5 Cose che le agenzie di recupero crediti non vogliono che tu sappia

Difendersi dalle agenzie di recupero crediti è possibile: ecco cosa devi assolutamente sapere.

E' ormai noto che le agenzie di recupero crediti utilizzano mezzi spesso scorretti per adempiere al loro dovere. Risulta pertanto molto importante conoscere in maniera accurata i limiti che tali figure non possono oltrepassare nell'esercizio delle loro attribuzioni. In questo modo saprai come difenderti dalle agenzie di recupero crediti senza incappare in problemi legali. Di seguito ti elencherò alcuni specifici comportamenti illegittimi: riconoscerli e segnalarli alle autorità è la prima mossa per tutelarsi e non farsi cogliere impreparati.

Come difendersi dalle società di recupero crediti:

In primo luogo è bene essere informati sulle modalità relative ad uso della forza, violazione di domicilio ed eventuali intimidazioni: gli esattori  delle società di recupero crediti infatti non possono mai:

  1. Usare o minacciare l’uso della forza contro la persona debitrice, o un suo familiare o convivente.
  2. Non possono danneggiare o minacciare di danneggiare beni di proprietà della persona,
  3. Bloccare l'accesso alla casa; e non hanno ovviamente facoltà di entrare in casa altrui qualora la persona abbia negato il permesso di entrare.
  4. Gli esattori inoltre non possono contattare la persona con frequenza superiore al dovuto o in orari irragionevoli: è in questa direzione inaccettabile continuare a telefonare senza sosta o in orari irragionevoli alla persona come metodo per demoralizzare.
  5. Inoltre gli esattori delle agenzie di recupero crediti non possono rilasciare dichiarazioni in merito alle somme dovute dalla persona debitrice, né contattare il coniuge o il partner di quest'ultima (qualora non siano garanti o fideiussori del debito stesso).

Difendersi dalle agenzia di recupero crediti: ecco cosa non deve mai accadere

difendersi agenzie recupero creditiDa qualche anno a questa parte, l'attività di recupero crediti ha assunto in Italia modalità davvero poco gradevoli: troppo spesso società specializzate, operanti per conto di colossi aziendali utilizzano metodi poco ortodossi e, in ultima istanza, irregolari.

Al fine di mettere la parola fine a tali accadimenti e per permettere al cittadino di difendersi dalle società di recupero crediti il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che stabilisce i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

L'intervento del Garante è finalmente giunto dopo alcuni accertamenti avviati dall'Autorità a seguito di numerose segnalazioni e denunce sull'uso illecito dei dati personali nell'attività di recupero crediti. Come descritto sopra, dalla realtà delle cose emergeva la seguente prassi: mediante gli incaricati venivano messe in atto modalità di ricerca, presa di contatto, sollecitazione al pagamento delle somme dovute, particolarmente invasive.

Difendersi dalle società di recupero crediti e i principi e le prescrizioni definite dal Garante della Privacy

D'ora in avanti le società di recupero crediti saranno tenute a rispettare i principi di liceità, di correttezza nel trattamento, di pertinenza, di finalità dei dati e il dovere di informativa agli interessati.

Ecco cosa non sarà più lecito:

  1. non saranno più ammesse prassi invasive o lesive della dignità personale.
  2. Inoltre, da parte delle società di recupero crediti non sarà più lecito comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l'interessato (al fine di sollecitare il pagamento).
  3. Non sarà più possibile rendere visibile a persone estranee il contenuto di una comunicazione (come avviene molto spesso con l'utilizzo di cartoline postali o con l'invio di plichi recanti all'esterno la scritta "recupero crediti"): diviene ora necessario portare le sollecitazioni di pagamento ad esclusiva conoscenza del solo debitore, utilizzando plichi chiusi, assolutamente privi di scritte specifiche.
  4. Diventa definitivamente illecita l'attività di affissione di avvisi di mora sulla porta di casa da parte degli incaricati del recupero crediti, una modalità che rende possibile la diffusione dei dati personali dell'interessato nei confronti di una moltitudine indeterminata di soggetti.

In fine volevo ricordarti che il primo passo per difendersi dalle società di recupero crediti è la tua consapevolezza su i tuoi diritti di consumatore e cittadino. Se ti trovi di fronte a un esattore che infrange le regole, chiedigli di identificarsi con un documento d'identità e denuncialo. Ora la legge ti tutela.

 

Carelina Mendoza

 

12 Risposta

  1. Mauro

    Salve la banca dopo la chiusura della procedura fallimentare ha venduto la sofferenza ad una società di recupero crediti ma se la procedura è chiusa può farlo? Devo dare tutto in mano ad un legale?

