5 Cose che le agenzie di recupero crediti non vogliono che tu sappia

Difendersi dalle agenzie di recupero crediti è possibile: ecco cosa devi assolutamente sapere.

E' ormai noto che le agenzie di recupero crediti utilizzano mezzi spesso scorretti per adempiere al loro dovere. Risulta pertanto molto importante conoscere in maniera accurata i limiti che tali figure non possono oltrepassare nell'esercizio delle loro attribuzioni. In questo modo saprai come difenderti dalle agenzie di recupero crediti senza incappare in problemi legali. Di seguito ti elencherò alcuni specifici comportamenti illegittimi: riconoscerli e segnalarli alle autorità è la prima mossa per tutelarsi e non farsi cogliere impreparati.

Come difendersi dalle società di recupero crediti:

In primo luogo è bene essere informati sulle modalità relative ad uso della forza, violazione di domicilio ed eventuali intimidazioni: gli esattori  delle società di recupero crediti infatti non possono mai:

  1. Usare o minacciare l’uso della forza contro la persona debitrice, o un suo familiare o convivente.
  2. Non possono danneggiare o minacciare di danneggiare beni di proprietà della persona,
  3. Bloccare l'accesso alla casa; e non hanno ovviamente facoltà di entrare in casa altrui qualora la persona abbia negato il permesso di entrare.
  4. Gli esattori inoltre non possono contattare la persona con frequenza superiore al dovuto o in orari irragionevoli: è in questa direzione inaccettabile continuare a telefonare senza sosta o in orari irragionevoli alla persona come metodo per demoralizzare.
  5. Inoltre gli esattori delle agenzie di recupero crediti non possono rilasciare dichiarazioni in merito alle somme dovute dalla persona debitrice, né contattare il coniuge o il partner di quest'ultima (qualora non siano garanti o fideiussori del debito stesso).

Difendersi dalle agenzia di recupero crediti: ecco cosa non deve mai accadere

difendersi agenzie recupero creditiDa qualche anno a questa parte, l'attività di recupero crediti ha assunto in Italia modalità davvero poco gradevoli: troppo spesso società specializzate, operanti per conto di colossi aziendali utilizzano metodi poco ortodossi e, in ultima istanza, irregolari.

Al fine di mettere la parola fine a tali accadimenti e per permettere al cittadino di difendersi dalle società di recupero crediti il Garante della Privacy ha emanato un provvedimento a carattere generale che stabilisce i principi a cui si devono attenere gli operatori del settore.

L'intervento del Garante è finalmente giunto dopo alcuni accertamenti avviati dall'Autorità a seguito di numerose segnalazioni e denunce sull'uso illecito dei dati personali nell'attività di recupero crediti. Come descritto sopra, dalla realtà delle cose emergeva la seguente prassi: mediante gli incaricati venivano messe in atto modalità di ricerca, presa di contatto, sollecitazione al pagamento delle somme dovute, particolarmente invasive.

Difendersi dalle società di recupero crediti e i principi e le prescrizioni definite dal Garante della Privacy

D'ora in avanti le società di recupero crediti saranno tenute a rispettare i principi di liceità, di correttezza nel trattamento, di pertinenza, di finalità dei dati e il dovere di informativa agli interessati.

Ecco cosa non sarà più lecito:

  1. non saranno più ammesse prassi invasive o lesive della dignità personale.
  2. Inoltre, da parte delle società di recupero crediti non sarà più lecito comunicare ingiustificatamente informazioni relative ai mancati pagamenti ad altri soggetti che non siano l'interessato (al fine di sollecitare il pagamento).
  3. Non sarà più possibile rendere visibile a persone estranee il contenuto di una comunicazione (come avviene molto spesso con l'utilizzo di cartoline postali o con l'invio di plichi recanti all'esterno la scritta "recupero crediti"): diviene ora necessario portare le sollecitazioni di pagamento ad esclusiva conoscenza del solo debitore, utilizzando plichi chiusi, assolutamente privi di scritte specifiche.
  4. Diventa definitivamente illecita l'attività di affissione di avvisi di mora sulla porta di casa da parte degli incaricati del recupero crediti, una modalità che rende possibile la diffusione dei dati personali dell'interessato nei confronti di una moltitudine indeterminata di soggetti.

