5 Cose che le agenzie di recupero crediti non vogliono che tu sappia

Difendersi dalle agenzie di recupero crediti è possibile: ecco cosa devi assolutamente sapere.

E' ormai noto che le agenzie di recupero crediti utilizzano mezzi spesso scorretti per adempiere al loro dovere. Risulta pertanto molto importante conoscere in maniera accurata i limiti che tali figure non possono oltrepassare nell'esercizio delle loro attribuzioni. In questo modo saprai come difenderti dalle agenzie di recupero crediti senza incappare in problemi legali. Di seguito ti elencherò alcuni specifici comportamenti illegittimi: riconoscerli e segnalarli alle autorità è la prima mossa per tutelarsi e non farsi cogliere impreparati.

Come difendersi dalle società di recupero crediti:

In primo luogo è bene essere informati sulle modalità relative ad uso della forza, violazione di domicilio ed eventuali intimidazioni: gli esattori  delle società di recupero crediti infatti non possono mai:

  1. Usare o minacciare l’uso della forza contro la persona debitrice, o un suo familiare o convivente.
  2. Non possono danneggiare o minacciare di danneggiare beni di proprietà della persona,
  3. Bloccare l'accesso alla casa; e non hanno ovviamente facoltà di entrare in casa altrui qualora la persona abbia negato il permesso di entrare.
  4. Gli esattori inoltre non possono contattare la persona con frequenza superiore al dovuto o in orari irragionevoli: è in questa direzione inaccettabile continuare a telefonare senza sosta o in orari irragionevoli alla persona come metodo per demoralizzare.
  5. Inoltre gli esattori delle agenzie di recupero crediti non possono rilasciare dichiarazioni in merito alle somme dovute dalla persona debitrice, né contattare il coniuge o il partner di quest'ultima (qualora non siano garanti o fideiussori del debito stesso).

Difendersi dalle agenzia di recupero crediti: ecco cosa non deve mai accadere

difendersi agenzie recupero creditiDa qualche anno a questa parte, l'attività di recupero crediti ha assunto in Italia modalità davvero poco gradevoli: troppo spesso società specializzate, operanti per conto di colossi aziendali utilizzano metodi poco ortodossi e, in ultima istanza, irregolari.

Al fine di mettere la parola fine a tali accadimenti e per permettere al cittadino di difendersi dalle società di recupero crediti il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che stabilisce i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

L'intervento del Garante è finalmente giunto dopo alcuni accertamenti avviati dall'Autorità a seguito di numerose segnalazioni e denunce sull'uso illecito dei dati personali nell'attività di recupero crediti. Come descritto sopra, dalla realtà delle cose emergeva la seguente prassi: mediante gli incaricati venivano messe in atto modalità di ricerca, presa di contatto, sollecitazione al pagamento delle somme dovute, particolarmente invasive.

Difendersi dalle società di recupero crediti e i principi e le prescrizioni definite dal Garante della Privacy

D'ora in avanti le società di recupero crediti saranno tenute a rispettare i principi di liceità, di correttezza nel trattamento, di pertinenza, di finalità dei dati e il dovere di informativa agli interessati.

Ecco cosa non sarà più lecito:

  1. non saranno più ammesse prassi invasive o lesive della dignità personale.
  2. Inoltre, da parte delle società di recupero crediti non sarà più lecito comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l'interessato (al fine di sollecitare il pagamento).
  3. Non sarà più possibile rendere visibile a persone estranee il contenuto di una comunicazione (come avviene molto spesso con l'utilizzo di cartoline postali o con l'invio di plichi recanti all'esterno la scritta "recupero crediti"): diviene ora necessario portare le sollecitazioni di pagamento ad esclusiva conoscenza del solo debitore, utilizzando plichi chiusi, assolutamente privi di scritte specifiche.
  4. Diventa definitivamente illecita l'attività di affissione di avvisi di mora sulla porta di casa da parte degli incaricati del recupero crediti, una modalità che rende possibile la diffusione dei dati personali dell'interessato nei confronti di una moltitudine indeterminata di soggetti.

In fine volevo ricordarti che il primo passo per difendersi dalle società di recupero crediti è la tua consapevolezza su i tuoi diritti di consumatore e cittadino. Se ti trovi di fronte a un esattore che infrange le regole, chiedigli di identificarsi con un documento d'identità e denuncialo. Ora la legge ti tutela.

 

Carelina Mendoza

 

57 Risposta

  1. Mauro

    Salve la banca dopo la chiusura della procedura fallimentare ha venduto la sofferenza ad una società di recupero crediti ma se la procedura è chiusa può farlo? Devo dare tutto in mano ad un legale?

    Mauro

    • Dott.ssa Mendoza Carelina

      Gentile Mauro, non ci è possibile rispondere con certezza alla Sua domanda, senza esaminare attentamente tutta la documentazione contrattuale della banca cedente, ma in linea generale, secondo il codice civile, non è previsto che il debitore debba fornire il suo consenso alla cessione del credito, è comunque indispensabile che il ceduto venga portato a conoscenza del trasferimento in modo da sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. La cessione avrà effetto solo quando il debitore l’avrà accettata o quando ne avrà ricevuto notifica. Per la legge, quindi, è indifferente che il debitore effettui il pagamento ad un soggetto piuttosto che ad un altro. Esistono comunque alcuni casi particolari in cui il credito non può essere ceduto, ma come introdotto non abbiamo la possibilità di rispondere con certezza senza un attendo esame documentale.

  2. buon giorno…ricevo lettera ar da uno studio legale…importo 1600 euro di debito….per capitale ed interessi calcolati ecc ecc…in parole povere è un debito del 2008 stato poi ceduto ad altre societa’ . contratto .con una finanziaria originariamente….ora mi si intima di pagare quanto sopra entro 10 giorni…mi scrive anche che la presente costituisce una formale richiesta di pagamento e messa in mora nonchè atto interruttivo della prescrizione in difetto e senza ulteriori avvisi si procede passati 10 giorni al recupero coattivo…con ulteriore aggravio di spese a mio carico….purtroppo è un momento per me difficile in quanto disoccupato e non piu giovane…qualè l iter di solito in questi casi?? ? premetto che non ho auto o immobili..quindi se non ho capito male l unica cosa potrebbero pignorare il mobilio?…grazie per la cortese sua risposta

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Marco, se il debito è stato contratto nel 2008, quando è stata ricevuta l’ultima precedente comunicazione legale di intimazione al saldo? La risposta Le sarà utile per valutare se il Suo debito sia eventualmente prescritto.
      Nel caso di debiti relativi a prestiti, carte di credito, mutui e finanziamenti in genere, il termine di prescrizione è di 10 anni. Quindi ipotizzo che l’ufficio legale Le abbia inviato la raccomandata AR ai limiti del periodo, in modo da interrompere i termini di prescrizione.
      In base a quanto scrive, la cosa migliore da fare è tentare di concordare un saldo e stralcio.
      Faccia tutto in forma scritta tramite raccomandate AR. Ciò la metterà in una migliore posizione davanti ad un eventuale citazione in giudizio per i seguienti motivi:

      • il tentativo di conciliazione dimostrerà il Suo intento di voler onorare il debito, benché in stato di precarietà (e questa è una cosa molto ben vista dai giudici);
      • nel tentativo di conciliazione dovrà dimostrare che il Suo stato economico non le permette di poter pagare in 10 giorni, quindi se può, produca copie dei suoi saldi bancari, stato di disoccupazione, spese di affitto, stato di famiglia e quant’altro possa essere utile;
      • il tentativo di conciliazione dimostrerà che non sta prendendo alla leggera la situazione;
      • offra un importo congruo al saldo e stralcio in funzione della cifra massima che riesce a reperire;
      • se può, versi una parte del debito in forma di acconto a dimostrazione del Suo intento di voler risolvere in tempi più brevi possibili.

