Sospensione controllo su usura

La cassazione autorizza gli istituti di credito a rimanere oltre la soglia del tasso di usura.

ADICONFI comunica che siamo al momento costretti a sospendere i controlli sull'usura.

A seguito della sentenza della Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite pubblicata il 19/10/2017 n.24675/2017 di fatto è stata cancellata la rimborsabilità della cosiddetta usura sopravvenuta, pertanto è decaduta tutta la giurisprudenzialità degli ultimi 20 anni in merito alla legge 108/1996 e successive modificazioni ed anche quanto rilevabile nell'art.1815 del Codice Civile.

usura-trappolaDi fatto la Cassazione autorizza gli istituti di credito a mantenere in vigore i tassi stabiliti contrattualmente anche quando questi tassi ricadono oltre la soglia dell'usura a seguito degli aggiornamenti normativi.

In altre parole il tasso originale del contratto rimane in valido anche quando gli aggiornamenti normativi lo pongono (in teoria) fuori legge.

Esempio: in un finanziamento a tasso fisso dove il TEG contrattuale, regolare nel momento in cui è stato sottoscritto il contratto, risultasse superiore alla soglia di legge nel corso del piano di rimborso, in teoria tale tasso di interesse risulterebbe illegale, ma dato che non è stato commesso alcun illecito penale, in quanto è il tasso soglia che si è abbassato e tale situazione non si è creata a causa dell'istituto di credito, quest'ultimo non ne è responsabile. Di conseguenza il comportamento dell'istituto di credito non può essere censurato ed il tasso resta valido.

Nel grafico di esempio mostrato qui sotto, abbiamo ipotizzato un contratto di mutuo ipotecario a tasso fisso dove il TEG (comprensivo di tutti gli oneri) era dell'8% ed al momento dell'ipotetica firma contrattuale il tasso soglia di legge era del 8,205%, quindi il contratto era in regola. La linea blu, che rappresenta le variazioni (rilevate da tabelle ufficiali) del tasso soglia nel corso del tempo. Diventa così chiaro che il TEG iniziale dell'8% è stato "fuori legge" per diversi periodi, in cui era superiore alla linea blu.

grafico-usura-sopravvenuta

 

La precedente interpretazione invece prevedeva che gli interessi in eccesso rispetto alla soglia dovessero essere restituiti anche se l'istituto di credito risultava incolpevole ed in buona fede. Ma ora probabilmente non sarà più così.

La sentenza (a pagina 11) lascia ancora aperto uno spiraglio in merito a possibili strumenti di tutela, strumenti di cui al momento non abbiamo notizia:  « [...] E' evidente, infatti, che far salva la validità ed efficacia della clausola non significa negare la praticabilità di altri strumenti di tutela del mutuatario previsti dalla legge, ove ne ricorrano gli specifici presupposti; significa soltanto negare che uno di tali strumenti sia costituito dalla invalidità o inefficacia della clausola in questione.»

Nella pratica, la Cassazione non specifica quali siano gli strumenti a tutela del mutuatario né quando ne ricorrano i presupposti ed individuare tali strumenti e come possano essere implementati non sarà facile.

Questa indagine purtroppo richiederà tempo e risorse, visto che né l'art.1815 del Codice Civile, né la legge 108/1996 possono essere utilizzati per obbligare l'istituto di credito a riportare il tasso al di sotto della soglia d'usura quando questa viene modificata in diminuzione dagli aggiornamenti trimestrali del Ministero Economia e Finanze pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale.

Con dette premesse tutta le attività di verifica sulla cosiddetta usurarietà dei tassi è al momento sospesa, in attesa di ulteriori approfondimenti sulla citata Sentenza.

tasso usuraio

Qui puoi leggere l'articolo che tratta della sentenza n.24675/17 della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite pubblicata il 19/10/2017


Per approfondimenti sul concetto di usura puoi visitare questa pagina.

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