In fine volevo ricordarti che il primo passo per difendersi dalle società di recupero crediti è la tua consapevolezza su i tuoi diritti di consumatore e cittadino. Se ti trovi di fronte a un esattore che infrange le regole, chiedigli di identificarsi con un documento d'identità e denuncialo. Ora la legge ti tutela.

 

Carelina Mendoza

 

22 Risposta

  1. Mauro

    Salve la banca dopo la chiusura della procedura fallimentare ha venduto la sofferenza ad una società di recupero crediti ma se la procedura è chiusa può farlo? Devo dare tutto in mano ad un legale?

    Mauro

    • Dott.ssa Mendoza Carelina

      Gentile Mauro, non ci è possibile rispondere con certezza alla Sua domanda, senza esaminare attentamente tutta la documentazione contrattuale della banca cedente, ma in linea generale, secondo il codice civile, non è previsto che il debitore debba fornire il suo consenso alla cessione del credito, è comunque indispensabile che il ceduto venga portato a conoscenza del trasferimento in modo da sapere a chi dovrà effettuare il pagamento. La cessione avrà effetto solo quando il debitore l’avrà accettata o quando ne avrà ricevuto notifica. Per la legge, quindi, è indifferente che il debitore effettui il pagamento ad un soggetto piuttosto che ad un altro. Esistono comunque alcuni casi particolari in cui il credito non può essere ceduto, ma come introdotto non abbiamo la possibilità di rispondere con certezza senza un attendo esame documentale.

  2. buon giorno…ricevo lettera ar da uno studio legale…importo 1600 euro di debito….per capitale ed interessi calcolati ecc ecc…in parole povere è un debito del 2008 stato poi ceduto ad altre societa’ . contratto .con una finanziaria originariamente….ora mi si intima di pagare quanto sopra entro 10 giorni…mi scrive anche che la presente costituisce una formale richiesta di pagamento e messa in mora nonchè atto interruttivo della prescrizione in difetto e senza ulteriori avvisi si procede passati 10 giorni al recupero coattivo…con ulteriore aggravio di spese a mio carico….purtroppo è un momento per me difficile in quanto disoccupato e non piu giovane…qualè l iter di solito in questi casi?? ? premetto che non ho auto o immobili..quindi se non ho capito male l unica cosa potrebbero pignorare il mobilio?…grazie per la cortese sua risposta

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Marco, se il debito è stato contratto nel 2008, quando è stata ricevuta l’ultima precedente comunicazione legale di intimazione al saldo? La risposta Le sarà utile per valutare se il Suo debito sia eventualmente prescritto.
      Nel caso di debiti relativi a prestiti, carte di credito, mutui e finanziamenti in genere, il termine di prescrizione è di 10 anni. Quindi ipotizzo che l’ufficio legale Le abbia inviato la raccomandata AR ai limiti del periodo, in modo da interrompere i termini di prescrizione.
      In base a quanto scrive, la cosa migliore da fare è tentare di concordare un saldo e stralcio.
      Faccia tutto in forma scritta tramite raccomandate AR. Ciò la metterà in una migliore posizione davanti ad un eventuale citazione in giudizio per i seguienti motivi:

      • il tentativo di conciliazione dimostrerà il Suo intento di voler onorare il debito, benché in stato di precarietà (e questa è una cosa molto ben vista dai giudici);
      • nel tentativo di conciliazione dovrà dimostrare che il Suo stato economico non le permette di poter pagare in 10 giorni, quindi se può, produca copie dei suoi saldi bancari, stato di disoccupazione, spese di affitto, stato di famiglia e quant’altro possa essere utile;
      • il tentativo di conciliazione dimostrerà che non sta prendendo alla leggera la situazione;
      • offra un importo congruo al saldo e stralcio in funzione della cifra massima che riesce a reperire;
      • se può, versi una parte del debito in forma di acconto a dimostrazione del Suo intento di voler risolvere in tempi più brevi possibili.

