bene denunciare le inadempienze. Non tanto e non solo(!) per dimostrare le proprie ragioni, piuttosto per stimolare gli istituti a migliorare il loro rapporto con i consumatori, richiamandoli alla correttezza e trasparenza, come le fonti normative stanno facendo già da diverso tempo!

Spesso però mettere in pratica tutto ciò che serve non è sufficiente e capita che il consumatore, per i più disparati motivi, non ottenga quanto di diritto. Allo stesso tempo constatiamo che negli ultimi anni le Banche tendono a conglobarsi in istituti sempre più grandi ed efficienti. E da questo punto di vista i consumatori hanno tanto da imparare, perché solo insieme si possono fare grandi cose!
insieme

2 Risposta

  1. trapard

    Buonasera, esco da un parcheggio privato e mi immetto nelka carreggiata, completo la manovra e mi metto in coda, dietro di me esce dal medesimo parcheggio un”altra vettura che mi tampona da dietro sulla parte sinistra. Ho testimone a bordo. Per errore nel modulo constatazione amichevole mettiamo che entrambi uscivamo da parcheggio oltre al tamponamento da dietro. Nell”aprire sinistro ho dichiarato usciva parcheggio e tamponava, per la sola controparte. Ho integrato sinistro con testimonianza del mio trasportato e la controparte ha inviato mail (no modulo aggiornato) alla propria assicurazione. Cosa posso fare per difendermi da un vizio di forma? Ho subito solo io danni e non voglio concorso. Grazie in anticipo. Saluti.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      … ADICONFI (Associazione Difesa Consumatori Finanziari) si occupa di problematiche relative ai rapporti con gli istituti di credito e non di problematiche di circolazione stradale. Chiarito questo aspetto fondamentale Le consiglio di parlare direttamente con il perito della Sua assicurazione tenendo presente che: se l’incidente è avvenuto su una strada pubblica, quindi già fuori dal parcheggio privato, valgono le normali regole di tutela RCA (sarà quindi fondamentale lo schizzo disegnato sul modulo CAI). Diverso il caso in cui il sinistro sia avvenuto all’interno del parcheggio privato, luogo che non prevede l’intervento dell’assicurazione, per cui chi ha causato il danno deve risarcire personalmente il danneggiato, a meno che non abbia sottoscritto garanzie aggiuntive che prevedano la copertura assicurative anche al di fuori di strade pubbliche.

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