      Conservi ogni lettera, documento, ricevuta, prova di consegna, in modo da agevolare una eventuale assistenza da parte di un legale.
      Naturalmente ci sono altre modalità di affrontare la Sua situazione, ma considerando l’importo relativamente basso, quanto sopra indicato è la modalità più semplice, veloce ed economica in termini di tempo e burocrazia.

  3. Dottoressa Carelina Mendoza nel 2005 ho acquistato una vettura del valore di 16.000.00 euro con un prestito di una finanziaria da pagare entro 5 anni per 2 anni ho pagato poi non ho avuto più la possibilità di pagare ,a gennaio de 2018 si è presentata una agenzia di recupero crediti(kruk) dicendo di avere acquistato il mio debito e quindi io dovevo restituir la somma dovuta a loro. Ci siamo messi daccordo per 80 euro per 2 anni e poi dopo si vedeva ,ho pagato per circa 6 mesi ma essendo disoccupato non riesco a coprire questa somma quindi mi telefono ogni giorno fin che ieri mi è arrivata una raccomandata con ricevuta che vogliono i 16.000.00 euro entro 10 giorni ,non so cosa fare .La ringrazio

    • Dott.ssa Carelina Mendoza Dott.ssa Carelina Mendoza

      Gentile utente, Lei aveva già messo in atto la cosa migliore da fare, ovvero accordarsi con l’agenzia, continui così. Risponda tramite raccomandata AR con cortesia e precisione ad ogni lettera che riceverà, rendendosi disponibile a trovare un accordo e documentando la Sua situazione reddituale e di disoccupato. E’ importante tenere documentata tutta la procedura ed ogni scambio/accordo, in modo da dimostrare la Sua intenzione di arrivare ad una soluzione soddisfacente. L’agenzia ha mandato una lettera di rito, che serve per poter poi agire in fase giudiziale, ovvero stanno preparando la strada per poter agire in tribunale al fine di ottenere un’ingiunzione di pagamento (o decreto ingiuntivo). Allo stesso modo, Lei dovrà prepararsi con adeguata documentazione in modo tale da dimostrare che non vi è stata possibilità da parte Sua di ottemperare al pagamento del debito. Infine si renda disponibile a trovare una soluzione alternativa, se esistente. L’agenzia di recupero crediti non cesserà di assillarla (è il loro lavoro!), pertanto dovrà essere paziente ed attendere gli sviluppi di una prassi ormai consolidata. L’ideale sarebbe arrivare ad un accordo tipo “saldo e stralcio” prima di arrivare in fase giudiziale, ma solitamente un’agenzia di recupero crediti non accetta meno del 50%. In definitiva, se l’agenzia agirà presso il tribunale, tutta la documentazione da Lei prodotta (a dimostrazione della Sua buona fede e della impossibilità di far fronte ai pagamenti) Le sarà di aiuto davanti al Giudice.

  4. Tempo fa ho avuto un prestito con due carte revolving: al mese per entrambe pagavo 120 euro ma, purtroppo per problemi economici da un anno non pago più (devo 4.500 euro). Mi hanno contattato innumerevoli agenzie di recupero debiti tra le quali l’ultima che mi ha proposto un piano di rientro cambializzato per non giungere al pignoramento dello stipendio. Sullo stipendio di 1200 euro ho già una cessione più una delega, pago 155 euro mensili per un’altra carta, ho una pensione ai superstiti (sono vedova con due figli maggiorenni) di 540 euro e non posseggo alcuna proprietà se non un’auto del 2001. Praticamente mi rimangono ogni mese 615 euro con i quali devo pagarci bollette, tasse varie e farci la spesa. Cosa può accadermi?. Sono davvero spaventata ed ogni volta che vengo contattato da queste agenzie non dormo la notte. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Sabrina, comprendo bene la situazione e quanto stress possa portare, e benché non sia possibile cancellare completamente i debiti, sia per gli effetti legali di un contratto sia per la correttezza personale di onorare i propri impegni, l’unica cosa che non deve fare è essere spaventata. Nella situazione descritta, la finanziaria che vanta il credito per la carta revolving, non può fare altro che mettersi in coda agli altri finanziamenti. La procedura probabilmente passerà tramite il giudice con eventuali ingiunzioni di pagamento, ma a parte lo stress, non sono cose complicate. L’importante è che Lei si renda sempre disponibile e che risponda (tramite scritto tracciabile) che la situazione attuale Le impedisce al momento di far fronte a tale debito, e che comunque si impegna a trovare tutte le soluzioni possibili. Tenga da conto tutte le comunicazioni in modo da dimostrare che da parte Sua ha tentato comunque di risolvere la problematica, ma che la situazione effettiva e contingente non Le ha permesso di saldare tale debito.

  5. salve ho un problema con un recupero crediti francese. allora ho lavorato in francia per qualche anno dunque ho chiesto un prestito ad una banca poi sono dovuto tornare in italia per problemi famigliari,prima di partire gli ho detto che intendevo pagare il debito e gli ho chiesto un fido di 1000 € se mi dovevo trovare in difficolta per pagare il prestito “perche anche se volevo ritirare soldi non potevo ” fin qui tutto bene per un sei mesi ho continuato a pagare mi sono trovato in difficolta un mese .comunque morale della favola mi hanno bloccato il fido ed io non ho piu pagato il debito dopo quanche anno mi è arrivato tramite una societa recupero crediti di pagare dei soldi. domanda cosa possono farmi ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo, in base a quanto esposto, il fatto che il creditore sia residente in Francia non cambia gran che rispetto ad una situazione similare tra controparti italiane. Infatti per il creditore è sufficiente utilizzare un domiciliatario italiano per portare avanti una ingiunzione di pagamento tramite istanza al tribunale. Comunque credo sia più probabile che il credito venga ceduto ad una società di recupero italiana, in modo da velocizzare le procedure. Il risultato cambia di poco.

  6. Massimiliano

    grazie mille alessandro, non è che non voglia pagare e che al momento non posso ,vorrei sapere se almeno posso pendere del tempo e se poi venga dilazionata in rate .grazie anticipatamente

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Massimiliano, purtroppo non mi è possibile rispondere, perché sono molteplici le variabili di una situazione come quella da Lei indicata. Credo che “prendere tempo” non sia per Lei possibile, in quanto le tempistiche dipendono dalla Agenzia di recupero crediti. In altre parole le tempistiche dipendono da quanto tempo l’agenzia impiegherà per attivare la richiesta di ingiunzione. Per quanto riguarda il pagamento a rate, solitamente, il giudice impone il pignoramento del quinto dello stipendio, il che è già una rateazione. Cordiali saluti.