      Conservi ogni lettera, documento, ricevuta, prova di consegna, in modo da agevolare una eventuale assistenza da parte di un legale.
      Naturalmente ci sono altre modalità di affrontare la Sua situazione, ma considerando l’importo relativamente basso, quanto sopra indicato è la modalità più semplice, veloce ed economica in termini di tempo e burocrazia.

  3. Dottoressa Carelina Mendoza nel 2005 ho acquistato una vettura del valore di 16.000.00 euro con un prestito di una finanziaria da pagare entro 5 anni per 2 anni ho pagato poi non ho avuto più la possibilità di pagare ,a gennaio de 2018 si è presentata una agenzia di recupero crediti(kruk) dicendo di avere acquistato il mio debito e quindi io dovevo restituir la somma dovuta a loro. Ci siamo messi daccordo per 80 euro per 2 anni e poi dopo si vedeva ,ho pagato per circa 6 mesi ma essendo disoccupato non riesco a coprire questa somma quindi mi telefono ogni giorno fin che ieri mi è arrivata una raccomandata con ricevuta che vogliono i 16.000.00 euro entro 10 giorni ,non so cosa fare .La ringrazio

    • Dott.ssa Carelina Mendoza Dott.ssa Carelina Mendoza

      Gentile utente, Lei aveva già messo in atto la cosa migliore da fare, ovvero accordarsi con l’agenzia, continui così. Risponda tramite raccomandata AR con cortesia e precisione ad ogni lettera che riceverà, rendendosi disponibile a trovare un accordo e documentando la Sua situazione reddituale e di disoccupato. E’ importante tenere documentata tutta la procedura ed ogni scambio/accordo, in modo da dimostrare la Sua intenzione di arrivare ad una soluzione soddisfacente. L’agenzia ha mandato una lettera di rito, che serve per poter poi agire in fase giudiziale, ovvero stanno preparando la strada per poter agire in tribunale al fine di ottenere un’ingiunzione di pagamento (o decreto ingiuntivo). Allo stesso modo, Lei dovrà prepararsi con adeguata documentazione in modo tale da dimostrare che non vi è stata possibilità da parte Sua di ottemperare al pagamento del debito. Infine si renda disponibile a trovare una soluzione alternativa, se esistente. L’agenzia di recupero crediti non cesserà di assillarla (è il loro lavoro!), pertanto dovrà essere paziente ed attendere gli sviluppi di una prassi ormai consolidata. L’ideale sarebbe arrivare ad un accordo tipo “saldo e stralcio” prima di arrivare in fase giudiziale, ma solitamente un’agenzia di recupero crediti non accetta meno del 50%. In definitiva, se l’agenzia agirà presso il tribunale, tutta la documentazione da Lei prodotta (a dimostrazione della Sua buona fede e della impossibilità di far fronte ai pagamenti) Le sarà di aiuto davanti al Giudice.

