CESSIONE DEL QUINTO E MORTE DEL DEBITORE

La cessione del quinto è sicuramente un argomento “bollente” ai giorni nostri poiché interessa potenzialmente tutti noi (lavoratori e pensionati) che, per realizzare un qualsivoglia nostro progetto ma non disponendo di liquidità sufficiente, decidiamo di entrare nel “mondo dei prestiti”.
Se ti stai chiedendo se richiederlo o meno e cosa accadrebbe in caso di decesso del debitore beh… sei nel posto giusto.
Senza ripercorrere nel dettaglio tutta la cessione del quinto (in quanto potrai trovare maggiori e più dettagliate informazioni su cos'è la cessione del quinto e tutto il suo funzionamento nell'apposito articolo), vediamo giusto quali sono i vantaggi legati a questa particolare forma di pagamento:
- Il primissimo che mi viene in mente è che anche i c.d. cattivi pagatori (che è un’etichetta utilizzata per coloro che, avendo pagato in ritardo una o più rate di un finanziamento, sono stati segnalati in CRIF) possono ugualmente richiedere e, soprattutto, ottenere un finanziamento con la cessione del quinto perché, come si vedrà più sotto, si tratta di un prestito garantito;
- Proprio per le garanzie offerte a monte, è un prestito che viene concesso più facilmente rispetto ad altre forme di finanziamento.

 

Diciamo che questi sono, a grandi linee, i principali vantaggi di questa particolare forma di prestito.
Ho detto poco sopra che la cessione del quinto è un “prestito garantito”, sì ma… questa cosa significa? E, soprattutto, garantito da cosa?
Benché la busta paga o la pensione del soggetto che ha richiesto il prestito rappresentino già di per sé una garanzia a favore del rilascio del prestito, essi non sono tuttavia sufficienti.
Non a caso, quando si richiede una cessione del quinto è necessario, in quanto obbligatorio, procedere alla sottoscrizione di una polizza assicurativa.
Distinguiamo tra polizza rischio vita e polizza rischio impiego: ai fini della conclusione di una cessione del quinto dovranno essere sottoscritte entrambe.
Vediamole più nel dettaglio.

Cos'e la polizza rischio impiego      

 

Person writing on paper documents

È una forma di assicurazione che garantisce la banca o l'istituto che eroga il prestito contro il rischio che il lavoratore perda il proprio impiego, vuoi per dimissioni vuoi per licenziamento. L'assicurazione ha ovviamente un costo, il cui valore dipende dal grado di probabilità che il lavoratore perda il posto di lavoro; non a caso, per i dipendenti statali e pubblici il costo è più basso, mentre è certamente maggiore per i dipendenti privati.

 

Possiamo inoltre distinguere due diversi tipi di polizza rischio impiego, vale a dire:

 

Polizza rischio credito-->

si tratta di una polizza a premio unico, vale a dire che la somma viene pagata in un'unica soluzione e al momento in cui viene stipulato il contratto. Il costo viene qui sostenuto dalla banca;

 

Polizza perdite pecuniarie-->

 

si differenzia dalla prima perché il costo è sostenuto dal cliente (quando viene erogato il prestito) e perché non è inclusa nella voce "commissione bancarie", quanto in un'apposita voce a se stante.

Altra importante differenza che deve essere sottolineata riguarda il diverso periodo coperto dall'assicurazione: nel caso della polizza perdite pecuniarie, l'assicurazione copre le rate che vanno dal periodo di disoccupazione fino al momento in cui il dipendente viene ricollocato in una nuova società.

 

Cos'è la polizza caso morte    

 

 Viene definita come un contratto a capitale decrescente, nel senso che l'importo del debito residuo diminuisce sempre di più in base alla rate che nel frattempo vengono pagate, ed è a premio unico iniziale.

L'assicurato è qui il debitore, mentre la banca è il beneficiario.

L’assicurazione anche in questo caso ha il suo costo che varia a seconda di alcuni fattori:
- Età, per cui tanto più grande è il richiedente quanto più costosa risulterà la polizza (è infatti molto onerosa per i pensionati oltre i 75 anni);
- Sesso, infatti per gli uomini il costo è maggiore in quanto l'aspettativa di vita è inferiore.

 

Ma allora, se il debitore che ha ottenuto il prestito nel frattempo muore, cosa succede? Che ne è del debito?

