Tasso Usuraio; ecco come un imprenditore ha fatto causa e vinto contro le banche.

Un’importante vittoria in tribunale nei confronti di una banca in materia di applicazione di tassi usurari

Una delle necessità più impellenti ed urgenti che si stanno concretizzando nel corso degli ultimi anni per i consumatori è quella di difendersi in maniera attenta dagli istituti bancari. Tasso usuraio, anatocismo applicato con scioltezza, clausole vessatorie inserite con malcelato dolo all'interno delle condizioni contrattuali. E non soltanto.

La piaga delle banche e del tasso usuraio

tasso usuraioFocalizziamoci oggi sulla piaga dei tassi usurari: va ricordato a tal proposito che l'usura si sostanzia alla stregua di una pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse altissimi, considerati praticamente illegali, socialmente riprovevoli e tali da rendere il loro rimborso molto difficile o pressoché impossibile.

Tale attività viene spesso esercitata anche dagli istituti bancari che si riparano dietro rassicuranti "claim" pubblicitari e gentili e colorate brochure informative. Ma oggi difendersi dai tassi usurari applicati da alcune banche è finalmente possibile: per farlo è necessario fare riferimento alla storia di una società che è riuscita ad ottenere un’importante vittoria nei confronti, per il momento, di una banca proprio sull’applicazione di tassi usurari. Una prima, embrionale vittoria, che lascia, tuttavia, un po' di amaro in bocca. Ecco perché.

 

I tassi usurai, le banche e un imprenditore coraggioso; Ecco una storia vera

La vicenda in questione coinvolge addirittura 12 istituti di credito, con una sentenza di condanna mette un punto fermo sulla prima controversia (e non finisce qui). Ma ecco la storia (raccontata sulle pagine del quotidiano Libero): un imprenditore campano richiede finanziamenti a 12 diverse banche. Con l’arrivo della crisi, gli istituti di credito chiedono immediatamente il rientro del debito mettendo l’imprenditore in condizione di non poterlo onorare. Le banche, a questo punto, chiedono e ottengono il fallimento della società. Tuttavia grazie alla perizia tecnica, l’azienda e il suo titolare dimostrano come siano stati applicati tassi solo apparentemente legali. Mediante complicati meccanismi di contabilizzazione e di applicazione di competenze, è risultato infatti che con riferimento all'istituto bancario condannato, gli interessi realmente applicati superavano la soglia dell’usura: addirittura, fu proprio l’eccedenza tra il tasso usurario e quello legale a provocare il default della società (la sentenza di fallimento è stata poi, giustamente revocata).

Tuttavia l’interruzione forzata dell’attività di un’impresa risulta perniciosa e fatale in un’economia di mercato: l’imprenditore campano ha infatti dovuto alzare bandiera bianca, chiudendo l'azienda e mandando a casa i dipendenti.

 

La legge proteggerebbe il cittadino contro il tasso usuraio ma...

La priorità dell'imprenditore ora? Dimostrare che anche le altre 11 banche hanno applicato tassi usurai così alti da provocare lo svuotamento delle casse societarie. Al momento si sta per andare in sede civile per quantificare il risarcimento, con l’importo complessivo oggetto della causa che si assesta sui 12 milioni di euro (mentre la richiesta di risarcimento è di 34 milioni).

Bisogna ricordare, per comprendere appieno la vicenda, che già dal 1996 che la legge prevede un limite oltre il quale i tassi applicati da banche e finanziarie sono considerati tasso usuraio: tuttavia i tempi eterni (da calende greche) della giustizia italiana hanno fatto in modo che le sentenze di condanna verso quegli istituti considerati colpevoli arrivassero con enorme ritardo. Con buone pace dei cittadini e degli imprenditori ingiustamente vessati.

Fonte: Libero.it

 

Alessandro Lega

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