  4. Tempo fa ho avuto un prestito con due carte revolving: al mese per entrambe pagavo 120 euro ma, purtroppo per problemi economici da un anno non pago più (devo 4.500 euro). Mi hanno contattato innumerevoli agenzie di recupero debiti tra le quali l’ultima che mi ha proposto un piano di rientro cambializzato per non giungere al pignoramento dello stipendio. Sullo stipendio di 1200 euro ho già una cessione più una delega, pago 155 euro mensili per un’altra carta, ho una pensione ai superstiti (sono vedova con due figli maggiorenni) di 540 euro e non posseggo alcuna proprietà se non un’auto del 2001. Praticamente mi rimangono ogni mese 615 euro con i quali devo pagarci bollette, tasse varie e farci la spesa. Cosa può accadermi?. Sono davvero spaventata ed ogni volta che vengo contattato da queste agenzie non dormo la notte. Vi ringrazio anticipatamente per la risposta.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissima Sabrina, comprendo bene la situazione e quanto stress possa portare, e benché non sia possibile cancellare completamente i debiti, sia per gli effetti legali di un contratto sia per la correttezza personale di onorare i propri impegni, l’unica cosa che non deve fare è essere spaventata. Nella situazione descritta, la finanziaria che vanta il credito per la carta revolving, non può fare altro che mettersi in coda agli altri finanziamenti. La procedura probabilmente passerà tramite il giudice con eventuali ingiunzioni di pagamento, ma a parte lo stress, non sono cose complicate. L’importante è che Lei si renda sempre disponibile e che risponda (tramite scritto tracciabile) che la situazione attuale Le impedisce al momento di far fronte a tale debito, e che comunque si impegna a trovare tutte le soluzioni possibili. Tenga da conto tutte le comunicazioni in modo da dimostrare che da parte Sua ha tentato comunque di risolvere la problematica, ma che la situazione effettiva e contingente non Le ha permesso di saldare tale debito.

  5. salve ho un problema con un recupero crediti francese. allora ho lavorato in francia per qualche anno dunque ho chiesto un prestito ad una banca poi sono dovuto tornare in italia per problemi famigliari,prima di partire gli ho detto che intendevo pagare il debito e gli ho chiesto un fido di 1000 € se mi dovevo trovare in difficolta per pagare il prestito “perche anche se volevo ritirare soldi non potevo ” fin qui tutto bene per un sei mesi ho continuato a pagare mi sono trovato in difficolta un mese .comunque morale della favola mi hanno bloccato il fido ed io non ho piu pagato il debito dopo quanche anno mi è arrivato tramite una societa recupero crediti di pagare dei soldi. domanda cosa possono farmi ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo, in base a quanto esposto, il fatto che il creditore sia residente in Francia non cambia gran che rispetto ad una situazione similare tra controparti italiane. Infatti per il creditore è sufficiente utilizzare un domiciliatario italiano per portare avanti una ingiunzione di pagamento tramite istanza al tribunale. Comunque credo sia più probabile che il credito venga ceduto ad una società di recupero italiana, in modo da velocizzare le procedure. Il risultato cambia di poco.

  6. Massimiliano

    grazie mille alessandro, non è che non voglia pagare e che al momento non posso ,vorrei sapere se almeno posso pendere del tempo e se poi venga dilazionata in rate .grazie anticipatamente

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Massimiliano, purtroppo non mi è possibile rispondere, perché sono molteplici le variabili di una situazione come quella da Lei indicata. Credo che “prendere tempo” non sia per Lei possibile, in quanto le tempistiche dipendono dalla Agenzia di recupero crediti. In altre parole le tempistiche dipendono da quanto tempo l’agenzia impiegherà per attivare la richiesta di ingiunzione. Per quanto riguarda il pagamento a rate, solitamente, il giudice impone il pignoramento del quinto dello stipendio, il che è già una rateazione. Cordiali saluti.