  7. volevo sapere se è giusto che una società affiancatrice di una banca possa telefonare ai propri genitori che non vivono con me cioè sono residenti in unaltra abitazione e inventare che lo scrivente abbia gravi problemi finanziari quando il sottoscritto non ha versato due rate di un prestito per ben 217 euro in totale e i propri genitori sono in uno stato di salute precario , con tre infarti e alla minima preoccupazione si agitano e addirittura vengo bersagliato di telefonate durante il servizio lavorativo quando non posso rispondere al telefono in quanto effettuo una mansione pubblica a contatto con la gente . Addirittura ( telefonata registrata) una signora si è permessa di chiedere la somma ai miei genitori quando alla fine del mese potranno addebitarmi tutte le somme che vogliono con l’accredito dello stipendio. Parlando con i funzionari della mia Agenzia bancaria ho potuto evincere che loro non sono stati a telefonare ai miei genitori . A me sembra che questo nuovo tipo di contatto effettuato da un operatore del recupero Crediti probabilmente di una società terza ingaggiata dalla mia banca allo scopo di rcuperare le somme non saldate, certo però che un attività cosi fatta è certamente al di fuori delle righe, anche se non potrò mai provare che l’agente ha parlato con mia made ho la telefonata registrata dove mi si chiede o mi si consiglia di chiedere i soldi ai miei genitori perchè queste persone non possono aspettare l’accredito dello stipendio? Premetto sono un dipendente e lavoro da 35 anni quindi in caso di morte o improvviso licenziamento prendo dei bei soldini e poi addirittura la mia banca è la tesoriera della “diciamo ditta” dove lavoro . A me questo sembra incredibile

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      L’agenzia può contattare altri, solo se sono garanti del prestito. In tutti gli altri casi devono rivolgere le loro richieste direttamente all’interessato. Se i Suoi genitori non sono garanti, Lei potrebbe fin d’ora intimare l’agenzia di recupero di cessare ogni comunicazione verso di loro in quanto hanno già commesso un illecito, in quanto hanno divulgato dei dati personali a terzi. Secondo la legge, sono dati personali tutte le informazioni relative a una persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale. Il Gdpr non ha apportato modifiche sostanziali a questa definizione, in quanto anche per il nuovo regolamento europeo per dato personale deve intendersi «qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale».
      Tipologia di illecito, eventuali danni riscontrabili e sanzioni, sono elementi che richiederebbero una trattazione a parte e comunque sono al di fuori della nostra attività associativa e della nostra competenza. Un avvocato di fiducia potrà consigliarLa meglio, ma tenga presente che una lettera di diffida ben strutturata, sarà sufficiente a far sì che i Suoi genitori non siano più disturbati. Personalmente eviterei in ogni modo di intraprendere altri tipi di percorsi, che non porterebbero ad altro che a lunghissimi tempi e ad inutili spese legali.

  8. Buona sera.
    Ci sarà pure un termine ragionevole, logico, oltre al quale questi soggetti delle agenzie private riscossioni, si placano? Nel senso che per la riscossione di 30 euro, dopo varie sollecitazioni telefoniche, se non viene adempito dal debitore il pagamento, qual’è il limite della loro resa?
    Poi voglio dire una cosa, come si permettono di mandare messaggini al sabato e alla domenica, non gli basta neanche il fatto che si rivolgono con una cafonaggine inaudita a soggetti i quali ignorano l’identità. In sostanza se non riescono a riscuotere, appunto qual è il limite, esisterà pure un termine logico. Non mi dite che si prolunga per anni perché oltreché essere assurdo è insensato.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile lettore, purtroppo le agenzie di recupero crediti fanno lo stesso ragionamento in senso inverso, ovvero si chiedo quale sia il termine ragionevole in cui il debitore si arrende e paga. La questione è chiaramente puramente economica, per cui fino a quando non viene lesa una norma, proveranno a recuperare il massimo possibile! Purtroppo siamo in periodo storico/sociale/politico in cui la “cafonaggine” è diventata tanto diffusa da essere socialmente “normale”. Mi sono permesso di esternare questa mia personale riflessione in quanto talI atteggiamenti colpiscono anche noi come associazione, da entrambe i fronti. Se poi mescoliamo la “mancanza di tatto” con il denaro, ecco che le persone rischiano di dare il loro “meglio”! Infine per tornare alla Sua domanda, purtroppo, il compito di un’agenzia di recupero crediti è quello di NON far cadere in prescrizione il credito, con la conseguenza che i solleciti (oltre che psicologici) saranno ANCHE di tipo formale tramite raccomandate AR, atte proprio a mantenere valido il credito nel corso degli anni. L’Agenzia si arrenderà solo se NON sussistono appigli legali per intentare una causa di pignoramento, ma prima proverà ogni altro metodo possibile per raggiungere il suo obiettivo.

  9. Buongiorno. Nel 2016 ho stipulato un contratto con la Linkem. Purtroppo dopo qualche mese ho avuto problemi di linea, e dopo la sostituzione dell’antenna tutto è peggiorato. Segnale inesistente pur dovendo pagare mensilmente le bollette.
    Chiusura con riporta del modem ma mi viene chiesta 100 per chiusura anticipata. Il centro Linkem mi consiglia di non pagare.
    Recupero crediti mi ha mandato due lettere con sollecito in data 10/2018 e 02/2019.
    Adesso addirittura con raccomandata RR. Come devo comportarmi e difendermi ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Premetto che come associazione siamo più formati in ambito finanziario e quello delle telecomunicazioni non è proprio il “nostro forte”.
      In linea generale posso dire che per chiudere un contratto, solitamente (vedi il contratto), è necessaria una comunicazione legalmente tracciabile, come la raccomandata AR, una PEC o un FAX, in cui è necessario presentare reclamo e specificare il motivo della prematura disdetta, che nel Suo caso sembra idonea al recesso, vista l’interruzione del servizio a seguito di multipli malfunzionamenti.
      Tutto ciò, debitamente documentato, dovrà essere inviato all’agenzia di recupero crediti (sempre tramite mezzo tracciabile), così che vengano messi al corrente della situazione.
      Poi sarà l’agenzia di recupero crediti a decidere come proseguire, ma se la documentazione relativa ai malfunzionamenti e la raccomandata di reclamo/disdetta sono inequivocabili, non ci saranno spazi per una loro azione legale.

  10. salve ,circa 13 anni fa mia moglie ha chiesto un prestito alla compass ed sono stati pagati tutti i bollettini per quanto era IL DEBITO.A DISTANZA DI QUESTI 13 ANNI MI MANDA UNA LETTERA UNA SOCIETA RECUPERO CREDITI DICENDO CHE DOVEVO PAGARE LE SPESE BUROCRATICHE CIOE 240,00 EURO,LI PER LI LI HO LASCIATI PERDERE.,DOPO QUASI UN ALTR’ANNO MI ARRIVA UNA SECONDA LETTERA PERO DA UN AVVOCATO CHE VUOLE RISOLVERE LA COSA BONARIAMENTE.LO CHIAMO MA LA SEGRETARIA MI RISPONDE CHE SARO’ RICONTATTATO. COME MI COMPORTO??

    • Alessandro Lega

      Se sono stati pagati tutti i bollettini e sono veramente passati 13 anni dopo il pagamento dell’ultimo bollettino, eviti di pagare, perché dopo 10 anni dalla scadenza, se non ci sono state comunicazioni scritte, il debito va in prescrizione.
      Non tenga conto delle telefonate che riceve. Tenga in considerazione solo le comunicazioni scritte.
      Nel frattempo, potrebbe preparare tutta la documentazione cartacea che riesce a rintracciare per eventualmente contestare una ipotetica, ma poco probabile, azione giudiziaria o un decreto ingiuntivo, a cui Lei dovrà fare opposizione presentando tutti i pagamenti effettuati e dichiarando di non aver ricevuto alcuna comunicazione o sollecito di debiti in sospeso.

