CESSIONE DEL QUINTO SOTT’OCCHIO DA BANCA D’ITALIA

Senza volermi soffermare nel dettaglio su cos'è la cessione del quinto, ma senza voler dare per scontato che tutti sappiano a cosa mi sto riferendo, mi limito a ricordare che è una particolare forma di finanziamento personale che prevede la cessione del (fino a) quinto dello stipendio come modalità di estinzione.
Ma questo articolo vuole focalizzarsi su un aspetto che Bankitalia ha messo in luce proprio recentemente: le criticità relative alla cessione del quinto.
Di recente infatti il governatore Ignazio Visco ha firmato una delibera nella quale è stato per l’appunto messo in evidenza come dall’attività di controllo è risultata la presenza di queste “criticità” nei confronti dei clienti.

 

Cessione del quinto e anomalie bancarie

Una espressione che si legge nella delibera è “comportamenti opportunistici”, con ciò volendo andare ad indicare quegli atteggiamenti che gli operatori hanno adottato per portare il cliente a procedere al rinnovo della cessione del quinto nonostante la mancanza di esigenze finanziere effettive.
È così che Bankitalia ha informato circa la sua posizioni in materia di operazioni di finanziamento dietro cessione del quinto.
Ma perché tutto ciò? È stato evidenziato un dato, che riporto, di ben 22mila contenziosi portati di fronte l’Arbitro di Bankitalia solo nel 2017, vale a dire il 40% in più rispetto all’anno precedente.
banca italiaCiò che fa storcere il naso è che data la “natura economia del fenomeno” non ci si aspetterebbe un numero cosi elevato di casi.
Tenendo quindi presente le criticità evidenziate di questo strumento, Bankitalia ha ritenuto importante affermare che bisogna far sì che il numero di contenziosi si riduca e, assieme ad essi, ridurre anche i rischi operativi.
Ma in che modo si è pensato di poter raggiungere questi obiettivi?
A tal fine, Bankitalia è intervenuta con un apposito documento che indica anche le c.d “buona prassi” che dovrebbero essere rispettate quando ci si avvale di questo strumento.
Dopo aver predisposto nove sezioni, dove sono appositamente riportate le criticità, Bankitalia si rivolge agli intermediari, cosi sollecitati a correggere i propri assetti organizzativi e applicativi.
Chiaro è l’intento ultimo: riuscire a garantire una maggiore trasparenza sui costi per favorire il cliente (ovviamente).

 

Ma quali sono queste “buone prassi” cui fa riferimento Bankitalia?

- In primis, si sottolinea la necessità di tener conto, seppur nel rispetto della privacy, delle condizioni del nucleo familiare, nel momento in cui bisogna valutare se il debitore sia affidabile o meno e se il debito sia effettivamente sostenibile
- Ancora, indicare le somme che dovranno eventualmente essere restituite se si procede all’estinzione anticipata della cessione del quinto ed anche quella somme che non saranno restituite
- Particolare è ancora l’invito di non prevedere interessi o more in caso in cui si ritardi nei pagamenti se questi ritardi sono ricollegabili direttamente al comportamento del datore di lavoro che, ad esempio, non procede prontamente al versamento della rata alla finanziaria.

Tra l’altro, si tratterebbe del terzo intervento, dopo quelli del 2009 “Cautele e indirizzi per gli operatori” e del 2011”Richiamo al rigoroso rispetto della normativa di settore”, attraverso il quale quindi si punta a realizzare questa maggiore trasparenza e la maggiore informativa a favore della clientela.

Vedremo come si evolverà la situazione, in ogni caso ci auspichiamo come Associazione a Difesa dei Consumatori che Banche e Finanziarie adottino al più presto queste linee guida per tutelare la parte debole ossia il cliente.

 

 

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