  7. volevo sapere se è giusto che una società affiancatrice di una banca possa telefonare ai propri genitori che non vivono con me cioè sono residenti in unaltra abitazione e inventare che lo scrivente abbia gravi problemi finanziari quando il sottoscritto non ha versato due rate di un prestito per ben 217 euro in totale e i propri genitori sono in uno stato di salute precario , con tre infarti e alla minima preoccupazione si agitano e addirittura vengo bersagliato di telefonate durante il servizio lavorativo quando non posso rispondere al telefono in quanto effettuo una mansione pubblica a contatto con la gente . Addirittura ( telefonata registrata) una signora si è permessa di chiedere la somma ai miei genitori quando alla fine del mese potranno addebitarmi tutte le somme che vogliono con l’accredito dello stipendio. Parlando con i funzionari della mia Agenzia bancaria ho potuto evincere che loro non sono stati a telefonare ai miei genitori . A me sembra che questo nuovo tipo di contatto effettuato da un operatore del recupero Crediti probabilmente di una società terza ingaggiata dalla mia banca allo scopo di rcuperare le somme non saldate, certo però che un attività cosi fatta è certamente al di fuori delle righe, anche se non potrò mai provare che l’agente ha parlato con mia made ho la telefonata registrata dove mi si chiede o mi si consiglia di chiedere i soldi ai miei genitori perchè queste persone non possono aspettare l’accredito dello stipendio? Premetto sono un dipendente e lavoro da 35 anni quindi in caso di morte o improvviso licenziamento prendo dei bei soldini e poi addirittura la mia banca è la tesoriera della “diciamo ditta” dove lavoro . A me questo sembra incredibile

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      L’agenzia può contattare altri, solo se sono garanti del prestito. In tutti gli altri casi devono rivolgere le loro richieste direttamente all’interessato. Se i Suoi genitori non sono garanti, Lei potrebbe fin d’ora intimare l’agenzia di recupero di cessare ogni comunicazione verso di loro in quanto hanno già commesso un illecito, in quanto hanno divulgato dei dati personali a terzi. Secondo la legge, sono dati personali tutte le informazioni relative a una persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale. Il Gdpr non ha apportato modifiche sostanziali a questa definizione, in quanto anche per il nuovo regolamento europeo per dato personale deve intendersi «qualsiasi informazione riguardante una persona fisica identificata o identificabile («interessato»); si considera identificabile la persona fisica che può essere identificata, direttamente o indirettamente, con particolare riferimento a un identificativo come il nome, un numero di identificazione, dati relativi all’ubicazione, un identificativo online o a uno o più elementi caratteristici della sua identità fisica, fisiologica, genetica, psichica, economica, culturale o sociale».
      Tipologia di illecito, eventuali danni riscontrabili e sanzioni, sono elementi che richiederebbero una trattazione a parte e comunque sono al di fuori della nostra attività associativa e della nostra competenza. Un avvocato di fiducia potrà consigliarLa meglio, ma tenga presente che una lettera di diffida ben strutturata, sarà sufficiente a far sì che i Suoi genitori non siano più disturbati. Personalmente eviterei in ogni modo di intraprendere altri tipi di percorsi, che non porterebbero ad altro che a lunghissimi tempi e ad inutili spese legali.

  8. Buona sera.
    Ci sarà pure un termine ragionevole, logico, oltre al quale questi soggetti delle agenzie private riscossioni, si placano? Nel senso che per la riscossione di 30 euro, dopo varie sollecitazioni telefoniche, se non viene adempito dal debitore il pagamento, qual’è il limite della loro resa?
    Poi voglio dire una cosa, come si permettono di mandare messaggini al sabato e alla domenica, non gli basta neanche il fatto che si rivolgono con una cafonaggine inaudita a soggetti i quali ignorano l’identità. In sostanza se non riescono a riscuotere, appunto qual è il limite, esisterà pure un termine logico. Non mi dite che si prolunga per anni perché oltreché essere assurdo è insensato.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile lettore, purtroppo le agenzie di recupero crediti fanno lo stesso ragionamento in senso inverso, ovvero si chiedo quale sia il termine ragionevole in cui il debitore si arrende e paga. La questione è chiaramente puramente economica, per cui fino a quando non viene lesa una norma, proveranno a recuperare il massimo possibile! Purtroppo siamo in periodo storico/sociale/politico in cui la “cafonaggine” è diventata tanto diffusa da essere socialmente “normale”. Mi sono permesso di esternare questa mia personale riflessione in quanto talI atteggiamenti colpiscono anche noi come associazione, da entrambe i fronti. Se poi mescoliamo la “mancanza di tatto” con il denaro, ecco che le persone rischiano di dare il loro “meglio”! Infine per tornare alla Sua domanda, purtroppo, il compito di un’agenzia di recupero crediti è quello di NON far cadere in prescrizione il credito, con la conseguenza che i solleciti (oltre che psicologici) saranno ANCHE di tipo formale tramite raccomandate AR, atte proprio a mantenere valido il credito nel corso degli anni. L’Agenzia si arrenderà solo se NON sussistono appigli legali per intentare una causa di pignoramento, ma prima proverà ogni altro metodo possibile per raggiungere il suo obiettivo.

