Truffa con ricarica PostePay

Truffe… truffe… e ancora truffe.
Con Internet e la possibilità di effettuare pagamenti direttamente online e comodamente da casa, il rischio di essere una vittima di una qualsivoglia “truffa digitale” è sempre maggiore.
Non si può mai stare realmente tranquilli. Oggi parleremo della truffa con ricarica PostePay
Non dirmi che a te non è mai capitato di comprare un oggetto da Internet? Beh, in effetti se stai leggendo questo articolo è o a scopo informativo-preventivo o perché (purtroppo) uno di questi acquisti non è andato come speravi.
Ma allora, la possibilità di fare acquisti a destra e a manca da casa muovendo semplicemente un dito vale effettivamente il rischio che si cela dietro questo meccanismo di acquisto, amato da molti eppure “tagliente” sotto certi aspetti?

 

Truffa con la carta Postepay

Le statistiche rivelano come la percentuale maggiore di persone soggette a truffe online abbia utilizzato come metodo di pagamento la carta Postepay.
Si tratta di una carta prepagata che è così tanto utilizzata perché porta con sé alcuni vantaggi:
- È facile e veloce averne una, non richiedendo l'apertura di un conto né la previa esistenza di un conto di appoggio.
- È altrettanto facile da usare per acquisti online (tanto che ben il 35% di questi sono fatti attraverso questa carta). In particolare, quando la si usa, si trasferisce denaro all’altro soggetto sottoforma di semplice ricarica.

Guardando però anche l’altra faccia della medaglia, che è quella che a noi in questa sede ci interessa, non è tutto rose e fiori.
Non a caso, molteplici sono le truffe con Postepay, utilizzate per pagamenti in svariati siti online (anche noti e “affidabili”, come Subito.it, Kijiji o eBay).
Affidabili fino a un certo punto…. Perché purtroppo i truffatori sono ormai all’ordine del giorno.

Come riconoscere questa truffa

truffa-onlineTrattandosi di una truffa, non ci saranno chiaramente delle scritte e cartelli luminosi che ci dicono “Attenzione, quello che stai per cliccare è una mega truffa”… sarebbe fantastico, ma se così fosse non ci sarebbero in effetti le truffe.
Queste persone, che evidentemente non hanno nulla di meglio da fare nella giornata se non rovinare quella di poveri malcapitati, agiscono per vie più velate… Beh, mica poi tanto.
Infatti, ci potrebbero essere dei “segnali”, chiamiamoli così, che dovrebbe farci accendere una lampadina di allarme.
Quello che forse salta più all’occhio è il prezzo: non credo sia poi così furbo vendere un oggetto a un prezzo che a stento nemmeno i cinesi farebbero.
Ironia a parte, un prezzo poco “adeguato” all’oggetto in questione è un classico. Eppure, lanciato l’amo, c’è ancora gente, vuoi ingenua vuoi sprovveduta, che ci abbocca alla velocità di uno schiocco di dita.
E poi diciamocelo… è raro che un venditore serio chieda una ricarica Postepay che, vedremo più in basso, di garanzie per il compratore ne ha così poche che oserei dire nessuna.

 

Come evitare la truffa con Postepay

Quindi, la prima cosa che dovrebbe insinuarsi in te è il dubbio che l’articolo venduto a quel prezzo stracciato possa non essere reale.
Passando allo “step successivo”, qualche ricerca nel web non guasta: assicurati che quell’articolo non sia venduto anche in altri siti da venditori “differenti” e che l’immagine non sia un semplice copia e incolla di un’altra pescata semplicemente in Google immagini.
Se ti viene chiesto di anticipare una caparra, io ci penserei prima due volte, trattandosi di una persona “a caso” che ha messo un annuncio su un sito, non sapendo chi realmente sia, se i suoi dati siano reali o frutto di una identità immaginaria.
Cercando “truffa Postepay” su Internet ho riscontrato una esplosione di articoli in merito… un vero e proprio boom di queste truffe, che possono avvenire non solo tramite un annuncio fake pubblicato in internet, ma anche tramite un SMS o email.
A molti è capitato di riceverli, e in essi veniva chiesto di accedere al sito delle Poste, tramite relativo link allegato. Bada molto bene ad aprirlo perché, anche se la pagina aperta può sembrare realistica, è decisamente una truffa.