Proprio perché la cessione del quinto è garantita dalla sottoscrizione di una polizza, la risposta penso sia intuibile.
In ogni caso, per levare ogni dubbio, se il beneficiario del prestito muore, subentra la polizza rischio vita che serve a garantire: da un lato, la banca o la finanziaria contro il rischio di insolvenza, in questo caso causato dalla morte del debitore e, quindi di vedersi comunque restituito il denaro erogato; dall’altro, lo stesso debitore e, soprattutto, i suoi eredi in caso di morte.
Quindi, in caso di decesso la banca o finanziaria saranno soddisfatte grazie alla assicurazione che copre il rischio morte.

 

In quali casi l'assicurazione non paga?        

 

Sono state previste alcune limitazioni all'operato della polizza rischio morte, in quanto essa non potrà coprire quei casi che consistono:

- nel suicidio del soggetto assicurato che sia avvenuto nei primi 24 mesi dalla data in cui è stata stipulata;

- nella presenza di malattie gravi o tumori, che non erano stati palesati nell'autocertificazione al momento della stipula;

- nell'ipotesi in cui l'assicurato si sia reso partecipe a eventi dolosi che ne hanno causato la morte.

 

Posso detrarre la polizza? Un esempio pratico

 

 

Una bella notizia è che in alcuni casi il premio assicurativo è fiscalmente detraibile quando si fa la dichiarazione dei redditi.

È stata comunque stabilita la percentuale massima entro la quale opera questa detrazione nonché l'importo massimo comunque detraibile, oltre il quale non si applica la detrazione. In particolar modo, è possibile detrarre il 19% per un importo massimo di 1.291,14€, il che significa che se il premio supera questa cifra la detrazione comunque opera sull'importo massimo stabilito ed entro il 19% della stessa.

Così ad esempio, se il premio pagato è di 750€, è possibile detrarre il 19% della somma, quindi 142,5€; laddove il premio ammonti ad esempio a 2.300€, la detrazione massima del 19% si applica comunque sull'importo massimo di 1.291,14€ detraibili, vale a dire 245,32€.

Spero ti sia stato utile leggere questo articolo per capire alcuni dei profili della cessione del quinto, in questo caso dedicati soprattutto all’importanza della presenza di una polizza assicurativa.

 

41 Risposta

  1. la mia presenza qui per chiedere informazioni su un dubbio che da 1 anno e mezzo mi attanaglia.
    Purtroppo nel .marzo del 2017 persi mio padre il quale aveva sottoscritto una cessione del quinto dello stipendio co findomestic coperta da polizza assicurativa cardiff.
    Il debito residuo era di circa 6300 euro.
    Io e mio fratello, unici eredi subito dopo l’evento abbiamo dato comunicazione sia a cardiff che a findomestic per attivare la polizza. producendo cartella clinica. e documentazione sanitaria.
    Ora nonostante siano passati quasi 2 anni dalla morte di mio padre, nonostante abbia prodotto subito tutta la documentazione alla findomestic e cardiff comunicando nel.contempo il decesso di mio padre, tutto tace.
    Come dovrei comportarmi secondo la vostra esperienza, È VERAMENTE BRUTTO PENSARE CHE DA UN MOMENTO ALL’ ALTRO Possa essere chiamato a rispondere di quella somma, privandolo di alcune necessità a cui devo far fronte oggi.
    Mi interesserebbe sapere da voi se qualora dovessi essere chiamato alla corresponsione del debito di mio padre mi converrebbe subito ottemperare o nei terminindi legge avrei qualche scappatoia da intraprendere.
    Grazie per l ascolto.
    Alessandro

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Utente, avete fatto quanto da voi dovuto e quindi non avete motivo di avere preoccupazioni. L’assicurazione è tenuta a chiudere il debito come previsto da contratto. Lei non ha bisogno di scappatoie, in quanto ogni contratto di cessione è corredato di una polizza sulla vita il cui beneficiario è la banca erogante. Ciò che dovete fare è solo conservare la documentazione con cui avete dato notizia alla finanziaria a prova della Vostra sollecitudine e cura della situazione. E’ molto improbabile, ma se vi dovessero cercare per rispondere del debito potete semplicemente rispondere che si sono sbagliati, e che la cessione del quinto era corredata di polizza sulla vita.

