Cartelle Equitalia illegittime?

Cartelle Equitalia illegittime: gli strumenti per difendersi

Applicazione e calcolo degli interessi, anatocismo, notifica delle cartelle esattoriali: come orientarsi nel labirinto dei tributi

cartelle equitaliaEquitalia spauracchio per milioni di italiani? Sono in molti a definire la società italiana a totale controllo pubblico incaricata della riscossione dei tributi sul territorio italiano alla stregua di un moderno “uomo nero” per il cittadino/contribuente/consumatore che combatte da mattina a sera per conquistare la “pagnotta” quotidiana.

Insomma se c'è una cosa che toglie il sonno agli italiani, in questa temperie storica di ingenti difficoltà economiche, sono proprio le cartelle Equitalia recapitate per: bolli auto, canone Rai, imposte del più vario tipo (non bastano le dita di due mani per contare i balzelli che ammorbano il contribuente del Belpaese) sono di fatto i motivi più frequenti per i quali il postino recapita agli italiani la famigerata cartella.

Cartelle Equitalia illegitime: vie d'uscita

Ma esiste una possibilità di scampo per il consumatore vessato dall'affollarsi delle cartelle Equitalia? La risposta è sì, esiste una via d'uscita. Ve la illustriamo subito.

cartelle esattorialiEsiste, in questo senso, ad oggi un dibattito (che coinvolge anche le associazione poste a tutela dei consumatori) sulle modalità con cui Equitalia elabora e calcola gli interessi che aggiunge alle cartelle esattoriali, conducendo ad un esponenziale crescita degli importi, ad esempio, del bollo auto.

E a supportare tale dibattito affiora anche una sentenza che contribuirà a far tremare il fisco tricolore (nonché la tenuta dei conti pubblici): la Commissione tributaria provinciale di Campobasso è stata infatti il primo tribunale (specializzato) a dichiarare la nullità delle cartelle Equitalia, poiché emesse a seguito di un atto dell’Agenzia delle Entrate firmato da uno dei “falsi dirigenti” (quelli, cioè, decaduti a seguito della sentenza della Corte Costituzionale dello scorso mese di marzo). La novità apportata da questa pronuncia la seguente: ad essere annullato in questo modo non è più soltanto l’accertamento fiscale in sé, ma anche il successivo atto di Equitalia (ossia la cartella) notificato quando ormai sono scaduti i termini per impugnare il primo.

Le cartelle esattoriali Equitalia e l'applicazione degli interessi

Inoltre l'applicazione degli interessi per ritardati pagamenti non fissati per legge e l'anatocismo si configurano come fattori capaci di rendere nulli gli atti di pagamento di Equitalia: a quanto emerge dalle norme in materia, appena trascorsi 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, l'importo da richiedere successivamente deve essere maggiorato degli interessi di mora stabiliti ogni anno dal Ministero dell'economia e Finanze.

Il Ministero, nello stabilire il tasso di interessi da applicare deve basarsi sulla media dei tassi di interesse bancari attivi nel momento della rimodulazione. Negli ultimi anni la rimodulazione del Ministero è stata fatta sistematicamente, mentre non è avvenuto in questo modo per quasi un decennio, tra il 2000 ed il 2009. Già tale situazione sarebbe sufficiente a creare spazio per potenziali ricorsi. Inoltre ci sono alcune sentenze della Cassazione che si sono pronunciate nella direzione dell'annullamento di cartelle che non indicavano in maniera nitida il meccanismo di calcolo degli interessi.

Anatocismo e cartelle Equitalia

In relazione a tale tema assume rilievo anche la questione dell'anatocismo nelle cartelle esattoriali: si tratta del calcolo degli interessi sugli interessi. Esso deve confluire all'interno dei limiti dell'equità pena l'illegittimità del calcolo. Un altro aspetto a cui fare attenzione nei rapporti con Equitalia.

Fonti: blastingnews.it, quifinanza.it

2 Risposta

  1. Buongiorno
    non è un commento ciò che scrivo ma una domanda sulla quale non riesco a capire varie cose.
    Il 10 agosto del 2010 equitalia di fronte a un debito di 14. 736 euro , di natura previdenziale risalente al 1990 , eleva un’ipoteca pari al doppio del capitale . è leggittima la procedura equitalia posto che l’ipoteca può essere iscritta solo se il debito supera i 20.000 euro? oppure a quell’epoca era possibile iscriverla anche per un importo inferiore ? quando è stato imposto Il limite di 20.000 € la norma era retroattiva ? Inoltre se il debito è quello sopra descritto e l’ipoteca pari al doppio quanto in effetti dovrei versare a equitalia ( evidentemente non considerando gli interessi su una eventuale rateizzazione . Inoltre facendo la rateizzazione quando verrebbe cancellata l’ipoteca ?
    Ringrazio anticipatamente per un’eventuale risposta .
    Giuseppe , socio Adiconfi

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      … purtroppo quanto avvenuto sembra essere regolare. In base alle mie scarse conoscenze e benchè non ricordo la normativa di riferimento (probabilmente Cassazione 2014) Equitalia può iscrivere ipoteca per un importo pari al doppio della cartella esattoriale. Ma Equitalia è obbligata ad avvisare preventivamente almeno 30 giorni prima e solo dopo che sono scaduti i 60 giorni concessi per ottemperare al pagamento.

      Per riassumere, Equitalia può iscrivere ipoteca quando è scaduto il termine:
      – di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, entro il quale l’obbligato è tenuto ad effettuare il versamento delle somme richieste;
      – e poi di 30 giorni decorrenti dal termine per il pagamento delle somme dovute in base all’accertamento esecutivo, dopo i quali intervinene l’Agente della Riscossione, anche ai fini dell’esecuzione forzata.

      Il mancato rispetto dei termini previsti comporta l’illegittimità dell’iscrizione dell’ipoteca; per verificare il rispetto dei termini, è necessario che la comunicazione di iscrizione contenga l’indicazione della data di notifica della cartella di pagamento.

      Per quanto riguarda la cancellazione dell’ipoteca, è necessario estinguere il debito. Sarà Equitalia stessa che provvederà alla cancellazione dell’ipoteca. Ma anche in questo caso una sentenza della Cassazione ha previsto la possibilità di richiedere la cancellazione di ipoteca se il debito scende al di sotto dei ventimila euro.

      Essendo solo un informatico, non ho le competenze per addentrarmi oltre nel problema. Il Suo commercialista di fiducia è il professionista giusto da interpellare per trovare la migliore soluzione al riguardo. Purtroppo, anche per la particolare peculiarità della Sua situazione, ADICONFI per il momento non ha sufficienti risorse per assisterla direttamente a causa della mole di pratiche che sono già in corso.

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