 

Cosa fare in caso di truffa

Se anche tu sei una vittima di questo meccanismo, non esitare a sporgere denuncia presso i Carabinieri o alla Polizia postale, con la quale segnalare il post incriminato.
Ahimè, non voglio fare “l'uccellaccio del malaugurio”, ma mi preme avvertirti che, se sei stato truffato con Postepay, la possibilità di recuperare i soldi diventa ormai un ricordo lontano.
Si dice infatti che ricaricare tramite Postepay equivalga a fare una donazione.
Ciò non deve però trattenerti dal denunciare il fatto perché, soldi a parte, almeno il truffatore non può farla franca.
Certo, avendo utilizzato identità e recapiti insistenti, non sarà facile ma la speranza è l’ultima a morire.

Non voglio accusare a spada tratta nessuna delle parti in gioco.
Truffare è un atto certamento basso e meschino che spero, un po' idealmente, non capiti a nessuno.
Ma succede… e non posso dire che sia (sempre) colpa del truffatore al 100%.
Non voglio assolutamente darti colpe, ma renderti solo più consapevole del fatto che al mondo non siamo nati tutti corretti.
“Aguzza la vista” così dal riconoscere e stare alla larga da eventuali truffe.
Non mi stancherò mai di dire che fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio (anche perché purtroppo ho provato sulla mia pelle cosa vuol dire essere truffati).
Non voglio quindi che capiti a nessuno di noi.

 

40 Risposta

  1. Andrea

    Compro molto su internet e solo una volta, circa 3 anni fa, sono stato truffato acquistando un prodotto usato su subito.it ed effettuando una ricarica postapay. Ho fatto immediatamente denuncia alla polizia postale dove mi hanno detto che i miei soldi non li rivedrò mai più!! Si trattava “solo” (si fa per dire…) di 170 euro, ma la cosa che non mi va proprio giù e che del truffatore avevo nome e cognome reali (come confermato da Poste italiane), codice fiscale, nr. di cellulare e indirizzo mail e nonostante tutto la legge non riesce a fare nulla… perché capita questo? Una volta accertata la truffa perché non ci si può rifare sul truffatore?… Non credo che questa “non procedura” sia uguale in tutti i Paesi del mondo… noi siamo molto indietro!!

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentilissimo Andrea, rispondo al Suo quesito benché il nostro ambito di attività associativa non sia specifico alla problematica esposta. Purtroppo l’infelice frase da Lei riportata non è frutto delle normative, bensì delle esperienze delle procedure giudiziali tanto numerose in ambito di “piccole” truffe. Ho utilizzato le virgolette proprio per evidenziare che anche in giurisprudenza e nella normativa l’eventuale “tenuità del fatto” comporta possibili attenuanti e riduzioni di pena. La difficoltà di rientrare in possesso degli importi persi a seguito di una truffa non consiste nella certezza della pena per il trasgressore, bensì nel fatto che tali importi, di fatto, non sono più esistenti (perché spesi / utilizzati / persi), e soprattutto le spese legali e procedurali potrebbero ampiamente superare l’importo recuperabile. Il diritto romano (da cui discende la normativa italiana) prevede che il reo rimborsi il danno. Purtroppo codici di procedura civile e penale “sono andati oltre” in termini di tutele e solo chi ha sufficienti fondi per pagare gli avvocati migliori (a volte) è in grado di ottenere il ripristino dal danno. Chiedo venia fin d’ora per questa amara opinione che non vuole essere offensiva per alcuno, ma solo rilevare un dato statistico di quanto avviene nella nostra Italia.