  2. Grazie per la gentile risposta, mi sono dimenticato però di dire nel precedente messaggio che all epoca dell accensione del finanziamento forse mio padre non era in perfetta salute.
    Ora passati due anni senza che nessuno si fa sentire cosa dovrei pensare?
    Si sono scordati ?
    da un momento all’ altro potrebbe arrivare la richiesta di risarcimento…
    Certo è che non si possono passare altri 8 anni nel limbo che sa un momento alla altro potrei essere chiamato a questo esborso.
    Molti mi dicono che per 6000 euro non si muove nessuno perché non gli converrebbe.
    voi cosa pensate?
    Grazie e scusatemi per la mia ossessione

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Capisco l’apprensione, ma in caso di una diagnosi inesatta, comunque l’assicurazione è tenuta a farsi carico della chiusura del finanziamento. Eventuali errori di valutazione od omissioni da parte medico non sono certo imputabili a Voi. Inoltre, le assicurazioni e le finanziarie, non hanno proprio l’attitudine a dimenticarsi di eventuali crediti e se hanno la possibilità di riscuotere, non si fermano certo davanti alle cifre piccole. Quindi il fatto stesso che siano passati già due anni, dovrebbe ancor più tranquillizzarLa che tale pratica sia già stata chiusa tramite l’intervento dell’assicurazione.

  3. Molto interessanti le risposte date; il 7 dicembre ho rinnovato ( dopo 4 anni si può fare ) la cessione del quinto. Ma non dormo sonni tranquilli: non è una scoperta mia che le Assicurazioni stanno molto ben attente prima di pagare e mettono riguardo la salute del contraente, un sacco di paletti…Al momento della firma del rinnovo, con gentile superficialità, il funzionario non si è interessato più di tanto della mia salute; ” si vede che stò bene…” e via, si fà il contratto. A 71 anni, è normale credo che qualche pastiglietta tutti la prendano. Non vorrei mai che non arrivando agli 81, l’Assicurazione si inventasse qualcosa con i miei eredi; ( …” tanto il contraente non torna mica indietro a fare problemi…”. Insomma, da un lato l’assicurazione è obbligatoria; dall’altro però si pongono diversi ” ma ” e ” però “. Allora l’obbligatorietà c’è solo da un lato e questo è uno ” scompenso ” giuridico. P.S. mai chiesta una cartella clinica al mio Medico di base….eppure qualche pastiglietta per la pressione o per rendere più fluido il sangue, la prendo e siamo in molti della mia età a farlo.
    Grazie per l’attenzione.
    Carmelo

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile sig. Carmelo, come spiegato nell’articolo, l’assicurazione può rivalersi sugli eredi solo se è stato appositamente dichiarato il falso in fase di contratto. Dichiarare il falso significa avere la certezza di avere una aspettativa di vita estremamente breve a causa di una malattia già diagnosticata e con un decorso certamente negativo nel breve periodo, con l’intento di trasferire il denaro del prestito agli eredi, per un loro esclusivo arricchimento. Invece sappiamo benissimo che la richiesta di una cessione del quinto solitamente serve a dilazionare nel tempo dei debiti impellenti già in essere. Curare la propria salute per l’ipertensione, ai nostri giorni, non accorcia le aspettative di vita, che nella media superano abbondantemente gli 85 anni. Ecco perché le finanziarie erogano prestiti anche a pensionati fino a 75 anni semplicemente facendo firmare una autocertificazione di buona salute. Quindi non abbia timori per i suoi cari, visto che la Sua correttezza Le fa onore e garanzia.

  4. Ottimo. La ringrazio molto per la Sua cortesia e tempestività nel rispondermi. Buona giornata.

  5. Buongiorno ,ho sottoscritto una cessione del quinto il 5 ottobre 2015 quando posso rinegoziarlo..?mi hanno contattato dicendomi che si può rinegoziare già da giugno luglio possibile? A me farebbe comodo…Non vorrei ci siano fregature…cosa mi consigliate? Grazie resto in attesa

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Mariateresa, benché non abbia specificato la durata della Sua attuale Cessione del Quinto, ipotizzo che sia di 10 anni. Ciò trova conferma in quello che Le hanno detto, anche se con un po’ di anticipo. La finanziaria ha anticipato di qualche mese in modo da avere il tempo di preparare la pratica così che in ottobre 2019 sia pronta per l’erogazione del nuovo finanziamento. Nuovo finanziamento, perché di fatto sarà estinta l’attuale cessione ed accesa una nuova CQS. La legge infatti specifica il periodo minimo di durata prima che si possa effettuare il cosiddetto “rinnovo”. Il periodo mimino stabilito è di due quinti della durata della cessione in corso. In altre parole, una cessione del quinto della durata di 120 mesi può essere “rinnovata” dopo aver pagato 48 rate. Quindi, sì, Lei potrà attivare una nuova cessione del quinto a ottobre 2019, dopo aver verificato di aver pagato 48 rate.