  11. Salve, nel 2016 ho stipulato un contratto presso l’assicurazione ConTe ho accettato di installare una scatola nera satellitare dato che avrei risparmiato l’assicurazione nel 2017 dopo un anno ho cambiato compagnia assicurativa. Ieri dopo 2 anni mi è arrivato un messaggio da parte dello studio legale di giosa (messaggio inviato EFACTOR)che mi intimava di contattarli urgentemente per amministrative urgenti relative al mio dispositivo satellitare con pratica annessa, ho telefonato e mi è stato detto che nel contratto che avevo firmato ho preso atto di usare la scatola nera in comodato d’uso e alla fine del contratto avrei dovuto restituire, se non avessi restituito il satellitare entro 10 giorni avrei dovuto pagare una penale di 200 €. Io ho chiesto di inviare una raccomandata perché per telefono mi sembra una procedura strana il signore ha detto che se inviava la raccomandata avrebbe messo le spese dell’avvocato ha aggiunto che avrebbe inviato una e-mail con l’iban dove versare l’importo che secondo loro dovrei versare. Io sinceramente sono stupito per vari motivi il primo è che la compagnia assicurativa (on Line) non è stata trasparente dicendomi che avrei dovuto riconsegnare il satellitare e se non l’avessi fatto avrei dovuto pagare una penale riguardo il satellitare, è possibile che in 2 anni non mi abbiano mai inviato una raccomandata per sollecitare di riconsegnare l’oggetto in discussione o chiedere la penale trovando un accordo ma semplicemente dare in mano tutto a uno studio legale per recuperare il credito è una cosa normale un azione del genere? lo studio legale non mi convince, neanche loro mi hanno mandato nessuna raccomandata ma semplicemente un messaggio e addirittura mi chiedono di pagarli tramite una email fornendomi un iban che io sinceramente non so chi siano potrebbero essere chiunque io non ho certezze. Non so se siete specializzati in questo campo, spero possiate aiutarmi con una risposta vi ringrazio in anticipo per l’attenzione.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      ADICONFI non è preparata in questo tipo di assistenza. Oltre tutto la domanda che mi pone è particolarmente soggetta ad un attento esame contrattuale. Provo a rispondere in base a quanto riferito. Prendiamo per valido che nel contratto sia indicato che il kit deve essere sostituito. Posso confermare personalmente che è normale procedura di tutte le assicurazioni questa modalità operativa. In primo luogo perché l’assicurazione non ha i mezzi per gestire tale opzione tecnica e quindi si interfaccia con una azienda terza che svolge questo servizio e che fornisce (in comodato d’uso) i dispositivi. Ne consegue che tali dispositivi non sono di proprietà dell’assicurazione, la quale quindi non si cura di ciò che avviene al termine del contratto assicurativo. Ma l’obbligo di restituzione è indicato contrattualmente e quindi il contraente (cioè Lei) ha l’obbligo di restituirlo o di pagarlo se non restituito o danneggiato. Chi l’ha contattata è stato incaricato appunto dalla compagnia che offre il servizio satellitare, pertanto avrà centinaia di pratiche come la Sua da gestire. La cosa migliore è chiedere se è ancora possibile effettuare la restituzione presso un centro autorizzato, (che rilascerà una ricevuta). Nel contratto assicurativo o negli allegati dovrebbe essere indicato dove fare la restituzione, oppure può chiedere nel centro autorizzato che fece l’istallazione all’epoca dell’attivazione. Se non fosse più possibile la restituzione (verificare le clausole contrattuali in merito ai tempi di restituzione), allora non Le resta che pagare. Prima di pagare faccia comunque riferimento a quanto indicato nel contratto in merito alle penali di mancata restituzione oppure provi a contattare direttamente l’azienda fornitrice del servizio satellitare per avere informazioni “di prima mano” in merito all’IBAN ed alla chiusura della pratica. Se non vuole perdere tutto questo tempo, allora non Le rimane che effettuare il pagamento e tenere copia del bonifico e delle email ricevute (stampando tutto), in caso di futuri disguidi. Cordiali saluti.

  12. salve,ho aquistato in anno 2009.una ventura ,ho pagato un anno,soldi rimasti da pagare 7.744,ho statto messo in casa di integrazione straordinaria,quindi non ho potuto pagare le rate,ho devutto aspetare 8 mesi,per uscire l’aprovazione dell governo,e inps non hanno volutto pagare la casa di integrazione per motivo di non sono trovato a indrizio prima di fallimento,della azienda,quindi ho perso affito,e sono stato fino adesso,a mie amici ,non ho mai avutto fino adesso conttrato di lavoro indeterminano,lavoravo 3 mesi,poi aspetavo la chemata,anno scorsso,ho trovatto una azienda,dove lavoro con conttrato indeterminato,ho trovato una lettera da parte di un alltra banca,come loro sono diventati mio creditore ,quindi li devo restituire summa di 10.100.euro,ho chemato callcenter da banca,operatorul ha fatto alzare la voce,mi hanno datto u nr di avvocato che si ocupa cona mia prattica,sollo che non mi fa rispondere,ho chematto di nuovo,mi hanno detto che devo insistere,e niente ancora,io voglio di pagare le ratte,come devo procedere?grazie mille

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo lettore, ADICONFI non ha esperienza nel settore dei finanziamenti al consumo, perché si è specializzata nelle problematiche relative alla cessione del quinto, ma posso suggerire che la cosa migliore da fare è quella di contattare la finanziaria sempre tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, così che rimanga traccia delle comunicazioni. Visto che Lei desidera pagare, può essere di aiuto scrivere alla finanziaria, evidenziando questa Sua disponibilità e in modo da concordare una linea di pagamento senza penali elevate. Non sarà facile, perché il contratto di finanziamento è decaduto a seguito del mancato pagamento delle rate previste, quindi tutto deve essere ricalcolato. Se questo tentativo di nuovo accordo non dovesse andare a buon fine, Lei dovrà attendere l’ingiunzione di pagamento da parte di un tribunale competente, ma a quel punto, almeno Lei potrà dimostrare di aver fatto il possibile per trovare un accordo, e tramite le copie delle raccomandate Lei potrà dimostrare che si è preoccupato di trovare il modo di pagare il Suo debito. Questo sarà sicuramente visto positivamente da parte del Giudice, che potrebbe rateizzare il debito ed eventualmente mitigare le penali.

