Risparmiare sul conto corrente bancario

Conto bancario: come fare a risparmiare (senza perdere tempo)

Il mondo delle offerte delle banche relative ai conti correnti è una giungla: come orientarsi in 3 rapide mosse

conti correnti bancheIl marketing pubblicitario la fa da padrone, le offerte si assomigliano un po' tutte, ed il consumatore è spesso spaesato in una foresta incantata di offerte che spesso si rivelano molto diverse quando vengono scelte concretamente.

Negli ultimi tempi tuttavia i costi di gestione dei conti correnti bancari sono scesi: ma non abbastanza (almeno per ciò che riguarda alcune categorie di correntisti): un'indagine elaborata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per verificare l'evoluzione dei costi dei conti correnti, su un campione costituito da 52 banche e oltre 14.500 sportelli, afferma infatti che vi sono ancora ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore bancario, che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda.

Ma cerchiamo, nelle prossime righe di delineare 3 punti centrali attraverso i quali si spiega questo fenomeno.

Conti online: il vero risparmio è qui

risparmia con conto corrente onlineL’indagine dell'AgCom conferma la convenienza (risparmi fino al 30%) dei conti online rispetto a quelli tradizionali. Convenienza in termini assoluti, con picchi di rendimento che superano il 40% per le seguenti categorie: giovani, famiglie e pensionati. Una sostanziale riduzione dei prezzi mediani, relativamente ai conti allo sportello, si è verificata esclusivamente per la categoria degli under 30 (-19%), mentre un calo meno incisivo si è registrato per le altre categorie.

Con i conti online, soprattutto quelli “a zero spese”, si può risparmiare più del 90% sulla spesa annua del conto rispetto una tradizionale banca. Va ricordato che con questi conti è possibile avere una spesa annua di effettivamente zero euro, purché si operi sempre ed esclusivamente online. Ma attenzione a non rivolgersi allo sportello: in tali casi la spesa potrebbe crescere esponenzialmente.

Tasso di mobilità (ovvero, cambiare banca conviene)

cambiare bancaIl tasso di mobilità relativo ai correntisti ondeggia tra il 10% e il 12%: si tratta dell'incidenza complessiva dei conti correnti aperti ed estinti in relazione alla totalità. È una quota in linea con la media europea (una cifra stabilizzatasi negli ultimi anni). Tuttavia è sicuramente una cifra che può crescere: i correntisti ne trarrebbero certamente vantaggio. Esistono infatti oscillazioni di prezzo ampie tra differenti istititi bancari per ciò che riguarda i costi di gestione del conto (fino a 180 euro di differenza per alcuni profili di correntista). Ciò significa che al correntista possono convenire due mosse: cambiare banca o decidere di rinegoziare il conto. Sono troppo pochi però quelli che lo fanno davvero.

Costi di commissione e tassi di interesse

Per quello che concerne i tassi d’interesse, la situazione è oggi poco favorevole per i correntisti. Il tasso d’interesse attivo, ovvero quello che rende il conto corrente, è cresciuto appena dello 0,01%, mentre il tasso passivo è aumentato del 2%, passando dal 18% al 20% in un anno. Inoltre si notano evidenti rincari sui costi di commissione per alcune operazioni bancarie: “Non stupisce che si metta mano alle commissioni bancarie - afferma in proposito Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo -, nell’attuale situazione di stretta creditizia, per coprire gli alti costi e fronteggiare i crescenti vincoli di bilancio di Basilea, le banche devono fare cassa dov’è più facile: le commissioni sul conto corrente sono a portata di mano”. Occorre pertanto fare attenzione a tali costi.

Fonte: quifinanza.it, sostariffe.it

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