  6. Buon Giorno
    Vi scrivo per sapere come posso richiedere Liberatoria , a una finanziaria che , in seguito a rate insolute , mi ha chiesto il pagamento
    immediato dell’intero prestito , piu’ spese e piu’ interessi . Per il momento mi hanno fatto solo un messaggio per posta elettronica , con importi
    da pagare senza nessun dettaglio. Io ho gia’ provveduto al pagamento con Bonifico che hanno gia’ ricevuto , e alla mia richiesta di liberatoria
    e dettaglio importi , mi hanno solo detto che il finanziamento e’ stato chiuso e che nulla piu’ e’ a loro dovuto.
    Ho il diritto di chiedere un documento di avvenuta estinzione , e conoscere il dettaglio dell’ammontare di spese e interessi pagati ?

    Vi ringrazio anticipatamente per una Vs. cortese risposta.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Solitamente la finanziaria rilascia automaticamente la liberatoria, a che se alcune volte non immediatamente. In ogni caso è suo diritto richiederla. Ma a prescindere dalla risposta della finanziaria, dal punto di vista legale, Lei ha già in Sua mano tutti i documenti comprovanti l’estinzione, ovvero la richiesta di estinzione e la copia del bonifico effettuato. Dal punto di vista contabile invece Lei potrebbe eventualmente trarre qualche beneficio ottenendo e verificando il conteggio di estinzione, da cui si potrà vedere se i ratei relativi a commissioni ed assicurazioni sono stati correttamente calcolati.

  7. Buongiorno.

    Statisticamente un malato oncologico che cura il tumore e per 5 anni non ha recidive viene considerato survivor, e ha aspettativa di vita uguale a chi non si è mai ammalato. In tale situazione, è sufficiente certificato medico specialistico che attesti le condizioni di salute della persona riguardo l’ormai passato problema di salute per ottenere il prestito con assicurazione sulla vita? O in ogni caso sarà più difficile ottenerlo?

    Grazie mille in anticipo

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Giancarlo, purtroppo stiamo parlando di cessione del quinto che una forma contrattuale tra privati. Il diritto ad ottenere la cessione del quinto non prevale però sugli interessi commerciali della banca, che essendo un ente privato e commerciale ha il diritto di non prestare il proprio denaro. La legge non regolamenta questa specifica Sua situazione, di conseguenza una pratica di finanziamento in fase di pre-autorizzazione, con pregresse situazioni di malattia tipo quella indicata, verrebbe sottoposta ad RVM (Richiesta Visita Medica). Le finanziarie e le collegate agenzie di assicurazioni hanno una modulistica molto precisa a questo riguardo. Come già accennato non ci sono evidenti divieti o norme che determinino il rigetto del finanziamento, ma a nostra memoria non abbiamo mai visto una cessione del quinto erogata ad utenti in situazioni simili alla Sua.
      Invece esistono precedenti in giurisprudenza in cui si condanna la mancata dichiarazione, da parte del contraente, della trascorsa malattia, in quanto il beneficiario del prestito pur essendo a conoscenza di una pregressa malattia (anche se superata), potrebbe arricchire ingiustificatamente i propri familiari (vedi arricchimento senza causa, disciplinato dagli art. 2041 e 2042 c.c.), che per il vincolo assicurativo sulla vita, non sarebbero tenuti a restituire nulla al momento della prematura morte del contraente. La giurisprudenza in tali casi ha sempre dato ragione alle assicurazioni, che si sono rivalse sugli eredi o sui loro beni.
      Quindi il consiglio è di non tenere nascosto nulla anzi, conservi tutta la documentazione e le dichiarazioni mediche che fornirà alla finanziaria, a dimostrazione che non vi è stata da parte Sua nessuna volontà di arricchimento senza causa; così se Lei superasse la visita medica dell’assicurazione, ottenendo il prestito, non avrà nessuna preoccupazione per i suoi familiari.

