Scoperto di conto corrente bancario: ecco cosa si rischia veramente

 

Si definisce scoperto di conto corrente, o conto in rosso, il saldo negativo in un conto corrente bancario non provvisto di fido.

Invece, in caso di conto corrente provvisto di fido bancario, col superamento della cifra pattuita entro la quale il conto può andare in negativo senza problemi, si ha il cosiddetto “sconfinamento”. Quest’ultimo, a differenza del conto in rosso , può essere preventivamente autorizzato.

Infine lo “scoperto di valuta” si verifica quando le date dei movimenti di entrate e uscite non coincidono con le date di valuta di accredito e addebito, in maniera da portare in negativo il saldo di valuta anche se il saldo contabile potrà essere attivo. Cioè gli accrediti verranno contabilizzati di noma alcuni giorni dopo, mentre gli addebiti verranno attribuiti alcuni giorni prima.

Naturalmente è sugli importi a debito in termini di valuta e non di data effettiva, che la Banca calcola gli interessi passivi (che per legge non si possono addebitare se non dopo almeno tre giorni): sia che ciò porti a scoperto di conto corrente, che a sconfinamento.

Inoltre, gli interessi passivi avranno tassi molto maggiori in caso di scoperto di conto corrente bancario che non in caso di sconfinamento di fido, che pagherà solo, nei casi previsti  una  CMS, ovvero “commissione di massimo scoperto”.

Tale commissione non viene applicata a scoperto di conto corrente , o conto in rosso, per effetto del Decreto “anticrisi” 85/2008, ( Legge n. 2/2009 ) .

Possiamo dire che, mentre da un lato le banche giustamente tengono assiduamente controllati gli scoperti di conto , sconfinamenti ecc. nell’ambito di una valutazione corretta del rischio assunto, dall’altra può capitare anche al correntista inesperto di incorrere in comportamenti non proprio ortodossi degli istituti bancari: non è infrequente rilevare modifiche dei contratti all’insaputa del contraente, spese varie  e tassi usurai.

 

Ma raramente i risparmiatori esercitano i loro consistenti diritti, un po’ per soggezione nei confronti dell’Istituzione bancaria, un po’ perché quest’ultima non ama certo impegnarsi nella divulgazione di tali diritti . E spesso i contratti firmati all’apertura di un conto, già prevedono assoluta unilateralità di possibilità di modifica delle condizioni contrattuali. A favore della Banca.

 

Conto in rosso; conseguenze

scoperto-conto-correnteI rischi in caso di scoperto di conto corrente o conto in rosso vanno quindi dall’attribuzione di spese e interessi anatocistici, o addirittura usurai, alla chiusura del conto con addebito di spese gestionali non dovute in aggiunta al saldo effettivo, alla segnalazione alla CRIF o Centrale Rischi.

Certamente, per effetto di “Basilea 2”, ogni tre mesi arrivano alla centrale rischi gli sconfinamenti di fine mese, ma è chiaro come sia abbastanza improbabile che, al contrario di quanto vale per uno sconfinamento, raggiunga i requisiti , in ordine di importo e tempo di inadempienza, tali da giustificare una segnalazione alla Centrale Rischi .

Tale segnalazione sarebbe, per il consumatore, penalizzante al massimo per il rapporto con tutto il sistema bancario. Fortunatamente l’iscrizione e le segnalazioni immotivate, in questo senso , sono sempre più rare , forse perché divenute passibili di gravi sanzioni , a carico della Banca emittente, che dovrà inoltre provvedere immediatamente alla cancellazione della segnalazione erronea.

 

Oggi la Giurisprudenza è molto attenta a salvaguardare i risparmiatori da tali comportamenti e sentenze attente stanno costruendo nuove Leggi intorno alla materia bancaria .

Citiamo:

-“ […] Come confermato dalla CTU, nell'ammontare richiesto sono riscontrabili spese non negoziate per iscritto e che, pertanto, devono essere sottratte dal saldo debitorio.”

-“  […] poiché la clausola originaria, che prevede capitalizzazioni, trimestrali o con diversa periodicità, va dichiarata nulla in quanto anatocistica.”

 

 

Come difenderci dai comportamenti opachi delle banche

 

Consigliamo innanzitutto che il correntista, consapevole di essere in difetto, proponga per iscritto un piano di rientro che sia realistico: così facendo, pur nell’improbabile caso di una segnalazione alla centrale rischi, questa accortezza farà la differenza fra l'essere segnalato solo come "cattivo pagatore" o invece come  soggetto in “sofferenza” : cioè non più in grado di regolarizzare la propria posizione.

Inoltre la Centrale Rischi Banca d'Italia sarebbe prudenzialmente da monitorare per poter eventualmente intervenire richiedendo rettifiche. Ricordiamo al contempo che la Centrale Rischi può riportare dati aggiornati solo a ben due mesi addietro. Quindi, anche se intendete cambiare banca, prima informatevi molto bene sulla vostra situazione aggiornata in CRIF, tenendo altresì conto che la nuova banca vi potrà leggere gli ultimi 36 mesi della vostra storia finanziaria. Quindi, in caso di segnalazioni errate, dovrete farle rettificare se ricadenti in tale periodo.

 

Vi sono poi altri piccoli accorgimenti che possono consentire di salvaguardare preventivamente il nostro merito creditizio, anche in caso di conto in rosso, nonché aiutarci a limitare le conseguenze negative della nostra, si spera temporanea, situazione di scoperto di conto corrente.

Vogliamo sottolineare ad esempio, come un conto in rosso sia percepito  dal sistema bancario, come meno grave, rispetto al non pagare le rate di un mutuo/leasing/finanziamento a scadenza programmata. Sta quindi al correntista scegliere il minore dei mali.
Inoltre qualsiasi scoperto di conto corrente aumenta di gravità, tanto più si protrae nel tempo, dopo 90 o addirittura 180 giorni il vostro “rating” , cioè il vostro valore come cliente, scenderà inesorabilmente e le contromisure potrebbero prevedere ritiro delle carte di credito, dei bancomat, del libretto assegni, o addirittura il restituire impagato un vostro assegno, mettendo inesorabilmente fine alla vostra credibilità finanziaria.

 

Dunque dovrete assolutamente interrompere la continuità temporale dello scoperto di conto o abbassarlo , senza aspettare per forza di poterlo saldare totalmente.

 

Molto meglio rientrare e poi farsi concedere un piccolo fido , prima di sconfinare nuovamente, in tutti i casi rifuggire dagli inadempimenti o anche da un semplice saldo, stagnanti, che sono , per le banche, segnali di allarme.

 

 

Alessandro Lega

 

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