COME TOGLIERSI DA GARANTE DI UN PRESTITO

Nell’articolo "Cosa rischio se faccio da garante", ho potuto analizzare nel dettaglio cosa si intende per fideiussiore quali sono gli elementi che caratterizzano questo contratto. Ho poi presentato la figura centrale e che è la vera “protagonista” della fideiussione, vale a dire il garante.
Giusto per rinfrescare la memoria di ognuno, il garante (o anche detto fideiussore) è colui che si assume l'obbligo di garantire che la pretesa vantata dal creditore venga soddisfatta nel caso in cui il debitore sia inadempiente.
Ho però anche messo in evidenza tutto ciò che l'essere un garante implica, quindi i rischi che si corrono (ovviamente nell’ipotesi in cui il debito non venga pagato).
Ma non voglio ripetermi troppo, quindi ti consiglio caldamente di leggere l’articolo in merito perché ti può davvero essere di aiuto.

Stante a quanto detto, il garante decide di diventare egli stesso come una sorta (diciamo così ma non è il termine corretto) di debitore al pari di quello originario con tutte le implicazioni che ciò comporta.
Ma allora, la domanda che sorge spontanea è se il garante abbia altresì la facoltà di decidere se e quando porre fine alla sua posizione, e cioè “È possibile smettere di essere garante di un prestito”?

 

Come togliersi da garante di un prestito altrui

garante-prestitoIl fatto che il garante decida di sua spontanea volontà di obbligarsi potrebbe far pensare che allora egli abbia anche la facoltà di decidere quando non farlo più.
Ma sarà vero? O il diventare garante cela qualcosa di più complicato?
La risposta non è poi così immediata.
Anzitutto, mi appello a varie pronunce della Cassazione nelle quali viene evidenziato che, in linea generale, al fideiussore non è riconosciuta tale facoltà, a meno che non sia la stessa banca a concedergliela (il che accadrà solo se al primo subentra un nuovo fideiussore).
Le ragioni di questa posizione? Si ravvisano nel carattere intrinseco della fideiussione stessa, la cui finalità è proprio permettere al creditore di vedersi garantito il proprio credito grazie alla possibilità di rivalersi sul garante in caso di inadempimento del debitore. Viene cosi data certezza al suo credito.
Chiaro è allora che, laddove il garante avesse la possibilità di ripensamento, verrebbe meno questa certezza.

 

Togliersi da garante si può?

 

Fortunatamente, questo non significa che non esistano dei casi in cui ciò è ammissibile.
Ci sono infatti delle eccezioni:

  • - Sempre la Cassazione ha operato un distinguo tra: a) prestiti a tempo determinato, per i quali in nessun caso è ammesso il recesso ingiustificato prima del termine; b) prestiti a tempo indeterminato, nei quali il garante può recedere ma il suo recesso opera solo nei confronti dei debiti sorti dopo il recesso, mentre la garanzia permane a favore di tutti i debiti contratti fino al momento in cui viene data comunicazione tramite recesso;
  • - È possibile liberarsi dal vincolo fideiussorio quando il garante paga la propria quota di debito, vale a dire pagando metà del debito residuo. È fondamentale in questo caso che l’istituto di credito rilasci al soggetto una liberatoria, che è quel documento che lo tutela da eventuali future richieste;
  • - Falsificazione della firma del garante, per cui a firmare è stata un’altra persona;
  • - Quando il fideiussore sia stato obbligato a firmare;
  • - Quando la firma sia stata ottenuta tramite inganno, per cui il soggetto non era consapevole di ciò che stava firmando, del reale scopo e dei doveri connessi alla firma;
  • - Ultimo caso è quello già accennato della sostituzione del garante con uno nuovo, che sia stato “accettato” dalla banca (che andrà a controllare che questi possa garantire il credito allo stesso modo del garante originario).

 

  • Insomma, diventare garante ha il suo bel carico di responsabilità, questo è indubbio.
    Fortunatamente, sono state previste delle “scappatoie” che alleggeriscono la situazione.
    Quindi, se mai deciderai di diventare garante o se già lo sei, tieni bene a mente che non è detto che lo sarai a vita, proprio perché ci sono dei casi che ti permettono di recedere.

 

2 Risposta

  1. Salve, io sono garante dal 2008 di un prestito concesso ad un’azienda di cui ero socio fino a dicembre 2009.
    A maggio 2010 è stato notificato ai miei 2 ex soci il rientro del debito e successivamente gli sono stati aggrediti i beni immobiliari.
    Ad oggi io mi ritrovo ad avere un debito verso la banca di 64.000€ mai notificato ma ne sono venuto a conoscenza alla richiesta di un mutuo prima casa, ovviamente non concessomi.
    Come posso risolvere la questione?
    Ci sono dei termini perciò il debito va in prescrizione?
    Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Salve, il Suo commercialista sarà sicuramente più preciso di me in questa risposta, che per la limitatezza e sinteticità del sito posso solo accennare. La garanzia chirografaria da Lei sottoscritta, non sarà prescritta praticamente mai, in quanto i creditori avranno sicuramente l’attenzione e la cura di sollecitare il pagamento a più riprese. Questi solleciti determinano la ripartenza del termine decennale di prescrizione e di fatto non mi è mai capitato di riscontrare nella realtà una prescrizione di un prestito bancario o finanziario, proprio perché è sufficiente una raccomandata per far ripartire da zero il “contatore” dei 10 anni relativo alla prescrizione. La banca potrà pretendere in qualsiasi momento il saldo del debito, anche se non è Lei ad aver ricevuto il prestito, proprio perché Lei si è reso garante. Nel caso in cui Lei debba essere costretto a pagare tale debito, dovrà richiederne il rimborso a chi ha effettivamente ricevuto il prestito (il debitore principale). In pratica la garanzia da Lei sottoscritta non significa che Lei abbia regalato 64000 euro ai suoi ex-soci, ma solo che i suoi ex-soci saranno debitori con Lei anziché con la banca. Poi lascio immaginare quanto potrà essere complicato e quanto lungamente si protrarrà la procedura di un tale recupero.

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