  8. Buongiorno, nel 2013, quale erede, ho ricevuto da una finanziaria dei rimborsi spese ed assicurazione premio vita non goduto, per una estinzione anticipata. Oggi dopo 6 anni, la compagnia assicurativa mi liquida un ulteriore somma capitale per il decesso, forse un indennizzo, non è chiaro. Mi chiedo quindi, esistendo un secondo finanziamento, con tanto di polizza vita, erogato a mio padre che però decedeva dopo 20 giorni, è possibile in questo caso chiedere un indennizzo a questa ultima compagnia assicurativa? Io non ho notizie ma di certo questa avrà coperto il debito, ma in questi casi, deve qualcosa al titolare/eredi.Nel contratto non vi è riportato alcuna clausola in merito. Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Lello, sì è possibile fare richiesta in tal senso. Ma non è detto che vi siano elementi rimborsabili. Come indicato in altri articoli, è fondamentale analizzare il contratto. Tenga presente che in caso di premorienza i costi assicurativi non sono rimborsabili in quanto l’assicurazione si è fatta carico del debito assolvendo interamente all’impegno contrattuale assicurativo, con la conseguenza di interrompere la caratteristica di ricorrenza del pagamento rateale. Potrebbero essere rimborsabili eventuali costi di gestione del finanziamento, se previsti contrattualmente.

      • Grazie mille, ma eventuali costi di gestione vanno richiesti alla finanziaria ( nel mio caso curatore fallimentare), o anche alla assicurazione? Grazie

  9. Buongiorno, scusi ancora il disturbo ma ho un aggiornamento importante. Scopro che l’assicurazione vita legata al finanziamento, nonostante abbia incassato il premio, al decesso del contraente avvenuto dopò l’erogazione della cifra, non ha mai rimborsato la finanziaria; adducendo che la polizza decorreva da una certa data, successiva al decesso. In questo caso il premio non dovrebbe restituirlo per intero al contraente (o erede), visto che la finanziaria non l’ha mai richiesto o ricevuto abbandonando ogni tentativo? Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      La questione che mi pone è al di fuori della nostra competenza, nel senso che la problematica tra finanziaria ed assicurazione, non compete al contraente. Infatti, dal punto di vista del contraente, il contratto è stato rispettato, ovvero purtroppo, a causa del decesso, la finanziaria non ha avanzato alcuna pretesa nei confronti degli eredi, proprio a seguito del vincolo assicurativo. Poi, quali che siano gli accordi ed i pagamenti o meno, di premi assicurativi tra finanziaria ed assicurazione, ne è coinvolto esclusivamente il loro rapporto commerciale, dal quale, fortunatamente, il consumatore ne resta al di fuori. Cordiali saluti.

  10. Salve, un anno fa una mia parente ha fatto un prestito personale che veniva detratto direttamente dalla sua pensione, dopo un anno purtroppo e venuta a mancare per un infarto… ora i suoi figli non.a conoscenza di cio’ non sanno come.muoversi e se sia giusto pagare.. tengo a precisare che la persona in questione aveva gia 74 anni all’ epoca. I suoi figli hanno da subito fornito il certificato di morte,.ma ancora tutto tace… vorrebbero capire se sono tenuti a risarcire.il debito o no… e se la sua era una semplice finanziaria.oppure una cessione del Quinto? Io da ignorante credo che se la finanziaria stessa ha come.garanzia la pensione e una cessione.del quinto, o mi sbaglio? Grazie..

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Sig.ra Rosa, fino a 75 anni i prestiti garantiti da stipendio o pensione vengono concessi a fronte di una assicurazione. L’aver fornito tempestivamente il certificato di morte alla finanziaria è stata la cosa migliore che potevate fare. Nel Vostro caso sussistono tutti gli elementi per l’intervento dell’assicurazione, ma per maggiori certezze è necessario consultare il contratto del finanziamento. In caso non riusciate a trovarlo potreste chiederne copia alla finanziaria dichiarandovi eredi. Ma tale dichiarazione comporta l’accettazione ereditaria, che non sempre è bene accettare incondizionatamente quando non si ha piena conoscenza della situazione finanziaria del congiunto. In alcuni casi è più opportuno esercitare il diritto alla accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, ovvero tramite un legale di fiducia si presenta una apposita istanza al giudice di competenza con allegato inventario redatto insieme ad un ufficiale giudiziario. Solo al termine delle verifiche debitorie si deciderà se accettare l’eredità o meno. E’ una procedura più lunga e costosa, ma vi tiene al riparo da sorprese debitorie. Un Vostro legale di fiducia potrà chiarire meglio i vari pro e contro della procedura. Tornando alla situazione specifica del finanziamento, quanto di Vostra competenza è stato fatto, di conseguenza è la finanziaria che è tenuta eventualmente a reclamare i suoi crediti. Per quanto sopra esposto, quindi, i figli non devono farsi carico del debito fino a che non venga accertata la linea ereditaria e solo nel caso in cui il contratto non comprenda una assicurazione vita, cosa che mi sembra impossibile, viste le normative.