  2. Salve, purtroppo sono stato truffato da una persona se così si può definire.
    Ho ricaricato 90€ con ricarica postepay ed ora io ho solamente il suo numero di cellulare, il codice fiscale e il numero della carta.
    Volevo sapere da lei, in caso sporgessi querela cosa succederebbe al truffatore e se verrebbe rintracciato
    Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile utente, dal mio umile ed impreparato punto di vista che nulla ha a che vedere con una consigliata ed appropriata consulenza legale, una situazione simile a quella da Lei presentata difficilmente può essere configurata come reato penale di truffa, in quanto lei stesso (consapevolmente o meno) ha inviato il denaro in forma di ricarica e non informa di un pagamento a fronte di una vendita o un servizio. Naturalmente lei è libero di presentare querela come desidera, ma senza appropriata documentazione scritta e comprovante la richiesta del venditore di ricevere il pagamento tramite ricarica Postepay a fronte di una vendita, già sarebbe problematico dimostrare il mancato rispetto contrattuale di una vendita tra privati, nel qual caso lei potrebbe citare in giudizio ordinario davanti al giudice di pace la sua controparte in un procedimento di tipo civile. Purtroppo in questi casi è sempre bene considerare tutti gli aspetti legali della transazione ed a sua tutela sono costretto a farla riflettere sulla norma relativa all’incauto acquisto, comportamento sanzionato dal Codice Penale. Spiacente per quanto accaduto e di non poterla aiutare fattivamente.

  3. Gentilissimo alessandro volevo un Suo parere,anche se devo ammettere che ho gia’ ricevuto pareri non positivi sia dalla Polizia postale che dai Carabinieri.” mesi fa a luglio ho sentito un mio amico per telefono dove era molto triste,in effetti non lavora,cosi mi sono proposto di mia spontanea volonta’ di dire…”dai domani ti manddo 100 euro sulla tua postepay”.Il giorno dopo preso dai rimorsi ne ho mandato 500 perche mi dispiaceva,Lui appena ha visto l’accredito mi ha contattato e mi ha detto che voleva ridarmeli perche servivano massimo 100 euro.,gli ho risposto che quando avrebbe risolto i suoi problemi poteva ridarli.Ora sono 2 settimane che è sparito,sono stato alla pstale che dai carabinieri e mi è stato detto che la denuncia non si puo’ fare perche sono stato io a propormi e in tal caso non esiste truffa,perche in effeti lui non mi ha messo le mai alla gola…..Mi dica anche il suo parere…grazie

    • Gentile utente, sinceramente il mio parere è molto positivo, non per quanto riguarda l’eventuale recupero monetario, bensì verso il Suo animo generoso. In veste di rappresentante dell’Associazione ADICONFI, mi sono trovato più e più volte nella Sua stessa situazione in relazione con nostri soci che ci hanno chiesto supporto per recuperare rimborsi o differenze su calcoli errati negli specchi di finanziamento, e poi dopo aver ricevuto anche ingenti rimborsi, sono scomparsi senza corrispondere le spese legali che l’Associazione aveva anticipato per loro conto.

      A nostre spese (intendo a spese di tutti i soci di ADICONFI) abbiamo imparato ad essere più prudenti, per evitare di dover fare pesare gli approfittamenti di alcuni sulle spalle di tutti gli associati, che invece sostengono ed hanno a cuore le attività dell’Associazione.
      In alcune situazioni particolari di estrema precarietà economica (comprovate da ISEE e vari certificati dei comuni di residenza), invece abbiamo deciso di prenderci a carico tutte le spese di procedura.

      Chiedo venia per la divagazione, ma quanto sopra è per specificare quanto il Suo atteggiamento nei confronti del suo amico sia condiviso appieno.

      Nel caso specifico, il voler rientrare in possesso di quanto prestato è certamente un Suo diritto, ma non essendovi condizioni scritte, ed avendo Lei stesso concesso il prestito senza condizioni di tempo, sarà il Suo amico che in coscienza (ed in riconoscenza per l’aiuto ricevuto) si farà avanti non appena possibile (come Lei stesso ha menzionato). Se ciò non dovesse succedere, non può configurarsi nessun tipo di reato, tanto meno la truffa o la l’appropriazione indebita (che incorre quando il prestito ha una destinazione specifica e su cui non mi posso dilungare). L’unica alternativa è seguire la procedura civilistica del «recupero crediti», ma visti i buoni rapporti di amicizia e la lungaggine estrema della procedura nonché i costi legali da anticipare, sconsiglio vivamente di intraprendere questa strada.