  13. Salve
    ho ricevuto la decadenza del beneficio del termine da una finanziaria per una carta revolving in quanto per problemi economici ho saltato diversi pagamenti delle rate.
    Il debito residuo è di 2300 euro e sono stato contattato da un recupero crediti che mi propone un rientro con cambiali per 36 mesi. Ho spiegato che non voglio accettare le cambiali perché sono in grado di restituire il debito pagando un acconto di 300 euro subito più 4 rate da 500 euro da pagare entro giugno 2020 a cadenza trimestrale.
    Loro mi dicono che non è fattibile e che mi conviene accettare le cambiali.
    Cosa è meglio fare in questo caso?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Alessio, Lei in questo momento si trova nel libero mercato della contrattazione. Il Suo debito è diventato di proprietà di un nuovo soggetto giuridico che, a seguito della decadenza del beneficio del termine, ha il diritto di chiederLe l’intero importo in un unica soluzione ed immediatamente. Ma cosa succede se Lei non dispone di liquidità bancaria o di beni pignorabili? Non pagando, il nuovo creditore sarà costretto a procedere tramite ingiunzione del tribunale, in modo che il Giudice possa determinare il pignoramento dello stipendio secondo i parametri di legge (max un quinto dello stipendio), ma è una procedura lunga, che mal volentieri viene affrontata per un tale importo. Quindi cerchi di mediare una forma di pagamento che dia maggiori sicurezze al nuovo creditore, possibilmente a cadenza mensile, tramite bonifici o bollettini postali. Cerchi di capire quale possa essere il percorso più sopportabile dal creditore e dia conferma scritta, facendo la Sua proposta tramite raccomandata A.R. ed in modo da avere un documento che dimostri la Sua precisa volontà di ottemperare al Suo impegno. Se il nuovo creditore non dovesse accettare la proposta e procedesse in Tribunale, almeno Lei avrà un documento con il quale potrà dimostrare la Sua buona fede e la Sua buona volontà.

  14. Salve oggi ho ricevuto una visirlta da un esattore recupero crediti …mi ha chiesto di poter patteggiare su un credito ricevuto da compass di 3000 € che non ho finito di pagare x problemi di lavoro …ora chiedo,possono dopo 17 anni ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Tale debito potrebbe essere prescritto se sono passati 10 anni senza nessuna comunicazione. La prescrizione non è un evento automatico, ma viene determinata tramite la pronuncia di un giudice che valuta l’esistenza di eventuali comunicazioni i quali possano aver tenuto in corso di validità il debito. Ad esempio, se 9 anni fa Lei avesse ricevuto una Raccomandata con cui Le si sollecitava il pagamento, l’importo non potrà essere prescritto. Fatte le opportune verifiche potrà scegliere la procedura più adatta alla Sua situazione. In caso andasse a patteggiare, consideri quanto può costare una pratica di ingiunzione di pagamento tramite Tribunale (il concetto vale per entrambe le parti) in modo da individuare un importo che possa soddisfare sia Lei che l’agenzia di recupero.

  15. mi sono accordato con una ultima rata da euro 2000 e ne mancavano neanche 200. mi dicono per mail che tutto è ok. faccio il bollettino e dopo mesi, cioe oggi, mi arriva una lettera che hanno venduto il debito di euro 200 , diventati euro 256 ad un altro. spedito 16 giorni fa e io avevo 15 giorni per pagare. avrei pure pagato e che quest0incubo fosse finito. ognuno poi avrebbe aspettato la Fine dello Scontrino Finale. ma possono fare così ? io ho la ricevuta e il loro messaggio dove diceva che 2000 euro e tutto era sistemato.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo utente, la vendita di un credito è sempre possibile in quanto è un accorto commerciale tra privati. Quello che non è possibile fare è aumentare tale importo nei confronti del debitore. Se lei ha nelle mani dei documenti (solitamente il giudice tiene conto anche delle email) che provano il suo stato debitorio prima del passaggio commerciale, Lei potrà contestare il maggior importo. Pertanto è opportuno che Lei invii una raccomandata AR al nuovo creditore allegando le varie fotocopie ed indicando quanto è disposto a pagare per chiudere la pendenza. Se il nuovo creditore si impunta e non ammette nessuna trattativa, Lei potrà attendere con tranquillità l’ingiunzione del tribunale che potrà contestare presentando tutta la documentazione con la quale dimostrerà che Lei per primo ha tentato di conciliare documentando il Suo stato debitorio e tutta la Sua buona intenzione di saldare.

  16. Salve, il mio ex marito sta pagando regolarmente un ag. Recupero crediti ora vuole saldare quello che gli manca per chiudere la pratica. È già una settimana che ha fatto domanda ma loro continuano a dire che hanno spedito i documenti in sede e devono aspettare una risposta. Io devo chiedere un mutuo con una certa urgenza e fino a quando non ci rilasciano la liberatoria non posso fare niente. Rischio di perdere caparra dal casa che devo acquistare. È normale che per chiudere un debito facciano tutte queste storie? Co.e posso fare per accelerare i tempi? Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima, una settimana è un periodo piuttosto breve per ottenere una risposta che solitamente impiega circa 30 giorni. Per accelerare la pratica cerchi di ottenere il numero di telefono di qualche responsabile, ed in maniera molto gentile e carina provi a convincerlo dell’urgenza. Tenga conto che alcuni di questi uffici ricevono centinaia di telefonate al giorno ed a volte insistere troppo potrebbe essere controproducente. Inoltre in alcuni di questi uffici, le pratiche sono così tante che gli impiegati sono già oberati dal lavoro di routine, ed una pratica fuori dal normale (quale una chiusura anticipata) richiede tempo ed attenzione difficili da trovare nella giornata lavorativa. Per fare un esempio un po’ strano, chiedere di accelerare una pratica di questo tipo sarebbe come chiedere al capotreno di far arrivare il regionale prima del freccia rossa. Ad ogni modo (con il dovuto garbo) tentar non nuoce, ma allo stesso tempo cerchi di ottenere una proroga sul fronte del rogito spiegando che la situazione non dipende da Lei.

  17. Salve ho acquistato un auto e o preso un finanziamento e lo iniziato a pagare ma ultimamente sto pagando ma di ritardo però quello che mi è accaduto oggi o scordato il telefono a casa e a risposto mio cognato e gli e stato riferito di farli contattare al numero da dove stavano chiamando oppure procedevano in via legali. Lo possono fare? li posso denunciare e avere un risarcimento dei danni ?
    Le loro esplicite parole sono state verso mio cognato al mio numero di telefono di riferire di farmi vivo e seno procedevano in via legali io come posso procedere giusto che io registro sempre le chiamate

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Domenico, la situazione è piuttosto delicata dal punto di vista della privacy. Secondo le mie scarse conoscenze in materia, non mi sembra il caso di fare una denuncia per una infrazione che non è da addebitarsi alla finanziaria, dato che Suo cognato non avrebbe dovuto rispondere al Suo telefono, proprio per non invadere tale privacy. A tutti può capitare di dimenticare il telefono in giro, e solitamente se qualche familiare risponde è motivato da delega o conoscenza dei fatti, cosa che la finanziaria ha sfruttato per effettuare una richiesta di contatto, benché eccessiva nei termini, ma pur sempre una richiesta. Se proprio Lei decidesse di intraprendere le vie legali, si faccia prima spiegare e dettagliare quelli che sono i costi ed i tempi di una procedura di tale portata da un avvocato esperto in materia e di fiducia (veramente di fiducia).