  11. Buongiorno vorrei un informazione 10 anni fa purtroppo ho avuto cancro al seno.ora sono guarita.mi fanno problemi con l assicurazione se chiedo cessione del quinto? Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo i problemi vengono fatti ricadere su Lei stessa. Infatti sarà Lei stessa a dover dichiarare il suo stato di salute, rispondendo ad un questionario e controfirmandolo. Tramite tale dichiarazione sarà Lei stessa a prendersi la responsabilità del possibile rischio. In caso di perdita del lavoro o di premorienza dovuto ad uno stato di salute pregresso, il debito non sarà preso in carico dall’assicurazione, ma ricadrà sulla linea ereditaria, proprio in virtù della Sua dichiarazione. In base ai molti casi esaminati in passato, benché gli stessi non costituiscano una regola, è molto improbabile che Le venga concessa una cessione del quinto, anche se completamente guarita, a meno che non sia passati molti anni dallo sfortunato episodio.

  12. buona sera, volevo sapere in caso di cessione del quinto, con la morte del contraente e a causa dell’omessa dichiarazione di una pregressa malattia,l’assicurazione ovviamente non interviene e si rivale sugli eredi, ma se l’erede rinunciasse all’eredità? grazie.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Emiliano, ho accennato a qualcosa di simile in una precedente risposta in data 18/09/2019. Con la rinuncia all’eredità, gli eredi non possono essere chiamati alla restituzione del debito. Solitamente in questi casi potrebbe risultare utile l’accettazione con beneficio di inventario, in modo da tutelare l’asse ereditario da eventuali sorprese debitorie di cui non si è a conoscenza. Per tale procedura è bene rivolgersi ad un legale di fiducia.

  13. Buonasera, le volevo chiedere in caso di morte del debitore che aveva una cessione del quinto sono gli eredi che devono comunicarlo all agenzia assicurativa dell avvenuta morte o va tutto in automatico e quindi gli eredi possono stare tranquilli?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Antonio, normalmente la comunicazione avviene in automatico dal momento in cui la rata mensile non sarà pagata a seguito della mancanza dello stipendio o della pensione. Resta comunque Vostra facoltà e cortesia quella di inviare una normalissima email alla finanziaria per darne notizia.

      • Grazie per avermi risposto, approfitto ancora per raccontarle brevemente la mia situazione.Mio padre aveva una cessione del quinto e dopo 2 anni e mezzo dalla sua morte la banca tramite un’ agenzia recupero crediti chiede a noi eredi di saldare il debito, noi troviamo la documentazione che accerta che vi era un’assicurazione in caso di morte di nostro padre e gliela spediamo (sperando di avere risposta al più presto e risolvere la situazione) adesso io le chiedo: vi è un tempo massimo in cui avvisare l’agenzia assicurativa dell’avvenuta morte? Quindi soprattutto l’assicurazione è valida visto che sono trascorsi 2 anni e mezzo? Qualcuno afferma 5 o addirittura 10 anni, possiamo stare tranquilli? Grazie ancora.

        • Alessandro Lega Alessandro Lega

          Gentile Antonio, quanto successo è purtroppo deplorevole. In primo luogo la finanziaria avrebbe dovuto coinvolgere immediatamente l’assicurazione, perché è impossibile che non siano venuti a conoscenza del decesso, e se anche fosse, sarebbe bastata una telefonata al datore di lavoro (o all’INPS in caso di pensione) per ricevere la corretta informazione, quindi già in questa fase la finanziaria non ha tenuto un comportamento professionale. In secondo luogo, la finanziaria non avrebbe dovuto cedere all’agenzia di recupero crediti il contratto di finanziamento, in quanto a seguito del decesso, tale contratto avrebbe dovuto chiudersi con l’assicurazione. In terzo luogo, come già detto non è un obbligo per gli eredi dare notizia alla finanziaria, ma solo cortesia, quindi avete già fatto quanto dovuto informando l’agenzia di recupero crediti del decesso ed inviando la documentazione relativa al contratto corredato di assicurazione. Chi è rimasto “fregato” in questa faccenda è l’agenzia di recupero crediti, che ha acquistato dalla finanziaria originale un credito non recuperabile. In definitiva la questione non compete a voi, che potete stare tranquilli, ma dovrà essere risolta tra finanziaria originaria, compagnia assicurativa e agenzia di recupero crediti, che potranno litigare tra loro su chi ha sbagliato, ma non potranno certo rivalersi su di voi. Per quanto riguarda i tempi di prescrizione nei contratti finanziari sono di 10 anni, ma a noi questo non interessa, dato che come detto sopra, la questione riguarda le sopra citate compagnie.

