CESSIONE DEL QUINTO E MORTE DEL DEBITORE

La cessione del quinto è sicuramente un argomento “bollente” ai giorni nostri poiché interessa potenzialmente tutti noi (lavoratori e pensionati) che, per realizzare un qualsivoglia nostro progetto ma non disponendo di liquidità sufficiente, decidiamo di entrare nel “mondo dei prestiti”.
Se ti stai chiedendo se richiederlo o meno e cosa accadrebbe in caso di decesso del debitore beh… sei nel posto giusto.
Senza ripercorrere nel dettaglio tutta la cessione del quinto (in quanto potrai trovare maggiori e più dettagliate informazioni su cos'è la cessione del quinto e tutto il suo funzionamento nell'apposito articolo), vediamo giusto quali sono i vantaggi legati a questa particolare forma di pagamento:
- Il primissimo che mi viene in mente è che anche i c.d. cattivi pagatori (che è un’etichetta utilizzata per coloro che, avendo pagato in ritardo una o più rate di un finanziamento, sono stati segnalati in CRIF) possono ugualmente richiedere e, soprattutto, ottenere un finanziamento con la cessione del quinto perché, come si vedrà più sotto, si tratta di un prestito garantito;
- Proprio per le garanzie offerte a monte, è un prestito che viene concesso più facilmente rispetto ad altre forme di finanziamento.

 

Diciamo che questi sono, a grandi linee, i principali vantaggi di questa particolare forma di prestito.
Ho detto poco sopra che la cessione del quinto è un “prestito garantito”, sì ma… questa cosa significa? E, soprattutto, garantito da cosa?
Benché la busta paga o la pensione del soggetto che ha richiesto il prestito rappresentino già di per sé una garanzia a favore del rilascio del prestito, essi non sono tuttavia sufficienti.
Non a caso, quando si richiede una cessione del quinto è necessario, in quanto obbligatorio, procedere alla sottoscrizione di una polizza assicurativa.
Distinguiamo tra polizza rischio vita e polizza rischio impiego: ai fini della conclusione di una cessione del quinto dovranno essere sottoscritte entrambe.
Vediamole più nel dettaglio.

Cos'e la polizza rischio impiego      

 

Person writing on paper documents

È una forma di assicurazione che garantisce la banca o l'istituto che eroga il prestito contro il rischio che il lavoratore perda il proprio impiego, vuoi per dimissioni vuoi per licenziamento. L'assicurazione ha ovviamente un costo, il cui valore dipende dal grado di probabilità che il lavoratore perda il posto di lavoro; non a caso, per i dipendenti statali e pubblici il costo è più basso, mentre è certamente maggiore per i dipendenti privati.

 

Possiamo inoltre distinguere due diversi tipi di polizza rischio impiego, vale a dire:

 

Polizza rischio credito-->

si tratta di una polizza a premio unico, vale a dire che la somma viene pagata in un'unica soluzione e al momento in cui viene stipulato il contratto. Il costo viene qui sostenuto dalla banca;

 

Polizza perdite pecuniarie-->

 

si differenzia dalla prima perché il costo è sostenuto dal cliente (quando viene erogato il prestito) e perché non è inclusa nella voce "commissione bancarie", quanto in un'apposita voce a se stante.

Altra importante differenza che deve essere sottolineata riguarda il diverso periodo coperto dall'assicurazione: nel caso della polizza perdite pecuniarie, l'assicurazione copre le rate che vanno dal periodo di disoccupazione fino al momento in cui il dipendente viene ricollocato in una nuova società.

 

Cos'è la polizza caso morte    

 

 Viene definita come un contratto a capitale decrescente, nel senso che l'importo del debito residuo diminuisce sempre di più in base alla rate che nel frattempo vengono pagate, ed è a premio unico iniziale.

L'assicurato è qui il debitore, mentre la banca è il beneficiario.

L’assicurazione anche in questo caso ha il suo costo che varia a seconda di alcuni fattori:
- Età, per cui tanto più grande è il richiedente quanto più costosa risulterà la polizza (è infatti molto onerosa per i pensionati oltre i 75 anni);
- Sesso, infatti per gli uomini il costo è maggiore in quanto l'aspettativa di vita è inferiore.

 

Ma allora, se il debitore che ha ottenuto il prestito nel frattempo muore, cosa succede? Che ne è del debito?

Proprio perché la cessione del quinto è garantita dalla sottoscrizione di una polizza, la risposta penso sia intuibile.
In ogni caso, per levare ogni dubbio, se il beneficiario del prestito muore, subentra la polizza rischio vita che serve a garantire: da un lato, la banca o la finanziaria contro il rischio di insolvenza, in questo caso causato dalla morte del debitore e, quindi di vedersi comunque restituito il denaro erogato; dall’altro, lo stesso debitore e, soprattutto, i suoi eredi in caso di morte.
Quindi, in caso di decesso la banca o finanziaria saranno soddisfatte grazie alla assicurazione che copre il rischio morte.

 

In quali casi l'assicurazione non paga?        

 

Sono state previste alcune limitazioni all'operato della polizza rischio morte, in quanto essa non potrà coprire quei casi che consistono:

- nel suicidio del soggetto assicurato che sia avvenuto nei primi 24 mesi dalla data in cui è stata stipulata;

- nella presenza di malattie gravi o tumori, che non erano stati palesati nell'autocertificazione al momento della stipula;

- nell'ipotesi in cui l'assicurato si sia reso partecipe a eventi dolosi che ne hanno causato la morte.

 

Posso detrarre la polizza? Un esempio pratico

 

 

Una bella notizia è che in alcuni casi il premio assicurativo è fiscalmente detraibile quando si fa la dichiarazione dei redditi.

È stata comunque stabilita la percentuale massima entro la quale opera questa detrazione nonché l'importo massimo comunque detraibile, oltre il quale non si applica la detrazione. In particolar modo, è possibile detrarre il 19% per un importo massimo di 1.291,14€, il che significa che se il premio supera questa cifra la detrazione comunque opera sull'importo massimo stabilito ed entro il 19% della stessa.

Così ad esempio, se il premio pagato è di 750€, è possibile detrarre il 19% della somma, quindi 142,5€; laddove il premio ammonti ad esempio a 2.300€, la detrazione massima del 19% si applica comunque sull'importo massimo di 1.291,14€ detraibili, vale a dire 245,32€.

Spero ti sia stato utile leggere questo articolo per capire alcuni dei profili della cessione del quinto, in questo caso dedicati soprattutto all’importanza della presenza di una polizza assicurativa.

 

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