      • Salve oggi mi anno dinuovo contattato e mi anno minnsciato o anche una registrazione dove loro ne si sono presentati e ne niente mi anno chiesto se o pagato la rata e io o risposto di no che la potevo pagare venerdì mi a detto domani apri la porta che deve venire l’ufficiale giudiziario e ora posso farlo

  18. Gentilissimi, ho bisogno di un consiglio urgente. Nel 2008 avevo ottenuto un finanziamento che ho pagato in parte. Ho smesso di pagare perché dopo l’affitto mi rimanevano solo soldi per bollette e spesa. Dopo anni di pene ho trovato un buon lavoro e da lì a poco una finanziaria che aveva a mia insaputa acquistato il credito, ha ottenuto un decreto ingiuntivo. Non conoscendo i rischi ho lasciato trascorrere i 40 giorni di tempo per la contestazione, ma da li a poco ho concordato un piano di rientro. Ho dovuto saltare tre rate perché per sovrapposizione di rate di ogni sorta (tutti perfino lo stato si sono presentati da quando ho preso il nuovo lavoro). Ho spiegato per iscritto diverse volte che si tratta di attendere il primo febbraio perché io mi metta in regola, invece mi hanno minacciato di attivare il decreto ingiuntivo se non pago almeno 600 euro entro il 31 gennaio, quindi non attendono 24 h! Io sono spaventata e ho timore che ci siano ripercussioni anche sul mio lavoro qualora arrivino pignoramenti. È veramente possibile che per 24 h abbiano diritto di attivare il decreto ingiuntivo? Quali saranno le conseguenze? Il mio stipendio è medio, ma il mio conto è in rosso, per una situazione di sovrindebitamento che non mi permette più un momento di serenità. Grazie di un vostro parere riguardo la concreta possibilità di attivazione di decreto ingiuntivo e decadenza dell’accordo solo per una differenza di 24h fra la data che chiedono loro e quella in cui posso pagare io. Cordiali saluti

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo, anche solo per 24 ore, possono procedere con l’attivazione di un decreto ingiuntivo. Ma ciò non determina automaticamente ripercussioni. Tale procedura per la Finanziaria è sicuramente legittima, ma è fondamentale che Lei produca documentazione scritta in modo che possa dimostrare la Sua precisa volontà di far fronte ai pagamenti. Per documentazione scritta si intende Raccomandate AR, FAX, o messaggi PEC. Tale documentazione servirà a dimostrare, durante il procedimento giudiziale, che la finanziaria non ha avuto pazienza ed è ricorsa al Tribunale in modo frettoloso, con aggravio di spese che non ci sarebbero state se avesse atteso solo qualche giorno. Con tale documentazione si auspica che il Tribunale non ponga a suo carico le ulteriori spese di giudizio relative al Decreto ingiuntivo o quanto meno possa ripartirle tra le parti. Inoltre, inviando un FAX seguito da una Raccomandata AR, Lei potrà richiedere un IBAN su cui inviare un piccolo acconto a dimostrazione del Suo interessamento e buona volontà di far fronte al debito. Forse questo potrà convincere la Finanziaria dal procedere in Giudizio.

  19. Salve,
    volevo sapere se un’agenzia di recupero crediti potrebbe pignorare l’usufrutto della mia prima ed unica casa.
    Grazie.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Non è stato indicato se il debitore è il proprietario della casa o l’usufruttuario, ad ogni modo, la nuda proprietà è pignorabile. Ma l’usufruttuario non ne può ricevere pregiudizio se la trascrizione dell’usufrutto è precedente al pignoramento.

  20. Salve vorrei un informazione nel 2009 il ho fatto un prestito personale con Findomestic ma non sono riuscita a pagarlo ho provato i primi tempi a farmi abbassare la la rata ma loro non ne hanno voluto sapere ora questo debito sta in mano ad un recuper credito cosa possono farmi?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Le manderanno varie lettere raccomandate per iniziare. In questa fase c’è la possibilità di contrattare la rata e la durata. Se non si trova un accordo allora l’agenzia di recupero crediti si rivolgerà al Tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo per pignorare lo stipendio e/o eventuali beni da mettere all’asta. Se non ci sono beni pignorabili e nemmeno lo stipendio, il tutto viene messo in attesa di un reddito.

  21. Buongiorno, avrei bisogno di una informazione.
    nel 2016 ricevo email , con segnalazione del pagamento avvenuto con bonifico dalla concessionaria dove ho acquistato l’auto per una fattura del totale di 227,01 euro
    In questi giorni ho ricevuto altra email dove mi segnalano che no ho pagato una fattura risalente al 2015 e che la email ricevuta precedentemente riportava un errore di trascrizione.
    Sono stato loro cliente per l’acquisto dell’auto e per tagliando, e non ricordo se in questa situazione o provveduto al pagamento in contanti.
    Dalle verifiche effettuate non mi risulta ne spese per carta di credito o altro per la cifra di 227,01 euro da loro chiesta.
    Quindi mi ritrovo senza una ricevuta e con il dubbio di aver già pagato.
    Ho ricevuto ultimatum che se non paga entro 8 giorni si avvalgono del legale per il recupero del credito.
    Mi chiedo a cosa vado in contro se non pago e se non sia già in prescrizione la fattura.
    Grazie per la risposta

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      ADICONFI non è specializzata in questo tipo di problematiche di conseguenza possiamo solo confermare che i crediti commerciali hanno una prescrizione di 54 anni. Con la lettera di contestazione e richiesta di pagamento la prescrizione è stata interrotta e conseguentemente il creditore ha tutte le possibilità di richiedere il pagamento, anche attraverso procedure giudiziale tramite cui otterrà sicuramente una ingiunzione di pagamento e che sarà aumentata di ulteriori e cospicue spese legali. Altresì, è vero che l’azienda è stata poco professionale e poco diligente nel verificare un conto cliente dopo quasi 5 anni, per cui Lei potrebbe usare questa mancanza di professionalità per tentare di ottenere un accordo a metà strada o giù di lì.

  22. Buongiorno ecco la mia situazione.Ho una 2a casa e il residuo del mutuo incagliato e’ stato assorbito da un fondo che ha dato mandato alla CERVED per il recupero. L’accordo transattivo prevedeva per il debito di 53.000,00 € un acconto di €8.000,00 oltre tate mensili di € 800,00 e una maxi rata con prossima scadenza a fine Maggio 2020 di € 27.000,00 .Sono in regola con i pagamenti ma per la scadenza della maxi rata ho dei seri problemi.Avvertita la CERVED con qualche mese di anticipo mi hanno detto che potrebbero proporre al mandante un prolungamento della rateizzazione massimo entro I 12 mesi successivi a Maggio 2020 con rata di circa 2.000,00 € mensile pena la messa all’asta dell’immobile. La mia situazione e’ di donna di 64 anni senza lavoro ne pensione,separata senza nessun mantenimento con 2 figli in casa di cui solo uno lavora in proprio con un reddito basso. Gli sforzi fatti per tener fede agli accordi presi sono stati enormi e con aiuti da parte di mio figlio.Quello che chiedo e’ di capire se ci sono i margini di trattativa oltre cio’ che dicono loro e se valutando la cifra di 27.000,00 € si rischia veramente che sia messa all’asta in tempi ridotti. Alcuni “consulenti” dicono che i costi per mettere una casa all’asta sono alti e che tenteranno comunque un accordo, anche se all’inizio non danno a vedere nulla esortandoti solo a pagare come dicono loro incutendoti la paura dell’asta.A chi credere. Lei che ne pensa. E’ meglio aspettare una loro mossa o farsi vedere propositivo.Una cosa e’ certa che 2.000,00 € al mese sono impensabili. Potrei solo continuare con gli 800,00 mensili , proposta a voce gia’ bocciata.Grazie e attendo un suo parere.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      La situazione è critica, per cui è fondamentale procedere con proposte scritte tramite spedizione tracciabile. La loro mossa sarà sicuramente verso l’escussione forzata e quindi l’asta, che dovrete cercare di evitare. Il proposito dei consulenti è giusto, ma nel caso non riusciate a trovare l’accordo sarebbe da prendere in considerazione l’idea di vendere una delle abitazioni. Per quanto basso potrà essere il prezzo di una vendita, sarà comunque più conveniente di una vendita all’asta.