  14. Buongiorno, nel 2009 stipulai un contratto per un prestito con cessione del quinto, di durata 10 anni. Allora lavoravo per una azienda che purtroppo di li a due anni Falli. Quindi io riuscii a pagare solo poche rate. L importo era 20 Mila euro. Nel 2011 e nel 2012, mi inviarono estratti conto cronologici con il residuo da pagare che restava sospeso. Il problema e che da allora io riuscii a trovare soluzioni lavorative precarie, parte time a termine, con stipendi talmente bassi da non poter più riuscire ad onorare il debito. Non rivederti più nessuna comunicazione, se non molte telefonate alle quali non ho mai risposto,solo una volta anni fa. Oggi mi arriva raccomandata da IFIS npl, che entro venti giorni devo pagare 19 Mila euro . Che chiaramente non ho. La mia situazione attuale e la seguente: disoccupata con naspi da 530 euro, per 12 mesi,a scalare – 3% dal prossimo mese. Non sono proprietaria né di casa,né di auto , vivo con madre pensionata che ha casa, e ho una figlia inoccupata di 22 anni che fa solo corsi per tirocinante a termine. Ho un cc alle poste con sopra attualmente 800 euro. Ho un cc PayPal vuoto,e una Postepay vuota. Nella raccomandata della IFIS, non c e un conteggio cronologici, c e solo la cifra finale, c e un numero di contratto,ma diverso da quello scritto sull estratto conto Unicredit, che mossa mi consiglia di fare?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Signora, chiaramente non ci sono gli elementi per poter fare nulla. Consideri che la raccomandata di IFIS ha l’effetto di interrompere i termini per una eventuale prescrizione. L’ideale sarebbe poter proporre un saldo e stralcio, ma servirebbe la liquidità necessaria. Di conseguenza, non essendo possibile onorare il debito come previsto, non certo per Sua volontà, risponda tramite mezzo scritto tracciabile (preferibilmente raccomandata AR), descrivendo quella che è la Sua reale situazione e che sarebbe felice di poter trovare lavoro per ricominciare a pagare le rate rimaste in sospeso a seguito della perdita del lavoro. Più o meno quanto ha già scritto qui. La Sua lettera sarà senz’altro tenuta in considerazione dal Giudice in caso la IFIS intenda procedere tramite tribunale per tentare un pignoramento. Pignoramento che ritengo improbabile, in quanto la perdita di lavoro è coperta da assicurazione, con la conseguenza che Lei rimane debitrice, ma senza che intervengano penali o ulteriori interessi fino a quando non avrà un nuovo stipendio (o reddito assimilabile) su cui addebitare le rate.

  15. Buonasera Alessandro,

    in caso di morte del beneficiario (dipendente statale che percepiva una pensione erogata dall’INPDAP), chi è tenuto a comunicare la morte all’istituto di credito?
    è obbligo degli eredi oppure della stessa INPDAP di provvedere ad informare l’istituto di credito? è possibile che ci sia un termine massimo per la comunicazione di avvenuto decesso altrimenti decade la polizza?

    Glielo chiedo perchè oggi a distanza di 10 anni abbiamo ricevuto un sollecito di pagamento da IBL Banca per quote insolute.
    Al tempo non eravamo al corrente che mio padre avesse chiesto la cessione del quinto, non abbiamo quindi fornito il certificato di morte all’istituto di credito, ma solo agli uffici INPDAP, ed ora non sappiamo come muoverci. Stiamo pensando di rivolgerci ad un legale per tutelarci, ma non ho la certezza di essere dalla parte della ragione. Nella peggiore delle ipotesi è prevista una contrattazione con IBL per cercare di trovare un accordo ad una cifra più bassa rispetto a quello richiesto?

    tra l’altro la finanziaria che erogò il prestito è IDEA FINANZIARIA, ora fallita, e nel corso degli ultimi anni condannata dal Tribunale di Roma alla restituzione degli interessi perché dichiarata l’usurarietà del contratto. Documentandomi su internet ho verificato che la cessione del credito è stata poi passata a Barclays e oggi a IBL banca. Alla luce della condanna quantomeno la cifra richiesta da IBL sarà sicuramente da riformulare.

