PIGNORAMENTO SU CONTO CORRENTE COINTESTATO

In un precedente articolo riguardante il pignoramento dello stipendio ho anche giusto accennato al pignoramento su conto corrente.
Uno dei pensieri che forse ti sta passando per la testa è come sia possibile che si proceda a un pignoramento su conto corrente cointestato con un’altra persona quando non sei tu il debitore del creditore che sta agendo.
Questa procedura purtroppo è effettivamente possibile e vediamone ora il suo funzionamento.

 

Cos’è il pignoramento presso terzi

 

pignoramenti -conto-corrente-cointestato-Prima però di poter cogliere il fulcro di un argomento è al solito necessario conoscerne le basi.
Non per essere ripetitivo, ma voglio ridare una definizione quanto più chiara e semplice di “pignoramento presso terzi”, considerando che il pignoramento su conto corrente rientra in questa casistica.
Il pignoramento presso terzi ha ad oggetto dei beni appartenenti al debitore ma che si trovano nella disponibilità materiale di un terzo.
In realtà, l’art. 543 del codice di procedura civile distingue due ipotesi:

 

 

  1. Quella in cui il terzo è in possesso di beni del debitore
  2. Quella in cui il debitore vanta dei crediti nei confronti del terzo.

 

Quello che interessa a noi è effettivamente la seconda ipotesi.

 

Le fasi del pignoramento su conto corrente cointestato

 

Come ogni atto, il pignoramento su conto corrente ha una sua precisa procedura.
Anzitutto, la prima cosa assolutamente necessaria è che il creditore abbia già notificato al debitore:

a) il titolo esecutivo, ossia quel documento che legittima l’esecuzione forzata;

b) il precetto, con il quale si intima il debitore ad adempiere, quindi a pagare entro il termine di 10gg;

c) l’atto di pignoramento vero e proprio. Questo verrà invitato anche alla banca o Poste (ovvero il terzo pignorato).
Puntualizzo il fatto che “pignorare” vuol dire in questo caso che le somme di denaro assoggettate alla procedura sono bloccate e quindi non potranno essere prelevate.

 

Limiti del pignoramento

 

Fortunatamente è stato imposto un limite alla procedura di pignoramento su conto corrente cointestato.
Infatti, le somme pignorate non possono superare il 50% del totale presente nel conto, anche nel caso in cui il debito risulti essere effettivamente superiore.
D’altro canto, l’altra metà potrà essere liberamente utilizzata da ciascuno dei due correntisti. Ciò significa che la banca deve comunque consentire i prelievi ad ambedue i titolari.
È opportuno però puntualizzare che il contitolare pignorato potrebbe essere chiamato a restituire le somme prelevate laddove esse facciano parte della quota spettante al secondo contitolare (si ricordi che, fino ad prova contraria, si presume una titolarità del 50% per ciascuno dei due correntisti).

Beh, non mi resta che consigliarti di diffidare da chi invece procede al pignoramento dell'intera somma del conto corrente.
Posizione tra l’altro rinforzata da una sentenza della Corte d’appello.
Sii quindi in allerta e bada bene ai soggetti che tentano invece il totale del pignoramento su conto corrente cointestato.

 

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