QUINTO DELLO STIPENDIO IN CASO DI LICENZIAMENTO

Eccomi di nuovo qua ad affrontare ormai uno degli argomenti centrali che può interessare da vicino molti lavoratori dipendenti che si sono trovati purtroppo a essere licenziati, oggi vedremo cosa succede con il quinto dello stipendio in caso di licenziamento.
Ribadisco che per “cessione del quinto dello stipendio” si intende quella particolare forma di prestito che il lavoratore dipendente, privato o pubblico, può richiedere senza dover fornire alcuna specifica giustificazione in merito alla richiesta.
La particolarità di questo prestito è che viene rimborsato tramite la trattenuta mensile in busta paga di (fino a) un quinto dello stipendio.
Ciò detto, il punto su cui vorrei focalizzarmi stavolta è cosa può succedere a una cessione del quinto in corso nell’ipotesi in cui tu lavoratore venga licenziato.

Cessione del quinto e licenziamento: Cosa succede con il mio TFR?

Il tfr, ovvero “trattamento di fine rapporto”, è quella somma di denaro che viene corrisposta in caso di cessazione del rapporto di lavoro.
Il datore di lavoro è obbligato alla corresponsione di questa somma, quale che sia il motivo della cessazione del rapporto.
Ma perché parlo del tfr? Semplicemente perché, come ho avuto modo di sottolinearlo in un altro articolo, tra tfr e cessione del quinto c’è in effetti una connessione.
Generalmente, nell’ipotesi in cui sia in corso una cessione del quinto, il tfr sarebbe bloccato o vincolato alla stessa cessione e questo fintantoché dura il prestito.
In parole povere, in questa situazione il tfr è bloccato quale garanzia per la finanziaria. Ad esso si aggiunge poi l’obbligo di stipulare una polizza assicurative a copertura del finanziamento in caso di insolvenza.
In caso di licenziamento, esso verrà allora utilizzato per estinguere in tutto o in parte il debito residuo.
È possibile che si verifichino due casi al momento del licenziamento, in cui il tuo tfr può essere:
A) Inferiore al debito residuo
B) Maggiore al debito residuo
Nella prima ipotesi, rimarresti nella condizione di debitore (nei confronti della finanziaria). Sarai quindi tenuto ad estinguere la parte eccedente tramite normale bonifico.
Nel caso in cui il tfr sia superiore al debito residuo l'azienda verserà il tuo TFR alla finanziaria per l'importo par al debito, il residuo del TFR lo darà a te.

 

Il mio TFR va tutto alla finanziaria?

 

cessionequinto-licenziamentoÈ questa una della domande che più spesso ci pongono molti lavoratori in caso di licenziamento.
Ho già avuto modo di dire che il tfr viene “bloccato” quale garanzia per la Finanziaria. Ciò fa sì che quest'ultima possa richiedere al datore di lavoro il versamento del tfr…. giustissimo… ma fortunatamente non può farlo “a tempo indeterminato giusto perché le va”. Infatti, può procedere fintantoché l’ammontare del debito residuo non è stato coperto interamente.
È giusto sottolineare anche che il datore non è obbligato a dare il tfr, a meno che non sia espressamente previsto dal contratto di finanziamento.
Non dimentichiamoci poi che, spesso e volentieri, in questo stesso contratto è prevista la stipula di una polizza assicurativa che funge da copertura nel caso in cui il soggetto perda il lavoro. Ciò vuol dire che il tuo tfr non verrebbe toccato.
La risposta quindi alla domanda di cui sopra vien da sé.

 

Cessione del quinto e licenziamento le giusta causa: cosa succede?

 

Diverse possono essere le cause di licenziamento, come il fallimento dell'azienda: in questo caso, sarà la polizza rischio impiego (laddove stipulata) a coprire la parte di debito che residua.
Mi preme però evidenziare il caso in cui il dipendente venga licenziato dall'azienda per una giusta causa: in questo caso, la compagnia assicuratrice può rifiutare di rimborsare ciò che rimane del debito alla banca. Si crea cosi un'insolvenza e il credito viene messo in sofferenza bancaria e in capo al lavoratore.

Cessione del quinto e nuovo datore di lavoro

In caso di licenziamento, il rapporto di lavoro volge formalmente al termine e ciò comporta anche l’interruzione dell’obbligo che la “ex azienda” aveva nei confronti della finanziaria.
Quest'ultima mantiene il diritto di rifarsi sul tfr accumulato e di richiedere al dipendente licenziato di rimborsare la parte non coperta.
Nel caso in cui invece il lavoratore abbia trovato un nuovo impiego, dovrà inviare una raccomandata a.r. alla finanziaria, dando notizia della nuova assunzione e facendo richiesta che il debito residuo possa essere trattenuto dallo stipendio erogato dalla nuova azienda. Naturalmente rimane a discrezione della compagnia assicurativa acettare o meno la copertura del rischio presso il nuovo datore dei lavoro. Succede speso infatti che la nuova azienda non sia "assumibile" dalle compagnie assicurative, in questo il versamento in una unica soluzione rimane in capo al lavoratore.