    Mauro

    • Dott.ssa Mendoza Carelina

      Gentile Mauro, non ci è possibile rispondere con certezza alla Sua domanda, senza esaminare attentamente tutta la documentazione contrattuale della banca cedente, ma in linea generale, secondo il codice civile, non è previsto che il debitore debba fornire il suo consenso alla cessione del credito, è comunque indispensabile che il ceduto venga portato a conoscenza del trasferimento in modo da sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. La cessione avrà effetto solo quando il debitore l’avrà accettata o quando ne avrà ricevuto notifica. Per la legge, quindi, è indifferente che il debitore effettui il pagamento ad un soggetto piuttosto che ad un altro. Esistono comunque alcuni casi particolari in cui il credito non può essere ceduto, ma come introdotto non abbiamo la possibilità di rispondere con certezza senza un attendo esame documentale.

  2. buon giorno…ricevo lettera ar da uno studio legale…importo 1600 euro di debito….per capitale ed interessi calcolati ecc ecc…in parole povere è un debito del 2008 stato poi ceduto ad altre societa’ . contratto .con una finanziaria originariamente….ora mi si intima di pagare quanto sopra entro 10 giorni…mi scrive anche che la presente costituisce una formale richiesta di pagamento e messa in mora nonchè atto interruttivo della prescrizione in difetto e senza ulteriori avvisi si procede passati 10 giorni al recupero coattivo…con ulteriore aggravio di spese a mio carico….purtroppo è un momento per me difficile in quanto disoccupato e non piu giovane…qualè l iter di solito in questi casi?? ? premetto che non ho auto o immobili..quindi se non ho capito male l unica cosa potrebbero pignorare il mobilio?…grazie per la cortese sua risposta

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Marco, se il debito è stato contratto nel 2008, quando è stata ricevuta l’ultima precedente comunicazione legale di intimazione al saldo? La risposta Le sarà utile per valutare se il Suo debito sia eventualmente prescritto.
      Nel caso di debiti relativi a prestiti, carte di credito, mutui e finanziamenti in genere, il termine di prescrizione è di 10 anni. Quindi ipotizzo che l’ufficio legale Le abbia inviato la raccomandata AR ai limiti del periodo, in modo da interrompere i termini di prescrizione.
      In base a quanto scrive, la cosa migliore da fare è tentare di concordare un saldo e stralcio.
      Faccia tutto in forma scritta tramite raccomandate AR. Ciò la metterà in una migliore posizione davanti ad un eventuale citazione in giudizio per i seguienti motivi:

      • il tentativo di conciliazione dimostrerà il Suo intento di voler onorare il debito, benché in stato di precarietà (e questa è una cosa molto ben vista dai giudici);
      • nel tentativo di conciliazione dovrà dimostrare che il Suo stato economico non le permette di poter pagare in 10 giorni, quindi se può, produca copie dei suoi saldi bancari, stato di disoccupazione, spese di affitto, stato di famiglia e quant’altro possa essere utile;
      • il tentativo di conciliazione dimostrerà che non sta prendendo alla leggera la situazione;
      • offra un importo congruo al saldo e stralcio in funzione della cifra massima che riesce a reperire;
      • se può, versi una parte del debito in forma di acconto a dimostrazione del Suo intento di voler risolvere in tempi più brevi possibili.

      Conservi ogni lettera, documento, ricevuta, prova di consegna, in modo da agevolare una eventuale assistenza da parte di un legale.
      Naturalmente ci sono altre modalità di affrontare la Sua situazione, ma considerando l’importo relativamente basso, quanto sopra indicato è la modalità più semplice, veloce ed economica in termini di tempo e burocrazia.

  3. Dottoressa Carelina Mendoza nel 2005 ho acquistato una vettura del valore di 16.000.00 euro con un prestito di una finanziaria da pagare entro 5 anni per 2 anni ho pagato poi non ho avuto più la possibilità di pagare ,a gennaio de 2018 si è presentata una agenzia di recupero crediti(kruk) dicendo di avere acquistato il mio debito e quindi io dovevo restituir la somma dovuta a loro. Ci siamo messi daccordo per 80 euro per 2 anni e poi dopo si vedeva ,ho pagato per circa 6 mesi ma essendo disoccupato non riesco a coprire questa somma quindi mi telefono ogni giorno fin che ieri mi è arrivata una raccomandata con ricevuta che vogliono i 16.000.00 euro entro 10 giorni ,non so cosa fare .La ringrazio