  23. Buongiorno, nell’aprile del 2009 ho sottoscritto un mutuo di € 130.000,00 per l’acquisto della prima casa con l’allora Banca Popolare di Intra diventata poi Veneto Banca. Ho pagato regolarmente per i primi 3/4 anni poi, avendo perso il lavoro non riuscivo più ad essere regolare andando così in sofferenza, e sospendendo poi i pagamenti. Dal giugno 2017 la Veneto Banca è stata messa in liquidazione, e il mio debito con loro è stato acquisito da una società di recupero crediti. Io ora ho contattato di mia iniziativa questa società per un saldo e stralcio per poter togliere l’ipoteca ancora iscritta sul mio immobile , tenga presente che l’unica comunicazione della cessione del debito a questa società l’ebbi ricevuta nel settembre 2018. tramite lettera normale (non ricordo altre comunicazioni in merito). Ho proposto loro un importo inferiore al mio debito considerando il fatto che di solito i debiti vengono acquisiti ad una percentuale molto inferiore del loro valore, ma loro non mi hanno nemmeno risposto, ma solo dopo il mio sollecito mi hanno rifiutato l’offerta, senza indicarmi che cifra poteva andare loro bene. io per altro gli avevo offerto il pagamento fra qualche mese, in forza del fatto di avere a disposizione l’intera somma. Ora io ho urgenza di chiudere questa posizione, ma mi vedo nelle loro mani. Un mio conoscente mi ha confermato, avendo lui lavorato per questa tipologia di società che la banca creditrice “vende” il mio debito ad un importo molto basso ( mi parlava di un 5% al massimo del valore del debito in quando , la banca Mutuatria va a compilare i bilanci per il fallimento deducendo il 5% pagato e la perdita del 50% del debito mio) quindi deduco che la mia offerta non sia stata accettata non tanto per l’importo, ma per la tempistica di saldo, ma sono tutte mie supposizioni. Ora come ho predetto, mi trovo nell’urgenza di chiudere questa posizione, ma non so come agire. E’ il caso che mi rivolga ad un legale? Cosa potrei fare per rendere la mia proposta accettabile (ovviamente non aumentare l’importo perchè non mi è possibile, ho dimostrato loro che attualmente sono disoccupata).
    Grazie per la risposta.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo la descrizione sommaria della situazione non permette di poter dare alcun tipo di consiglio. La cosa certa è che lei ha ancora un contratto di mutuo attivo ed in forza di tale contratto, ha diritto a riprendere il pagamento delle rate, a meno che tale mutuo non sia stato già convertito in pignoramento in forza dell’ipoteca. Un avvocato potrà sicuramente aiutarLa, ma i costi potrebbero essere molto alti, per cui potrebbe prima provare a rivolgere alla banca una richiesta di riattivazione delle rate del mutuo e nel caso di esito negativo, potrà rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario, con procedura tutta on-line e costi estremamente bassi (circa 20 euro).

  24. Salve avevo un debito con una banca che poi è stata comprata da un altra banca. Sono passati più di 10 anni e nel frattempo ho chiuso la mia partita iva e riaperta dopo 11 anni. Ora mi chiama una agenzia di recupero crediti volendo indietro la somma… ricordo che sono passati 10 anni e che non ho ricevuto nessuna raccomandata. Mi chiedo possono avvalersi nella nuova partita iva per pignoramenti o altro…mi hanno detto che mi segnalano come azienda sofferente alla banca d’Italia

    • quickrescue

      Gentilissimo Roberto, la nostra associazione non è specializzata in tali problematiche legali, per cui sarebbe opportuno rivolgere questa domanda ad un legale di fiducia. In linea di massima, per quelle che sono le nostre scarse conoscenze in materia, posso dire che purtroppo, se il debito è stato contratto da una ditta individuale (in pratica con riferimento al codice fiscale personale) e se non è stata fatta richiesta la prescrizione del debito, la nuova banca può ancora richiedere il pagamento. La prescrizione di un debito non è una cosa automatica, il debitore infatti deve, se necessario, far valere il diritto di prescrizione davanti agli organi competenti, dimostrando che i tempi necessari per la prescrizione sono realmente decorsi. A tal fine Lei può contestare la richiesta di pagamento tramite un azione in autotutela anche ora, dichiarando che non ha ricevuto alcuna comunicazione di interruzione della prescrizione nel corso degli ultimi 10 anni e che l’ultimo avviso di pagamento è stato ricevuto alla data del __________ (possibilmente allegando il documento). Poi sarà la controparte a dover dimostrare che invece sono Le sono state inviate comunicazioni tracciabili che abbiano interrotto il termine di prescrizione. In diritto civile, la prescrizione è una tipica eccezione di parte: non può essere rilevata d’ufficio dal giudice, ma deve essere espressamente eccepita dalla parte interessata. Ciò significa che chi è chiamato in giudizio per l’adempimento di una obbligazione prescritta, ha comunque l’onere di costituirsi nel processo (a mezzo di difensore, quando è necessario).

  25. Salve ho un agenzia di credito che mi tartassa per un debito non pagato a findomestic di euro 4000,00 mi chiamano di continuo che ne vogliono 5850,00 quasi il 50% in più non credo che sia giusto a chi posso rivolgermi grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Enzo, purtroppo è un comportamento molto comune e diffuso. Non si faccia intimorire, ma cerchi la mediazione. Eviti di arrivare ad un pignoramento tramite tribunale, quindi deve cercare di concordare un pagamento ridotto e dilazionato. Per quanto riguarda il calcolo degli interessi aggiuntivi e delle spese di riscossione non siamo in grado di valutare, per la mancanza di dati e di documentazione. Un patronato potrebbe forse aiutarLa ad analizzare i contratti, le date e tutti i documenti che ha ricevuto nel corso del tempo.

  26. Buongiorno, ho un finanziamento aperto che continuo a pagare ma con una rata indietro. Ovvero entro fine mese saldo quella del mese precedente.
    L’agenzia di recupero crediti mi tartassa perché vuole che paghi le spese di recupero anche se io pago regolarmente il bollettino della finanziaria e non tramite i loro mezzi.
    Ho perso il lavoro anni fa e faccio piccoli lavoretti ed ha fatica saldo il finanziamento.
    Esiste un modo per evitare il pagamento di questa recupero crediti che mi chiama ormai continuamente? Grazie a tutti

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Caterina, purtroppo dovrà avere pazienza ancora per diversi mesi. Ma prima di tutto dovrà fare lo sforzo di pagare due bollettini nello stesso mese per recuperare la rata che era rimasta indietro. Legalmente tale rata è stata saltata ed è rimasta insoluta. Vale a dire che le rate che sta pagando al momento sono le rate mensili previste e non sono in ritardo.

      A titolo di esempio: se Lei ha saltato ipoteticamente la rata n. 39, nel mese seguente Lei non ha ripreso a pagare dalla rata 39 ma è passata a pagare direttamente la rata 40. Ciò determina che la rata 39 è tutt’ora insoluta e tale rata matura (mese dopo mese) interessi di mora.

