COSA RISCHIO SE FACCIO DA GARANTE

Se ti stai chiedendo " Cosa rischio se faccio da garante" è perché sei una persona previdente e vuoi informarti bene prima di fare un passo come questo. in questo articolo cercherò di presentarti quelli che sono i principali rischi che comporta il fare da garante per altre persone. Ma prima è necessario chiarire bene gli aspetti legali e civilistici di questa materia.

 

Fare da garante cosa comporta? Aspetti e considerazioni

 

  • Parto subito con la definizione codicistica che si trova all’art. 1936 c.c che statuisce “È fideiussore colui che, obbligandosi personalmente verso il creditore, garantisce l'adempimento di un’obbligazione altrui. La fideiussione è efficace anche se il debitore non ne ha conoscenza”.
    Una disposizione abbastanza striminzita cosi di primo acchito, ma che di fatto fornisce molti degli elementi essenziali per studiare questa figura, seppur ovviamente ciascuno di essi deve essere analizzato più nel dettaglio.
    Se quindi a una prima lettura veloce e inesperta pare che la norma non dica più di quanto è scritto, leggendola accuratamente emergono (indirettamente) vari aspetti interessanti e che ora andremo a sviscerare:
    Particolare è anzitutto il fatto che la norma non definisce la fideiussione direttamente, da un punto di vista oggettivo, ma fornisce una definizione indiretta dal punto di vista soggettivo, dicendoci chi è il fideiussore e cosa fa.
    Da ciò si può trarre che la fideiussione è una tra le possibili tipologie di contratti, che presenta i caratteri della:
  • rischio-garante
    - Consensualità, in quanto è richiesto il consenso di colui che assumerà la veste di fideiussore (o anche detto “garante”);
    - Obbligatorietà, riportata esplicitamente nella norma nella parte iniziale “È fideiussore colui che, OBBLIGANDOSI […]”;
    - Bilateralità, nel senso che il fideiussore si obbliga (personalmente) nei confronti del creditore. La norma non menzione in questo rapporto anche il debitore, ed ecco perché non è un contratto trilaterale;
    - Liberalità della forma, nel senso che ai fini della validità e regolarità della stipulazione non si richiede una forma particolare;
    - Non onerosità, vale a dire che determina l’insorgere di obbligazioni solo a carico del fideiussore (ricordando che si tratta di un contratto bilaterale che coinvolge quest’ultimo e il creditore).

Fin qui, sempre avendo come punto di riferimento la norma, avrai probabilmente capito che attraverso la fideiussione vi è un soggetto terzo (cioè il fideiussore o garante) che decide, per cercare di dirlo in parole diverse, di assumersi la responsabilità nei confronti del creditore, che si va così ad aggiungere a quella del debitore, per adempiere all’obbligazione che quest’ultimo ha nei confronti del creditore.
La fideiussione è efficace (cioè produttivo di effetti) anche se il debitore non sa che è intervenuta. Questo cosa significa? Che questo contratto ha per l’appunto natura bilaterale, dato che interviene tra i soli creditore e soggetto terzo.
Ovviamente, affinché la fideiussione sia valida è comunque necessario che sia valida l'obbligazione garantita. Da qui un altro carattere della fideiussione, vale a dire l'accessorietà.
La conseguenza è che l'obbligazione fideiussoria permane fintantoché l'obbligazione principale è valida.

 

Dopo questa “breve” lezione di diritto, veniamo all’aspetto che più ci interessa, cioè quali sono le conseguenze pratiche dell'assumersi questa responsabilità.
La funzione del fideiussore è per l’appunto di fungere da garante, nel senso di assicurare al creditore la soddisfazione della sua pretesa nel caso in cui il debitore sia inadempiente.
Per dirlo in altre parole, laddove il debitore stesso non dia o non faccia (a seconda della natura dell'obbligazione) quanto dovuto al creditore, questi può decidere legittimamente di rivalersi direttamente sul fideiussore o garante (con possibilità anche di pignoramenti).
Fin qui, niente di così assurdo.
Ciò che bisogna assolutamente tenere presente però, in primis, è che il fideiussore, nel momento in cui decide di obbligarsi verso il creditore, è come se anche egli stesso assumesse la qualità di debitore, di modo che il creditore acquisisce così la possibilità di decidere se agire o contro il debitore originario o contro il fideiussore affinché la sua pretese sia soddisfatta.

In secundis, l’altro punto fondamentale da tenere presente è che, allora, come il creditore può aggredire l’intero patrimonio del debitore originario, così potrà procedere allo stesso modo contro il garante.
Infatti, anche il garante acconsente a rispondere del debito attraverso il suo INTERO PATRIMONIO.
È importante sottolinearlo perché si distingue dalle altre forme di garanzie, in quanto solitamente gli altri diritti reali di garanzia colpiscono solo alcuni beni limitati su cui ricade il privilegio, beni gravati da pegno o ipoteca.
Piccolo inciso: la possibilità di aggredire l’intero patrimonio non equivale a dire che il creditore “prende tutto ciò che vuole”, perché comunque egli può agire fino a concorrenza del proprio credito.

 

Cosa rischio se faccio da garante se il debitore non paga?

 

Il rischio gravante sul garante in caso di inadempimento deve essere però analizzato distinguendo due forme di fideiussione; essa può infatti essere:
- Solidale, significa che se il creditore non ottiene la soddisfazione del credito né dal debitore principale né dal garante, egli può procedere al pignoramento indistintamente contro il primo o il secondo.
Nel caso in cui decida di agire contro il debitore, è però obbligato a darne comunicazione tempestiva al fideiussore;
Se invece agisce contro il fideiussore, deve comunicargli l'inottemperanza del debitore.
- Con beneficio d’ordine o preventiva escussione, quando da contratto il creditore è tenuta ad agire in primis contro il debitore, mentre può agire contro il garante se e solo se la prima azione ha avuto insuccesso.
Ciò risulta un'apposita clausola che deve essere espressa.

Insomma, non si può decidere di far da garante così all’acqua di rose considerando che occupare questa posizione porta con sé i rischi esposti qui sopra.
Non credo che quest’articolo serva a fare allarmismo e che lo scopo sia dissuadere dal concludere questo contratto, ma (come in tutte le cose) è giusto decidere di fare una cosa con cognizione di causa.
Lo scopo è stato informare ciò a cui si va incontro se si diventa un garante di un prestito o mutuo.
Detto ciò, penso stia alla libera scelta di ognuno decidere.

 

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