COME SI CALCOLA IL PIGNORAMENTO DEL QUINTO DELLO STIPENDIO

Pignorare … una parola che, giocando con le rime, mi fa venire in mente “ignorare” (che in effetti è anche inclusa nella prima). Sarà forse un puro caso? Sara che effettivamente, come sembra suggerirci la parola stessa, possiamo “passarci sopra” e non prenderla in considerazione?
Uhm… purtroppo no. Anzi, è assolutamente fondamentale sapere anzitutto cosa si intende per pignoramento in generale ed essere consapevoli che ne esistono di più tipi e conoscere anche il suo funzionamento.
Solo una adeguata conoscenza e consapevolezza può aiutarci a saper affrontare le eventualità che possono accaderci.
Quindi, senza ulteriore indugi, immergiamoci in questo argomento.

 

Pignoramento definizione generale

Stante a quando detto all’art. 491 c.p.c, il pignoramento è quello attraverso il quale ha inizio l’espropriazione forzata su istanza del creditore.
Nozione che racchiude in sé 3 diverse tipologie di pignoramento, il quale può infatti essere:
- Immobiliare, quando ha ad oggetto dei beni immobili del debitore (es. Casa)
- Mobiliare, se colpisce beni mobili (es. Macchina)
- Presso terzi, quando si agisce nei confronti di beni del debitore di cui un terzo ne è in possesso, ovvero nei confronti di credito che il debitore vanta nei confronti del terzo.

 

Pignoramento del quinto dello stipendio

banca_1217-3Il pignoramento dello stipendio (così come della pensione) è una procedura che rientra tra le forme di “pignoramento presso terzi”.
Infatti, esso ha ad oggetto la retribuzione a cui ha diritto il dipendente debitore e a lui dovuta dal suo datore di lavoro.
In questi casi, il creditore si rivolgerà al datore di lavoro del debitore per ottenere la soddisfazione del suo credito vantato. Ecco perché di dice “presso terzi”, nel senso che non si agisce direttamente nei confronti del debitore ma di un altro soggetto.
I possibili soggetti creditori che possono aggredire lo stipendio del dipendente debitore attraverso il pignoramento sono:
- Equitalia/Agenzia delle Entrate
- Banche o istituti finanziari
- Ciascun soggetto che vanta un credito e che abbia presentato apposita ingiunzione di pagamento.

Si possono inoltre distinguere due modalità attraverso le quali può avvenire il pignoramento:
a) Tramite notificazione diretta al datore di lavoro, e cioè prima che sia stato accreditato lo stipendio al debitore;
b) Tramite pignoramento direttamente su conto corrente, e cioè dopo che lo stipendio è entrato nella disponibilità materiale del dipendente debitore.

 

Limiti e calcolo pignoramento dello stipendio
Il pignoramento è soggetto a vari limiti, che si differenziano a seconda della modalità prescelta, quindi:
A) Pignoramento notificato al datore di lavoro—>

mentre prima si prevedeva fosse pignorabile sempre 1/5 dello stipendio, oggi dobbiamo distinguere a seconda che lo stipendio sia:
- Fino ai 2500€, per cui la quota pignorabile massima è 1/10;
- Tra i 2500€ e i 5000€, fino a un massimo di 1/7;
- Oltre i 5000€, limite massimo pignorabile di 1/5.
B) Pignoramento sul conto corrente –>

dobbiamo operare un distinguo a seconda che:
- Lo stipendio sia stato accreditato prima della notifica di pignoramento, per cui il limite pignorabile è dato dal triplo della pensione sociale;
- Lo stipendio sia stato accreditato dopo la notifica, per cui si applica il limite di 1/5, che può essere aumentato fino al doppio se sussistono più pignoramenti per cause diverse.

Ci sono da ultimo due casi particolari che riguardano:
- Conto corrente cointestato, per cui non si può pignorare l’ultimo stipendio accreditato;
- La presenza di più pignoramenti per cause diverse, in cui il pignoramento può addirittura arrivare fino alla metà dello stipendio.

Beh, direi che ora hai tutti gli elementi per fronteggiare un pignoramento dello stipendio.
Ah, due ultimissime piccole cose:
- La prima è il pignoramento opera al netto dello stipendio, vale a dire escluse le trattenute di legge (quali imposte e contributi), nonché le eventuali cessioni volontarie in atto;
- La seconda è che non si applica la previsione del minimo vitale (è previsto invece per il pignoramento della pensione), tale per cui, rispettati i limiti imposti ex lege, non vi è una minima parte dello stipendio che rimane salva dal pignoramento (il che è davvero assurdo).

Lascia pure un commento, se hai qualche dubbio o per esprimere il tuo parere.

 

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