      Per tale ragione è indispensabile saldare la rata rimasta insoluta, scrivendo nel bollettino a quale mese/anno si riferisce tale pagamento così da interrompere qualsiasi ulteriore maturazione di interessi di mora.

      In questo modo il debito relativo alle spese per la rata insoluta sarà così piccolo che probabilmente (speriamo) la finanziaria rinunci ad una azione legale, che sarebbe molto più costosa per entrambe le parti.

      Spero di esserLe stato di aiuto.

  27. Cercherò di fare un sunto della situazione, diversi anni fa avevo il conto corrente presso la BNL, dico avevo perchè in buona fede ero convinto che non avendo più niente sul quel conto si chiudeva in automatico, ci tengo a precisare che il conto era zero quindi non potevo più prelevare, ricordo che a suo tempo venne una lettera della bnl che avevo € 500 di debito, mi recai in banca e mi dissero che erano soldi del conto aperto che non avevo chiuso gli risposi che era assurdo pur non prendendo niente e solo perchè non chiusi il conto, dovevo pagare quei soldi solo interessi in quel momento pagai e me ne andai convinto che era tutto chiuso. A distanza di anni oggi, mi viene una raccomandata della bnl dicendomi che la situazione debitoria e stata affidata per il recupero crediti alla società Sistemia S.p.A. ho visto dall’estratto conto di Dicembre 2019 che la cifra dovrebbe essere intorno ai 2.600 euro, cioè assurdo qui stiamo parlando di interessi di un conto ancora non chiuso e che non ho mai preso niente e possibile mai che non riesco a uscirne? certamente non voglio pagare questa cifra non e giusto non sono soldi che magari e un prestito poi non restituiti, ma di un conto non chiuso….praticamente se ho capito bene sono: (1 Spese per conteggio interessi e competenze) (2 Invio comunicazioni di trasparenza) (3 Invio estratto conto) (4 Spese per singola scrittura).chi può aiutarmi? Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Pietro, purtroppo, legalmente, la banca ha semplicemente applicato un contratto che Lei aveva a suo tempo sottoscritto. Prima di tutto è necessario che Lei mandi una raccomandata reclamando la mancata chiusura del conto corrente alla data X e contestualmente richiedere nuovamente la chiusura immediata alla data storia X (per evitare di continuare a maturare spese) e reclamando che: non avendo usufruito del loro servizio dalla data X dovranno essere effettuati i ricalcoli di qualsiasi cifra debitoria. Poi la cosa più semplice da fare è accordarsi su un saldo e stralcio.
      L’alternativa è attendere che la banca proceda con la citazione presso il Tribunale e in tale occasione contestare il comportamento della banca, occasione in cui si dovrà dimostrare che la Banca non ha tenuto un comportamento di tutela nei confronti del consumatore, lasciando che il conto aperto maturasse un debito esagerato. Tale dimostrazione non sarà facile, perché servirà un bravissimo avvocato e la procedura dovrà essere corredata di tutta la documentazione possibile, con dovizia di particolari. Personalmente ritengo improbabile che il Tribunale decida contro la banca, tutt’al più potrà decidere per una riduzione del debito. Ecco il motivo per cui ritengo che un saldo e stralcio sia la soluzione più economica per entrambe le parti.

  28. Buongiorno, vi scrivo perché abbiamo problemi con una società di recupero crediti . Premetto noi abbiamo chiesto anni fa un finanziamento alla Compass,poi questo finanziamento ci è stato sospeso causa terremoto nel 2016. A gennaio di questo anno noi abbiamo fatto ,come tutti gli anni ,la domanda di sospensione sempre per il terremoto. Dopo un mese ci contatta una persona dicendo di essere Compass ,cosa non vera era una riscossione crediti che ci intimava di pagare altrimenti sarebbero venuti a casa. Abbiamo spiegato che dal 2016 facevamo richiesta per la sospensione terremoto e lei ci dice che la richiesta non era stata accettata,ma a noi non ci è arrivata nessuna comunicazione da Compass . Le dico di farci avere la risposta scritta con il motivo del rifiuto e loro ci attaccano il telefono in faccia,poi richiamano. Insomma inizia una tarantella psicologica da parte loro sino ad arrivare a minacce di pignoramento. Mia moglie aia insaputa facendosi prestare soldi paga una rata perché sempremloro dicono che poi avrebbero fatto il blocco per il covid-19. Sta di fatto che dopo una settimana reiniziamo le chiamate per pagare altra rata e ci dicono che a noi non ci aspetta il blocco.Io ho perso il lavoro per il covid-19 mia moglie non lavorava. Non sappiamo più che cosa fare.
    Grazie per il tempo che mi concedete,invio distinti saluti.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo il metodo è più che diffuso. Mettetevi sempre in contatto con la finanziaria con cui avete contratto il finanziamento. Ricordate che solo le informative scritte hanno valore. Quindi tutto ciò che vi viene comunicato per telefono deve essere confermato tramite documento scritto. Cercate di comunicare sempre tramite FAX o tramite PEC o tramite raccomandata con Ricevuta di ritorno, in modo che le comunicazioni siano sempre valide legalmente in caso di citazioni in Tribunale. Ricordate che un pignoramento può essere messo in atto solo tramite un procedimento legale in Tribunale, quindi senza gli atti di preavviso e di citazione (documentazione scritta e tracciabile), nessun pignoramento può essere messo in atto. Quindi tenete sempre in ordine tutti i documenti ricevuti ed inviati. Continuate pertanto a scrivere alla finanziaria dichiarando la Vostra attuale situazione ed a chiedere la sospensione spiegando bene che ricomincerete a pagare le rate appena possibile. Se proprio volete difendervi dalle pressioni psicologiche del recupero crediti, dovrete perdere un po’ di tempo nel documentare tutte le chiamate e tutti gli SMS che ricevete. Se vi chiamano al vostro cellulare, dovrete fotografare e stampare la schermata del vostro smartphone in cui si vede data e ora della chiamata e quindi stampare la foto, così da archiviarle insieme a tutti gli altri documenti. Nel caso in cui tale quantità di telefonate sia veramente elevata allora potreste valutare l’idea di una denuncia per stalking o molestie, ma in questo caso dovrete valutare i costi ed i benefici tramite un avvocato di fiducia, che prima di tutto vi esponga le spese e la durata di una tale procedura legale.
      Fatevi mandare il vostro estratto conto, se possibile. Questa richiesta dovrete farla tante e tante volte (sempre tramite FAX o PEC o Raccomandata AR), con molta pazienza, perché gli operatori che lavorano nelle finanziare sono persone normali, stressate come tutti noi in questo periodo, e spesso sottopagate. Quindi vi potranno aiutare, se sono in grado, ma spesso agli operatori non vengono dati gli strumenti informatici per aiutarvi, quindi faranno ciò che possono. Infine ricordate di essere sempre gentili al telefono perché la telefonata potrebbe essere registrata, anche se tale condizione dovrebbe essere dichiarata in anticipo, la prudenza non è mai troppa. Per verificare se avete o non avete diritto alla sospensione delle rate, dovrete rivolgervi ad un patronato della Vostra zona, che (solitamente in modo gratuito) potrà verificare la vostra situazione economica familiare e confrontarla con l’attuale legislazione. A questo scopo sarebbe molto utile per il Patronato poter consultare i documenti con cui avete chiesto ed ottenuto la precedente sospensione.