  4. Buonasera Alessandro, le scrivo per chiederle un parere in base alla sue esperienza in questo campo. Per farla breve, proprio oggi sono stata vittima di un raggiro con una ricarica PostePay. Sono già stata dai Carabinieri e ho bloccato la mia carta, ma l’addebito purtroppo era già stato effettuato. In banca mi hanno detto che lunedì dovrò andare presso la mia filiale a richiedere il disconoscimento dell’operazione per “provare” ad avere indietro i soldi. La mia domanda è questa: secondo lei è una possibilità quella di disconoscere l’operazione e avere indietro i soldi?
    La ringrazio in anticipo e le auguro una buona serata.
    Silvia.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Silvia,
      per alcune situazioni disconoscere un pagamento effettuato tramite carta di credito è possibile, in altri casi non è possibile. E’ possibile quando il movimento contabile, viene effettuato tramite pagamenti ricorrenti, ovvero quella sorta di addebito mensile su carta di credito tipico nel caso di abbonamento telefonico o similare. E’ anche possibile disconoscere un movimento di carta di credito effettuato online quando vengono “rubate” le credenziali; in questo caso deve essere effettuata una denuncia per furto delle credenziali di accesso, la denuncia deve essere comunicata al gestore della carta, quindi la carta deve essere immediatamente bloccata. Solitamente in questi casi risponde l’assicurazione della Banca o del gestore della carta di credito. Se invece il pagamento è stato effettuato tramite una ricarica Postepay effettuata allo sportello postale, disconoscere il movimento non è proprio possibile. Avendo già Lei effettuato una denuncia ai Carabinieri a seguito del raggiro subito, ritengo improbabile che le Poste possano accettare il disconoscimento dell’operazione perché non dovuta a furto delle credenziali. Purtroppo mi è capitato di vedere problematiche ben più gravi con perdite economiche molto ingenti quando i servizi bancari delle Poste Italiane non disponevano ancora dei cosiddetti TOKEN di sicurezza. Ora la situazione dei servizi bancari delle Poste è molto migliorata dal punto di vista della sicurezza, ma non sono ancora state implementate le modalità di protezione dell’utente, che invece sono diffuse nei paesi del nord-europa.

  5. Sono appena truffato per una vendita di una moto messa su subito, un certo Fabio R. mi chiama interessato all’acquisto della moto mi dice che deve fare un accredito e mi chiede il n.dell’iban poi mi dice di recarmi al banco posta per fare l’ operazione,mi spiega come fare e vado avanti,mi fa inserire il mio pin e mi fa cliccare dei numeri di una carta poste pay,premetto che non sono un esperto , vado in banca e mi dicono che invece di ricevere 1900 euro, mi sono stati levati dal conto come impegno di pagamento,ho chiesto di bloccare tutto ma non c’è stato verso,vado dai cc faccio la denuncia e sono in attesa di notizie,Spero mi potete dare un consiglio.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo, se la Sua filiale non ha potuto bloccare il bonifico non ci sono speranze. La denuncia ai carabinieri forse riuscirà a fermare il truffatore. Quanto al recupero del denaro, purtroppo, non avviene quasi mai, ma se è fortunato ci vorranno anni. Purtroppo, per i reati di questo tipo, in Italia ci sono poche possibilità di recupero. In base all’importo, dovrà rivolgersi ad un avvocato e denunciare Fabio R. presso il giudice di pace, in modo da avere tempistiche più brevi e sperando che Fabio R. non risulti nullatenente. La denuncia per truffa (procedura penale) sarà invece più lunga e di incerto risultato, per cui un bravo avvocato saprà consigliarLa molto meglio del sottoscritto.

    • ciao Gian Luigi,
      anche io ho subito la tua stessa truffa, uguale anche l’importo, la sera del 08/08/2019,
      sai dirmi a che punto sei? hai avuto riscontri dalla banca?

      io ho fatto tutte le denunce del caso, carabinieri, banca, gestore delle carte…tutto nell’arco di un’ora.
      grazie

  6. Volevo rispondere al Sig. Gian Luigi, purtroppo questa settimana mi è successa la stessa cosa.
    La banca non ha potuto fare niente, i carabinieri non hanno nemmeno raccolto la denuncia perchè per loro non è truffa in quanto siamo stati noi ingenuamente ad autorizzare con il nostro PIN la ricarica.
    So che non è proprio una consolazione, capisco che si sia ripetuto tante volte “come ho fatto a cascarci”, ma volevo farle sapere che non è stato l’unico.

