100 Milioni di euro per gli ex soci delle Banche Venete

Non è di certo un segreto la situazione di crisi in cui versa il settore bancario.
Ne è un esempio lampante la triste vicenda della crisi delle Banche venete (nello specifico, la Banca popolare di Vicenza e la Veneto Banca).
Si tratta di un episodio che difficilmente può passare inosservato e privo di ripercussioni.
Molti si sono chiesti come sia potuto accadere che due istituti così influenti si siano ridotti a una situazione tanto disastrosa.
Ma, in realtà, non è di questo che voglio parlarti.
Non certo perché non merita una particolare attenzione e una discussione più accurata, ma perché questo articolo vuole invece presentare un aspetto quantomeno positivo che sta emergendo in un contesto che prospetta tutt'altro.
Anzitutto, è inutile dire (chiaramente) che una crisi bancaria miete “vittime” a destra e a manca, e coloro che ne risultano maggiormente colpiti sono i soci, la cui unica colpa probabilmente è stata semplicemente aver confidato nella solidità dell’istituto bancario.
Se da un lato questo loro affidamento (in questi casi specifici) ha avuto risvolti negativi, dall'altro è stata presa una decisione non di poco rilievo.
Infatti, Intesa Sanpaolo è voluta venire incontro agli ormai ex soci delle Banche Venete… come? Prevedendo che vengano stanziati la bellezza di 100 milioni di euro, che dovrebbero andare a coprire il danno che i clienti di queste banche hanno subito.

Una cifra che appare a prima vista davvero esorbitante.

100-milioniSenza nulla togliere a questa generosa offerta, analizziamone alcune delle condizioni.
In primis però, citando Carlo Messina- consigliere delegato di Intesa- “La vicenda dei soci truffati rappresenta una vergogna, quello che è successo è scandaloso”… affermazione che mostra chiara la motivazione alla base del “risarcimento”.

Ecco cosa è stato stabilito:

  • Una soglia massima che potrà essere concessa a favore di ciascun cliente pari a 15 mila euro.
  • È stato tra l’altro posto un secondo “paletto”: infatti, questo aiuto sarà erogato a favore delle sole famiglie il cui reddito annuale lordo ammonta a un massimo di 30 mila euro.
  • Ultima condizione è l’avere un patrimonio mobiliare massimo di 15 mila euro.

È stato altresì previsto che il risarcimento verrà erogato entro 5 anni, ma sotto la condizione che gli ex soci rimangano clienti Intesa.
I soci dovranno fornire il loro consenso tra l'1 marzo e il 31maggio 2018.

Un intervento di cui mi congratulo, prima di tutto per il suo importante significato sociale”- è questo il commento che ha lasciato in merito a questa decisione Luca Zaia (governatore del Veneto).

Ora, probabilmente non ho gli elementi adeguati per procedere a un commento ponderato e corretto.
Senz’altro quanto è stato stabilito avrà un impatto positivo, atto soprattutto a risollevare la credibilità e in particolar modo la fiducia della clientela verso l'istituto bancario.
Da sottolineare anche la prioritaria importanza data alle famiglie la cui situazione economica è più svantaggiata.
Gli unici due aspetti che forse mi tornano un po' di meno sono: l’ammontare massimo da destinare a ciascun cliente (posto però che non conosco il danno che ciascuno ha subito… ma se fosse nettamente superiore?); e la condizione di dover rimanere cliente di Intesa… e la libertà di scelta dov'è andata a finire?

A te i commenti. Specie se questa vicenda ti tocca da vicino.

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