  9. Buongiorno. Nel 2016 ho stipulato un contratto con la Linkem. Purtroppo dopo qualche mese ho avuto problemi di linea, e dopo la sostituzione dell’antenna tutto è peggiorato. Segnale inesistente pur dovendo pagare mensilmente le bollette.
    Chiusura con riporta del modem ma mi viene chiesta 100 per chiusura anticipata. Il centro Linkem mi consiglia di non pagare.
    Recupero crediti mi ha mandato due lettere con sollecito in data 10/2018 e 02/2019.
    Adesso addirittura con raccomandata RR. Come devo comportarmi e difendermi ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Premetto che come associazione siamo più formati in ambito finanziario e quello delle telecomunicazioni non è proprio il “nostro forte”.
      In linea generale posso dire che per chiudere un contratto, solitamente (vedi il contratto), è necessaria una comunicazione legalmente tracciabile, come la raccomandata AR, una PEC o un FAX, in cui è necessario presentare reclamo e specificare il motivo della prematura disdetta, che nel Suo caso sembra idonea al recesso, vista l’interruzione del servizio a seguito di multipli malfunzionamenti.
      Tutto ciò, debitamente documentato, dovrà essere inviato all’agenzia di recupero crediti (sempre tramite mezzo tracciabile), così che vengano messi al corrente della situazione.
      Poi sarà l’agenzia di recupero crediti a decidere come proseguire, ma se la documentazione relativa ai malfunzionamenti e la raccomandata di reclamo/disdetta sono inequivocabili, non ci saranno spazi per una loro azione legale.

  10. salve ,circa 13 anni fa mia moglie ha chiesto un prestito alla compass ed sono stati pagati tutti i bollettini per quanto era IL DEBITO.A DISTANZA DI QUESTI 13 ANNI MI MANDA UNA LETTERA UNA SOCIETA RECUPERO CREDITI DICENDO CHE DOVEVO PAGARE LE SPESE BUROCRATICHE CIOE 240,00 EURO,LI PER LI LI HO LASCIATI PERDERE.,DOPO QUASI UN ALTR’ANNO MI ARRIVA UNA SECONDA LETTERA PERO DA UN AVVOCATO CHE VUOLE RISOLVERE LA COSA BONARIAMENTE.LO CHIAMO MA LA SEGRETARIA MI RISPONDE CHE SARO’ RICONTATTATO. COME MI COMPORTO??

    • Alessandro Lega

      Se sono stati pagati tutti i bollettini e sono veramente passati 13 anni dopo il pagamento dell’ultimo bollettino, eviti di pagare, perché dopo 10 anni dalla scadenza, se non ci sono state comunicazioni scritte, il debito va in prescrizione.
      Non tenga conto delle telefonate che riceve. Tenga in considerazione solo le comunicazioni scritte.
      Nel frattempo, potrebbe preparare tutta la documentazione cartacea che riesce a rintracciare per eventualmente contestare una ipotetica, ma poco probabile, azione giudiziaria o un decreto ingiuntivo, a cui Lei dovrà fare opposizione presentando tutti i pagamenti effettuati e dichiarando di non aver ricevuto alcuna comunicazione o sollecito di debiti in sospeso.