  7. Guglielmo

    Più o meno stessa dinamica, ore 18.00 circa del 27-02-19, invece di ricevere 50€, me ne hanno sottratti 1.922€.
    Immediatamente accortomi del fatto consultando home banking su smartphone, sono corso nella sede centrale delle Poste nella mia città alle 18.15 (resta aperta sino alle 19.00), chiedendo di “congelare” la carta fraudolentemente ricaricata, ma il Direttore mi ha detto che non era possibile a causa della mancanza/illeggibilità di n°6 cifre (asteriscate) del n° della carta ed inoltre serviva una denuncia, che sarebbe poi stata inoltrata ad un centro preposto c/o Ancona (chissà quanti giorni dopo, un abisso rispetto al mio tempestivo sollecito) .
    Trovo improbabile se non impossibile che con data, ora, luogo, importo e 10 cifre delle 16 costituenti il numero della carta, non sia stato possibile emettere un “alert”, non tanto dal Direttore che magari non ne ha effettivamente facoltà/competenza, ma almeno dalla loro cibersecurity, per bloccare cautelativamente la carta, alla stregua di una vera e propria “omissione di soccorso” da parte di Poste Italiane, per certi aspetti assai discutibilmente quasi conniventi con i malfattori.

    • Alessandro Lega Lega Alessandro

      Gentile Guglielmo, sfortunatamente il direttore dell’ufficio non ha la possibilità di bloccare nulla. Ma questo tipo di regolamento, se da un lato rende impossibile recuperare nell’immediato il denaro di una frode, dall’altro è il fondamento della tutela del patrimonio personale. Quello che farò ora è solo un esempio con tutti i limiti di una rappresentazione, ma facciamo un ipotesi in cui Lei stesso sia un onesto negoziante che ha appena venduto e consegnato un orologio di valore ad un cliente occasionale. Tale ipotetico cliente, subito dopo essere uscito dal negozio con il nuovo orologio, corre in posta (o in banca) per bloccare il pagamento in quanto dice di essere stato truffato. Cosa dovrebbe fare il direttore di tale filiale? In casi del genere purtroppo, il problema non è nella gestione della banca o della posta, bensì nella lentezza e nella burocrazia del sistema giudiziario. Un blocco cautelativo di un conto corrente (bancario o postale) è una procedura sicuramente possibile, ma che rientra esclusivamente nelle competenze di un giudice incaricato di una indagine, indagine che senza una denuncia non può essere attivata. Purtroppo, anche se per Lei non è di consolazione, ho imparato a mie spese che questo tipo di “omissione di soccorso” da parte di banca e posta non ha nulla a che vedere con la connivenza. Spero che questa mia risposta possa aiutarLa a comprendere che problemi di questo tipo hanno ragioni purtroppo molto profonde, problemi che provocano notevoli difficoltà in ogni ambito della società a partire dagli organi di polizia (che si trovano spesso con le mani legate), ma anche in ambito degli uffici giudiziari, subissati da procedure farraginose e complesse che ad oggi (come nel passato), sono più di aiuto a chi cerca i sotterfugi piuttosto che la giustizia. Ma qui entriamo in un ambito che va oltre la nostra mission di trasmissione e condivisione delle esperienze personali, quale ADICONFI ha adottato nel proprio statuto.

  8. Io o messo un annuncio su subito e mi anno contattato per fare un accordo e poi mi a chiesto iban dopo di che mi a detto che a fatto la ricarica e detto di andare allo sportello e fare delle operazioni è mi sono trovato vittima di un furto di 2417 euro cosa posso fare ora

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile utente, purtroppo non c’è gran che da fare. Come accennato in altre risposte a questo tipo di problema, è fondamentale non cadere in questo tipo di tranelli. Una volta che si è effettuata la transazione non è più possibile tornare indietro ed una causa per truffa ha costi impensabile ed un esito incerto. Spiacente.