    • Dott.ssa Carelina Mendoza Dott.ssa Carelina Mendoza

      Gentile utente, Lei aveva già messo in atto la cosa migliore da fare, ovvero accordarsi con l’agenzia, continui così. Risponda tramite raccomandata AR con cortesia e precisione ad ogni lettera che riceverà, rendendosi disponibile a trovare un accordo e documentando la Sua situazione reddituale e di disoccupato. E’ importante tenere documentata tutta la procedura ed ogni scambio/accordo, in modo da dimostrare la Sua intenzione di arrivare ad una soluzione soddisfacente. L’agenzia ha mandato una lettera di rito, che serve per poter poi agire in fase giudiziale, ovvero stanno preparando la strada per poter agire in tribunale al fine di ottenere un’ingiunzione di pagamento (o decreto ingiuntivo). Allo stesso modo, Lei dovrà prepararsi con adeguata documentazione in modo tale da dimostrare che non vi è stata possibilità da parte Sua di ottemperare al pagamento del debito. Infine si renda disponibile a trovare una soluzione alternativa, se esistente. L’agenzia di recupero crediti non cesserà di assillarla (è il loro lavoro!), pertanto dovrà essere paziente ed attendere gli sviluppi di una prassi ormai consolidata. L’ideale sarebbe arrivare ad un accordo tipo “saldo e stralcio” prima di arrivare in fase giudiziale, ma solitamente un’agenzia di recupero crediti non accetta meno del 50%. In definitiva, se l’agenzia agirà presso il tribunale, tutta la documentazione da Lei prodotta (a dimostrazione della Sua buona fede e della impossibilità di far fronte ai pagamenti) Le sarà di aiuto davanti al Giudice.

  4. Tempo fa ho avuto un prestito con due carte revolving: al mese per entrambe pagavo 120 euro ma, purtroppo per problemi economici da un anno non pago più (devo 4.500 euro). Mi hanno contattato innumerevoli agenzie di recupero debiti tra le quali l’ultima che mi ha proposto un piano di rientro cambializzato per non giungere al pignoramento dello stipendio. Sullo stipendio di 1200 euro ho già una cessione più una delega, pago 155 euro mensili per un’altra carta, ho una pensione ai superstiti (sono vedova con due figli maggiorenni) di 540 euro e non posseggo alcuna proprietà se non un’auto del 2001. Praticamente mi rimangono ogni mese 615 euro con i quali devo pagarci bollette, tasse varie e farci la spesa. Cosa può accadermi?. Sono davvero spaventata ed ogni volta che vengo contattato da queste agenzie non dormo la notte. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Sabrina, comprendo bene la situazione e quanto stress possa portare, e benché non sia possibile cancellare completamente i debiti, sia per gli effetti legali di un contratto sia per la correttezza personale di onorare i propri impegni, l’unica cosa che non deve fare è essere spaventata. Nella situazione descritta, la finanziaria che vanta il credito per la carta revolving, non può fare altro che mettersi in coda agli altri finanziamenti. La procedura probabilmente passerà tramite il giudice con eventuali ingiunzioni di pagamento, ma a parte lo stress, non sono cose complicate. L’importante è che Lei si renda sempre disponibile e che risponda (tramite scritto tracciabile) che la situazione attuale Le impedisce al momento di far fronte a tale debito, e che comunque si impegna a trovare tutte le soluzioni possibili. Tenga da conto tutte le comunicazioni in modo da dimostrare che da parte Sua ha tentato comunque di risolvere la problematica, ma che la situazione effettiva e contingente non Le ha permesso di saldare tale debito.

  5. salve ho un problema con un recupero crediti francese. allora ho lavorato in francia per qualche anno dunque ho chiesto un prestito ad una banca poi sono dovuto tornare in italia per problemi famigliari,prima di partire gli ho detto che intendevo pagare il debito e gli ho chiesto un fido di 1000 € se mi dovevo trovare in difficolta per pagare il prestito “perche anche se volevo ritirare soldi non potevo ” fin qui tutto bene per un sei mesi ho continuato a pagare mi sono trovato in difficolta un mese .comunque morale della favola mi hanno bloccato il fido ed io non ho piu pagato il debito dopo quanche anno mi è arrivato tramite una societa recupero crediti di pagare dei soldi. domanda cosa possono farmi ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo, in base a quanto esposto, il fatto che il creditore sia residente in Francia non cambia gran che rispetto ad una situazione similare tra controparti italiane. Infatti per il creditore è sufficiente utilizzare un domiciliatario italiano per portare avanti una ingiunzione di pagamento tramite istanza al tribunale. Comunque credo sia più probabile che il credito venga ceduto ad una società di recupero italiana, in modo da velocizzare le procedure. Il risultato cambia di poco.

  6. Massimiliano

    grazie mille alessandro, non è che non voglia pagare e che al momento non posso ,vorrei sapere se almeno posso pendere del tempo e se poi venga dilazionata in rate .grazie anticipatamente

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Massimiliano, purtroppo non mi è possibile rispondere, perché sono molteplici le variabili di una situazione come quella da Lei indicata. Credo che “prendere tempo” non sia per Lei possibile, in quanto le tempistiche dipendono dalla Agenzia di recupero crediti. In altre parole le tempistiche dipendono da quanto tempo l’agenzia impiegherà per attivare la richiesta di ingiunzione. Per quanto riguarda il pagamento a rate, solitamente, il giudice impone il pignoramento del quinto dello stipendio, il che è già una rateazione. Cordiali saluti.

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