Traendo le conclusioni, assicurati sempre a quanto ammonta il debito (questo lo puoi sapere con precisione richiedendo alla finanziaria un conteggio estintivo) e controlla anche l'ammontare del tuo TFR.
Hai perso il lavoro e hai avuto qualche intoppo in merito a una cessione di quinto in corso e il tuo TFR?
Spero che questo articolo ti abbia dato qualche strumento in più per non essere lasciato allo sbaraglio in una situazione così delicata.
Lascia pure un commento della tua esperienza qui sotto.

Concludendo questo argomento volevo informarti che se hai rinegoziato una cessione del quinto dello stipendio o pensione negli anni passati molto probabilmente devi avere restituiti parte degli interessi pagati. Informati seguendo questo link: Rimborsi cessione del quinto

6 Risposta

  1. Micky

    Salve,
    Scusi .. Cosa succede sè io non ho soldi da fare bonifico con la parte eccedente per il quinto?? Visto che mio TFR è inferiore…
    Posso difendermi in qualche modo?? La mia disoccupazione mi basta mal”appena per mangia’..
    Potrei fare una autocertificazione che pagherò il mio debito magari dal prossimo lavoro .. (quando sarà..)

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Micky,
      potrebbe verificarsi uno dei seguenti casi: a) la finanziaria attende per qualche mese nel caso Lei trovasse nuova occupazione per riprendere a trattenere le quote mancanti; b) interviene l’assicurazione per la parte eccedente.
      Nel secondo caso Lei resterebbe debitrice nei confronti dell’assicurazione che tratterà il debito ratealmente non appena Lei abbia trovato un nuovo lavoro ed abbia uno stipendio con un quinto cedibile sufficiente per riprendere la rateazione.

  2. Ciao io sono un dipendente che lavora da otto anni..ma purltroppo l.aggienda dove lavoro visto che siamo in cassaintegrazione da 5 anni …a deciso di licenziare 30 persone …adesso io sto pagando un quinto dello stipendio e mi mancano ancora da pagare 8 mila euro ed il.mio tfr e pulito 6500 …ma l assicurazione copre la rimanenza?cosa dovrei fare?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile utente, con la perdita del lavoro l’assicurazione è sempre costretta ad intervenire. L’intervento assicurativo però non toglie il debito, ma lo rimanda. Contrariamente a quanto pensa (o pensava) la maggior parte dei “cessionati”, l’intervento dell’assicurazione (in caso di perdita del posto di lavoro) consta nel pagare alla finanziaria quanto deve ancora incassare, chiudendo il contratto di cessione per insolvenza. Il debitore sarà tenuto a ricominciare il versamento delle rate non appena troverà un nuovo impiego restando debitore nei confronti dell’assicurazione. Non sempre però questi passaggi si svolgono in modo semplice: a volte capita che la finanziaria non richieda subito l’intervento assicurativo attendendo per diversi mesi che il debitore possa trovare un nuovo posto di lavoro per poi riprendere l’incasso delle rate normalmente (o quasi); altre volte invece il contratto viene chiuso quasi immediatamente con assorbenza del TFR e con l’apertura del “sinistro” (così vengono chiamati nella terminologia finanziaria) e relativo intervento assicurativo.

  3. Salve, in data odierna 08/10/2018, sono stato licenziato per giusta causa. Ho una cessione del quinto con un debito residuo di circa 15000 euro, altresí ho anche un fondo pensione (FONDAPI) che ammonta, al momento che vi scrivo, a poco piú di 28000 euro. In questo caso rientrerei nella categoria con il TFR SUPERIORE AL DEBITO o entrano in gioco altri fattori ?
    Grazie per l’attenzione e vi auguro una buona serata

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Daniele, nella Sua situazione mi premurerei di contattare la finanziare richiedendo immediatamente il conteggio estintivo così da essere sicuro degli importi rimasti in sospeso e comunicando che c’è stata la perdita del lavoro, in modo anche da rispettare le postille contrattuali che solitamente obbligano il contraente ad informare la finanziaria immediatamente in caso di cambiamento della situazione lavorativa.
      Una volta ottenuto il conteggio estintivo, potrà calcolare la parte restante a Suo favore del fondo pensione. Comunicando tempestivamente la situazione non dovrebbero intervenire altri fattori o problematiche di mora ecc…

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