CESSIONE DEL QUINTO DELLO STIPENDIO: OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Senza volermi addentrare nuovamente nella cessione del quinto dello stipendio, voglio giusto ricordare che si tratta di una forma di prestito personale che verrà rimborsato tramite la cessione di (fino a) un quinto dello stipendio.
Partiamo subito col dire che la cessione del quinto è un diritto del lavoratore.
Sull’altro versante invece, cioè con riguardo al datore di lavoro, rappresenta esso un equivalente dovere/obbligo che il datore deve rispettare?
La risposta è affermativa, e ciò sulla base della Legge Finanziaria del 2005 che ha integrato e coretto la legge che ha istituito la cessione del quinto, definendola per l’appunto un vero e proprio diritto per il lavoratore.
Cioè significa che il datore di lavoro, in linea di massima, non potrà rifiutarsi di concederla.
Ponendomi dalla prospettiva del datore, voglio sottolineare che comunque questo dovrà e potrà controllare che la rata non ecceda il limite del quinto (cioè del 20%) dello stipendio.
Infatti, mettiamo il caso che ti venga notificato un contratto per un prestito che però supera il limite del quinto dello stipendio. In questa situazione, potrai rifiutare legittimamente il contratto e chiedere alla Finanziaria di rimodellare la rata di modo che rispetti i limiti previsti.

Ma in effetti quali sono gli effettivi obblighi del datore rispetto alla cessione del quinto dello stipendio?

Cessione del quinto e obblighi del datore di lavoro

obblighi datore di lavoro cessione del quintoNel momento in cui un proprio dipendente sottoscrive una cessione del quinto, scattano tre obblighi essenziali per il datore:

 
1) Dovrà trattenere la rata prevista dalla busta paga del lavoratore.
Obbligo che sussiste, sia chiaro, nella misura in cui esiste una busta paga dalla quale trattenere la rata. Se infatti questa viene meno  oppure viene sospeso il pagamento dello stipendio, verrà meno anche tale obbligo.
2) A questo punto, dovrà quindi versare la rata alla Finanziaria che ha erogato il prestito.
3) Nell’ipotesi in cui il lavoratore si dimetta o sia licenziato prima che sia stato coperto tutto il prestito, il datore di lavoro dovrà altresì trattenere il TFR accantonato dal dipendente, nel rispetto del vincolo che la Finanziaria ha su di esso apposto.

Quindi, se sei un lavoratore dipendente tieni presente che tale forma di prestito rappresenta un tuo diritto di cui quindi potrai avvalerti; se sei un datore di lavoro, fai ben attenzione agli obblighi da rispettare così da poter stare tranquillo avendo fatto ciò che doveva essere fatto.

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