    Spero possa darmi qualche indicazione evitando di dover pagare le quote insolute.
    Grazie per l’attenzione.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Mi scuso anticipatamente perché la mia risposta si basa su un’ipotesi. Premesso che in caso morte, l’assicurazione obbligatoria sul finanziamento garantisce la banca erogante e quindi il debito è coperto dal rimborso assicurativo con la conseguenza che su voi non ricade alcuna pendenza (fatte le dovute eccezioni per comportamento doloso del debitore come indicato nell’articolo), sarebbe interessante conoscere se il sollecito è stato recapitato a nome di Vostro padre o verso gli eredi. Ma, e qui torno alla mia ipotesi, credo che la finanziaria abbia inviato il sollecito al debitore originale, il che dimostra che IBL non è stata informata del decesso.
      E’ quindi possibile che nel corso del tempo, le finanziarie precedenti, abbiano venduto il credito prima di essere state informate del decesso e quindi l’INPDAP (che potrebbe aver comunicato correttamente la notizia) si sia rivolta alla finanziaria che già aveva ceduto il credito. Il risultato di questa ipotesi è che IBL non abbia alcuna conoscenza di quanto avvenuto, con la possibilità che la compagnia assicuratrice nel frattempo sia già intervenuta a garantire il capitale del finanziamento, ma alla finanziaria sbagliata.
      Ma questo non è un problema che vi concerne, in quanto le normative che impongono l’assicurazione del finanziamento vi tengono al di fuori dai rapporti commerciali che invece riguardano esclusivamente le finanziarie, le quali, nel corso degli anni, si sono passate il credito una con l’altra.
      In conclusione, cortesemente rispondente con una semplice raccomandata A.R. informando IBL che il debitore è deceduto in data ormai remota (se possibile allegando un certificato di morte), indicando che non eravate a conoscenza di alcun finanziamento.
      Per il momento non avete alcuna necessità di rivolgervi ad un legale, potrete prendere in considerazione questa possibilità eventualmente IBL intenda rivalersi sugli eredi, cosa piuttosto improbabile.

      • Grazie per la solerte ed esaustiva risposta.
        Le confermo che il sollecito dei pagamento è stato indirizzato agli eredi circa un mese prima della ricorrenza decennale della morte (non so se nel corso degli anni sono stati mandati solleciti direttamente al l’indirizzo del defunto).
        L’unico dubbio che mi tormenta è sapere chi è tenuto in solido a comunicare ufficialmente il decesso a tutti i creditori/assicurazioni (eredi o INPDAP), temendo che in un’ipotetica controversia legale possano richiedere una copia della raccomandata che da parte nostra non è stata inviata.
        L’unica azione fatta al tempo fu quella di lasciare tutta la documentazione necessaria all’istituto INPDAP che disse che avrebbero pensato a tutto loro.
        Da qui il mio cruccio.
        Grazie di nuovo.

        • Alessandro Lega Alessandro Lega

          Dunque, il fatto che vi abbiano contattato in qualità di eredi cambia completamente il quadro della situazione, pertanto la mia ipotesi precedente non è assolutamente attinente al Vostro caso.
          Solitamente è il datore di lavoro che comunica il decesso o quanto meno la finanziaria si informa presso il datore di lavoro quando le rate smettono di essere pagate. Quindi non dovete preoccuparvi di una eventuale mancata comunicazione, della quale non avete colpa, considerando anche che non eravate tenuti a sapere del prestito.
          Ma come potete leggere nell’articolo, l’assicurazione non copre in caso di morte solo in particolari casi. Ad esempio, se Vostro padre avesse taciuto una patologia pre-esistente o dichiarato uno stato di buona salute che poi, in base ai controlli assicurativi post-mortem, non è stato riscontrato, in tal caso l’assicurazione potrebbe ricusare la copertura, con la conseguenza che il debito ricadrebbe sugli eredi.
          Quindi la procedura da intraprendere è quella di raccogliere informazioni. La cosa più semplice è rispondere alla finanziaria con raccomandata A.R. nella quale dovrete chiedere il motivo per cui la finanziaria sta rivolgendo a Voi la richiesta del saldo delle quote insolute invece di rivolgersi all’assicurazione come previsto dal contratto. Tramite questa corrispondenza potrete completare il quadro della situazione, per poi decidere se avvalervi di un legale o cercare altre modalità di accordo con la finanziaria.

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