  9. Ieri sabato 3 agosto sono stato sicuramente vittima di una truffa avendo effettuato una ricarica postepay da quello che leggo il recupero dei soldi me lo posso scordare .avendo però mandato anche fotocopia dei documenti di mia moglie tramite mail Sono preoccupato .potrebbero usare l identità di mia moglie per altre truffe ?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Utilizzare una carta di identità in fotocopia per una truffa è una cosa piuttosto difficile, dato che ogni istituto bancario o ufficio postale degno di tale appellativo, non accetterebbe mai una fotocopia senza vedere l’originale, inoltre, in quasi tutte le banche, le fotocopie dei documenti sono obbligatoriamente fatte internamente, e non vengono più accettate fotocopie portate “da casa”. Per poter fare una truffa attraverso una fotocopia di un documento di identità è necessario quindi trovare la complicità dell’impiegato, cosa ancora più difficile visto che prima di tutto rischia il posto di lavoro! Per maggiore sicurezza però, attivi i nuovi sistemi di protezione dei suoi account, tramite doppia password (esempio sms pin), e cambi le password esistenti. Infine, se proprio vuole stare sicuro, se ne ha la possibilità, sposti quasi tutto il saldo del suo attuale conto ad una altro IBAN.

  10. Ho comprato tramite una pagina su Instagram dei prodotti gli ho ricaricato 200€ sulla carta e fornito dati personali, ora il profilo non si trova più…cosa posso fare? Vado ai carabinieri? Ho possibilità di riavere indietro i soldi?

    • quickrescue

      Gentilissima Marta, purtroppo le possibilità di riavere indietro i soldi sono quasi inesistenti. La cosa più difficile non è rintracciare la persona con cui ha avuto contatti, infatti tramite la ricarica della carta Lei ha in mano alcuni dati che facilmente possono condurre al titolare, ma solitamente si tratta di persone nullatenenti che anche se condannate non saranno in grado di pagare, in quanto non hanno nulla da pignorare. La cosa migliore che può fare è quella di segnalare ai Carabinieri tale situazione tramite una denuncia, che forse, insieme ad altre simili denunce fatte da altre persone, potrebbe portare ad una indagine e forse al fermo del truffatore, quanto meno per impedire di continuare a delinquere.

  11. Ciao sono stato truffato acquistando un prodotto iPhone XS Max Su marketplace ed effettuando una ricarica postapay di 600 euro mi ha bloccato 6 mesi passati niente

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Siamo dispiaciuti per l’accaduto. Purtroppo la ricarica tramite Postepay non ha una causale di tipo “commerciale”, per cui non è fatta per le transazioni di acquisto. La ricarica è nata con uno scopo completamente diverso, ma purtroppo è stata usata per ogni tipo di transazione. Come già scritto in precedenti risposte, rientrare in possesso del proprio denaro è praticamente impossibile.

  12. SALVE, come ho letto sopra che se sei stato truffato con ricarica postapay non si riuscirà mai a riavere i soldi indietro,e se uno come me che è stato truffato con bonifico bancario effettuato da me con postapay posso sperare di riavere i soldi indietro….. Ovviamente già ho fatto denuncia…. Grazie

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Sicuramente ci sono maggiori possibilità di poter richiedere il rimborso, perché tramite la causale del bonifico ci si può collegare al servizio o al “bene” che si intendeva acquistare tramite la somma bonificata. In altre parole si hanno buone possibilità di ottenere una vittoria rivolgendosi al Tribunale (o al Giudice di pace). Ma ottenere dal Tribunale una ingiunzione di pagamento, non equivale ad ottenere il rimborso, perché purtroppo i soggetti che mettono in atto questo genere di truffe, risultano quasi sempre nullatenenti, senza lavoro e con conti correnti bancari completamente vuoti. Purtroppo, nonostante l’impegno di tante brave persone, ci sono persone che brave non lo sono affatto e che si approfittano ingiustamente di chi ha ancora un po’ di fiducia nel genere umano.

  13. Salve sono Fabio, in data 17/04 ho effettuato un pagamento per l’acquisto di un cellulare usato; pagamento effettuato con ricarica postepay; mi trovo in questa situazione: ho i dati veri di questa persona, cioè codice fiscale, nome,cognome.
    In questo caso facendo la denuncia ai carabinieri riesco ad ottenere qualcosa? Son più che certo che i dati sono reali.
    Voglio evitare di aprire cause ecc.
    Grazie in anticipo della risposta.

