Il Sovraindebitamento. Troppi debiti? Anche i debitori hanno dei diritti.

In questo articolo "Il sovraindebitamento":

 

  • un procedimento che protegge e salvaguarda la dignità del debitore sovraindebitato,
  • un provvedimento che conferisce il diritto di estinguere i debiti in rapporto alle proprie possibilità economiche.

colpevoleLo sapevate che in tedesco debito e colpa si traducono con la stessa identica parola? Particolari lessicali che rendono l'idea di una cultura complessiva. È tuttavia evidente (a tutte le latitudini) che un debito è qualcosa che rende una vita infernale: non è iperbolico affermare che chi si è ritrovato con le spalle al muro a causa di creditori famelici, tassi d’interesse esorbitanti e burocrazia implacabile si senta come avvolto da una metaforica e soffocante camicia di forza.

Sovraindebitamento:Una tutela della dignità del cittadino

Ma attenzione: forse una via di scampo c'è al sovraindebitamento. La legge italiana riconosce ai cittadini il diritto di estinguere i debiti in rapporto alle proprie possibilità economiche: tale principio, noto tra gli addetti ai lavori con il termine di esdebitazione, è stato introdotto grazie alla cosiddetta Legge sul "Fallimento del Debitore del 2012" (Legge n.3/2012).

Il sovraindebitamento e le possibilità per il debitore privato

liberarsi dai debiti Non erano tanti coloro che conoscevano tale normativa sul sovraindebitamento all'alba di quest'anno; proprio in quei mesi la possibilità dell'esdebitazione saliva agli onori delle cronache grazie a una storica sentenza del Tribunale di Busto Arsizio (in provincia di Varese), il quale aveva statuito la riduzione del 90% circa in merito all’esposizione finanziaria di un’anziana donna. Ma cosa stabilisce nel dettaglio il testo di legge in supporto della persona in debito? Scopriamolo insieme. A poter richiedere l’accesso alla procedura di esdebitazione per il sovraindebitamento sono le persone/debitori non soggetti a fallimento (dai privati ai piccoli e medi imprenditori, artigiani compresi). Le operazioni di liquidazione dei creditori, in questo senso, sono implementate attraverso un criterio percentuale, ad opera di figure esperte devolute a tale attività: commercialisti o avvocati, ma anche notai, od altri soggetti, a condizione che possiedano i requisiti formativi e di esperienza indicati. Altro elemento di rilievo a tal riguardo è la possibilità, acclarata dal tribunale, di rinegoziare il debito anche in presenza di un unico creditore (che nel caso specifico era rappresentato da Equitalia, la società italiana incaricata della riscossione dei tributi su tutto il territorio italiano).

La procedura per usufruirne

Di fatto tale provvedimento legislativo regola, finalmente, il caso di bancarotta individuale: il debitore meritevole, che abbia acceso un mutuo o un prestito in linea con il suo reddito del momento, non sarà più condannato alla morte civile, non sarà più un pignorato per la vita. Insomma, la dignità non verrà persa dalla persona in difficoltà. Il provvedimento prevede inoltre l'istituto della "composizione": La persona in affanno ha infatti il diritto di rivolgersi a "Organismi di composizione della crisi" che funzioneranno da consulenti gratuiti. Mediante la loro assistenza, il debitore sarà in grado di sviluppare un "piano di ristrutturazione" del suo ammanco, all'interno del quale spiegherà quanto può realisticamente rimborsare e mediante quali modalità. rimediare ai debitiPer giungere a soddisfare le richieste dei suoi creditori, il debitore avrà la facoltà di offrire beni di cui sia proprietario o che immagina di avere in futuro (ad esempio attraverso una liquidazione, o un'eredità). Tale piano verrà sottoposto poi all'esame del giudice, il quale potrà dichiararne la fattibilià e la buona fede. Solo a quel punto il giudice potrà "omologare" il piano e imporlo alla complessiva platea dei creditori.

Dott.ssa Carelina Mendoza

3 Risposta

  1. Francesco

    sarebbe bello ricevere gli estremi della sentenza varesina..

  2. Buongiorno mi chiamo Cristian e ho una domanda.
    Nel Novembre del 2009 ho stipuktao una cessione del quinto che ho gia fatto analizzare e i tassi risultano regolari .
    Il problema è un altro e che mi sono accorto dopo problemi avuti in azienda che la cessione è stata calcolata all’epoca sulla base di un certificato di stipendio errato.
    La mia azienda prendevo come riferimento 5 mesi correnti passati e calcola il quinto sommando tutto anche quelle che erano maggiorazioni .
    Morale il quinto calcolato era decisamente più alto di quello che mi spettava regolarmente visto che la legge dice che deve essere clcolato solo sulla base fissa mensile senza starordinari premi etc ,insomma tutto queello che in certo momento può venure a mancare.
    H madato più e più mail alla società ma ancora non mi hanno risposto chiedendo di trovare di chi è la colpa se della mia azienda o della società che non ha controllato se il caloclo fosse esatto avendo in mano le tre buste paga come sono soliti chiedere per qualsiasi contratto di finaziamento.
    La società Ellenica Finanziaria è stata assorbita da Prestitalia
    Per TAnto chiedo suggerimenti e aiuti da parte vostra .
    Cordiali Saluti e buon lavoro

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Cristian,
      purtroppo la Sua situazione è molto comune: le finanziarie tendono a “dimenticare” di inviare la documentazione necessaria a qualsiasi verifica. Per molti dei nostri associati abbiamo dovuto ricorrere all’ABF per poter ottenere la documentazione richiesta. Purtroppo, sono procedure con tempistiche molto lunghe che spesso superano i 120 giorni.
      Nel Suo caso specifico, potrebbe essere più semplice chiudere l’attuale cessione ed accenderne una nuova, piuttosto che cercare di modificare il contratto in corso.
      Per maggiori informazioni può contattarci direttamente al nostro ufficio e chiedere di Alessandro.

Lascia un commento