  11. Salve, nel 2016 ho stipulato un contratto presso l’assicurazione ConTe ho accettato di installare una scatola nera satellitare dato che avrei risparmiato l’assicurazione nel 2017 dopo un anno ho cambiato compagnia assicurativa. Ieri dopo 2 anni mi è arrivato un messaggio da parte dello studio legale di giosa (messaggio inviato EFACTOR)che mi intimava di contattarli urgentemente per amministrative urgenti relative al mio dispositivo satellitare con pratica annessa, ho telefonato e mi è stato detto che nel contratto che avevo firmato ho preso atto di usare la scatola nera in comodato d’uso e alla fine del contratto avrei dovuto restituire, se non avessi restituito il satellitare entro 10 giorni avrei dovuto pagare una penale di 200 €. Io ho chiesto di inviare una raccomandata perché per telefono mi sembra una procedura strana il signore ha detto che se inviava la raccomandata avrebbe messo le spese dell’avvocato ha aggiunto che avrebbe inviato una e-mail con l’iban dove versare l’importo che secondo loro dovrei versare. Io sinceramente sono stupito per vari motivi il primo è che la compagnia assicurativa (on Line) non è stata trasparente dicendomi che avrei dovuto riconsegnare il satellitare e se non l’avessi fatto avrei dovuto pagare una penale riguardo il satellitare, è possibile che in 2 anni non mi abbiano mai inviato una raccomandata per sollecitare di riconsegnare l’oggetto in discussione o chiedere la penale trovando un accordo ma semplicemente dare in mano tutto a uno studio legale per recuperare il credito è una cosa normale un azione del genere? lo studio legale non mi convince, neanche loro mi hanno mandato nessuna raccomandata ma semplicemente un messaggio e addirittura mi chiedono di pagarli tramite una email fornendomi un iban che io sinceramente non so chi siano potrebbero essere chiunque io non ho certezze. Non so se siete specializzati in questo campo, spero possiate aiutarmi con una risposta vi ringrazio in anticipo per l’attenzione.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      ADICONFI non è preparata in questo tipo di assistenza. Oltre tutto la domanda che mi pone è particolarmente soggetta ad un attento esame contrattuale. Provo a rispondere in base a quanto riferito. Prendiamo per valido che nel contratto sia indicato che il kit deve essere sostituito. Posso confermare personalmente che è normale procedura di tutte le assicurazioni questa modalità operativa. In primo luogo perché l’assicurazione non ha i mezzi per gestire tale opzione tecnica e quindi si interfaccia con una azienda terza che svolge questo servizio e che fornisce (in comodato d’uso) i dispositivi. Ne consegue che tali dispositivi non sono di proprietà dell’assicurazione, la quale quindi non si cura di ciò che avviene al termine del contratto assicurativo. Ma l’obbligo di restituzione è indicato contrattualmente e quindi il contraente (cioè Lei) ha l’obbligo di restituirlo o di pagarlo se non restituito o danneggiato. Chi l’ha contattata è stato incaricato appunto dalla compagnia che offre il servizio satellitare, pertanto avrà centinaia di pratiche come la Sua da gestire. La cosa migliore è chiedere se è ancora possibile effettuare la restituzione presso un centro autorizzato, (che rilascerà una ricevuta). Nel contratto assicurativo o negli allegati dovrebbe essere indicato dove fare la restituzione, oppure può chiedere nel centro autorizzato che fece l’istallazione all’epoca dell’attivazione. Se non fosse più possibile la restituzione (verificare le clausole contrattuali in merito ai tempi di restituzione), allora non Le resta che pagare. Prima di pagare faccia comunque riferimento a quanto indicato nel contratto in merito alle penali di mancata restituzione oppure provi a contattare direttamente l’azienda fornitrice del servizio satellitare per avere informazioni “di prima mano” in merito all’IBAN ed alla chiusura della pratica. Se non vuole perdere tutto questo tempo, allora non Le rimane che effettuare il pagamento e tenere copia del bonifico e delle email ricevute (stampando tutto), in caso di futuri disguidi. Cordiali saluti.