    • Ps: ho fatto la ricarica pagando con la mia carta bancomat, c’è qualche possibilità in più?

      • Alessandro Lega Alessandro Lega

        Gentilissimo, questo tipo di pagamento è come dare dei soldi in contanti senza chiedere una ricevuta in cambio. Di conseguenza, non c’è correlazione tra il pagamento ed il prodotto/servizio ricevuto. Questa premessa ci permette di comprendere che qualsiasi denuncia è completamente aleatoria, ovvero tutto si basa sulla parola. In questo caso poi, stiamo affrontando quello che solitamente viene indicato come reato di lieve entità e sicuramente i costi superano ampiamente i benefici di un eventuale recupero. Infine va tenuto conto che quasi sempre si ha a che fare con persone nullatenenti, nel cui caso, benché condannata al risarcimento, non posseggono nulla che possa essere loro espropriato per riparare al danno. In definitiva, il problema non è nella possibilità di riuscita, infatti se Lei è in grado di documentare con email, o altri documenti comprovanti l’evidenza del danno, sicuramente vincerebbe la causa giudiziale, ma dovrà tenere conto della impossibilità di ottenere un risarcimento, perché la parte soccombente risulterà sicuramente nullatenente, quindi dovrà sobbarcarsi anche tutte le spese legali. Come vede il problema non risiede né nella struttura legislativa, né negli organi giuridici, ma nel vuoto normativo che dovrebbe imporre la certezza della pena ed il risarcimento del danno. Purtroppo questa parte è stata “dimenticata” dai nostri governanti del passato, ma speriamo che presto qualcuno possa tentare di colmare questo vuoto.

  14. Buongiorno, è vero che ricaricare una postepay equivale a una donazione, quindi non riconosciuta a livello fiscale e legale?.
    Cordiali saluti.

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Gentile Nicola, il problema delle ricariche su carte prepagate è insito nel tipo di operazione monetaria, nel senso che la causale del transito di denaro è appunto “RICARICA”. Nelle normali transazioni economiche commerciali, invece la causale della transazione è specificabile, ad esempio: “rimborso”, “pagamento merce”, “saldo fattura”, “corrispettivo servizi”, ecc…
      Ne consegue che una “RICARICA” non può essere messa in correlazione con un acquisto, o un corrispettivo di servizi, proprio perché la causale della transazione è limitata (bloccata) in modo univoco. Il nostro codice civile, che regola le transazioni commerciali, prevede che ogni diatriba sia corredata da documentazione comprovante la situazione conflittuale. Una “RICARICA”, non potendo essere correlata ad una transazione commerciale, corrisponde al pagamento in contanti senza aver chiesto la ricevuta di pagamento (tecnicamente la «quietanza»), in altre parole non si dispone di nessun documento valido ad attestare un pagamento per un acquisto o un servizio.

      • Anche se ho prove scritte che la ‘ricarica’ era volta a una vendita?

        • Tanto ormai sono passati due mesi, per cui penso che la polizia postale abbia buttato via la carta

          • Alessandro Lega Alessandro Lega

            … non è permesso ad un corpo di Polizia di buttare via nulla. Alla peggio viene tutto archiviato. Ma due mesi sono un periodo irrisorio, quando si ha a che fare con i procedimenti legali.

        • Alessandro Lega Alessandro Lega

          Come già accennato, avere la documentazione comprovante che il venditore ha richiesto una ricarica come pagamento ad una transazione commerciale, ma senza una ricevuta di quietanza, la ricarica equivale ad un pagamento in contanti. Ma ipotizziamo che il Giudice confermi la correlazione e quindi imponga al venditore il risarcimento. Ecco cosa è successo in tanti casi simili: il soccombente, quasi sempre risulta nullatenente e senza lavoro, con la conseguenza che non vi è nulla di pignorabile e quindi anche se condannato a risarcire, quel risarcimento non arriverà mai. Tenga conto che nel risarcimento verranno incluse anche le spese di giudizio e tutte le spese legali. Ma Lei dovrà comunque anticipare e pagare la Sua parte di spese di giudizio ed il Suo avvocato. Nel caso Lei si rifiutasse di pagare, sarà il Suo avvocato a farLe causa e ad ottenere un ingiunzione di pagamento nei Suoi confronti. Ecco il motivo per cui è nata la nostra Associazione: per evitare ed insegnare ad evitare le diatribe in tribunale, per quanto possibile.

          • Grazie.
            È vero che una denuncia online non ha valenza?
            Leggo in rete che bisognerebbe presentarsi personalmente dai carabinieri.

  15. Sono un tabaccaio ho ricevuto una truffa da un sedicente tecnico Lottomatica che mi ha chiesto un controllo dello scanner facendomi così effettuare due ricariche da 995 euro ognuna alla seconda prova ho capito che ero stato ingannato sono corso alla polizia postale che ha in breve bloccato la carta del truffatore con ancora i miei soldi risultanti dalle ultime due transazioni vorrei sapere se e come recuperare le somme.

    • Alessandro Lega

      Purtroppo non sarà una cosa a breve termine. Le procedure sono due, il reato di truffa che dovrà essere accertato in sede penale, e di conseguenza il processo civile di risarcimento, benché costituendosi parte civile si potrà collegare in modo più agevole le due procedure. Ricordo ai nostri utenti che il nostro sito nasce per assistere le persone in difficoltà con cessioni del quindo anomale. Le problematiche legali di questo tipo esulano dalle nostre competenze e di conseguenza la cosa migliore è rivolgersi ad un avvocato di fiducia. che prima Le spieghi correttamente ed in modo molto ampio tutti i passaggi della procedura ed in particolare i costi da sostenere, tenendo conto che solitamente si ha a che fare con persone nullatenenti.

  16. Buongiorno io in questi giorni ho comprato un telefono tramite privato e ho gia anticipato dei soldi e adesso che homandato mi dice che ce un problema alla dogana e chedevo pagare ancora e io non lo fatto e adesso mi dice che se non pago non mi viene dato il rimborso e ho pagato tramite postepay….come posso denunciare la persona? mi ha dato tutti i suoi dati ma dice che quei dati sono di suo marito.. Mi dice che lavora in una azienda elettroshop cosa dovrei fare?

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Le informazioni da Lei riportate non sono sufficienti a capire se il telefono è fermo presso la dogana per il pagamento delle tasse di importazione in quanto proveniente dall’estero o se invece è solo un altro modo per poter ottenere un ulteriore immotivato pagamento. Se fosse veramente una questione doganale, si faccia inviare il numero della pratica doganale e la relativa sede, quindi interpelli direttamente l’ufficio Doganale di competenza in modo da sbloccare la pratica (gli impiegati Le spiegheranno come eventualmente fare il pagamento). Purtroppo la ricarica postepay, come già ampiamente spiegato in altre risposte, non è un “mezzo di pagamento commerciale”, ma solo un trasferimento di denaro a fini non commerciali. Di conseguenza, benché Lei sia libera di denunciare la Sua controparte, non ne otterrebbe alcun risarcimento, ma solo spese legali.

  17. Salve, la settimana scorsa ,ho subito una gravissima truffa,mi è stato prosciugato tutto il conto , sono stata raggirata da una truffatrice, dovevo vendere un articolo e al posto di ricevere io la somma pattuita la truffatrice ed è sparita. Ho fatto denuncia ai carabinieri, che mi hanno detto che non rivedrò più i miei soldi ,le poste non mi riconoscono il rimborso mi negano tutto, intanto io ho bloccato la carta ,e non ho dato i miei dati alla truffatrice….per favore aiutatemi a parte il danno economico, ho subito un danno morale gravissimo…Sto male….

    • Alessandro Lega Alessandro Lega

      Purtroppo, come scritto in altre risposte, non ci sono possibilità di risolvere positivamente il problema. Purtroppo in Italia non ci sono strumenti validi per recuperare il proprio denaro in seguito ad una truffa di questo tipo. Procedere con una causa civile è un percorso costoso e lungo ed una volta arrivati alla sentenza, il truffatore risulta sempre nullatenente con il risultato che non è possibile essere risarciti, anzi ci si troverà con ulteriori spese di giudizio e di avvocato da pagare. Desolato.

Lascia un commento